Erano gli anni ’70: Marcello Baraghini fondava la Casa Editrice Stampa Alternativa; vent’anni dopo, nel 1989, nascevano i libri Millelire. Furono una rivoluzione: non solo per il prezzo “politico”, mille lire, poco più di un caffè di allora, ma anche e soprattutto per i contenuti e la nuova generazione di lettori e lettrici che formarono. Vendettero, a quel tempo, 22 milioni di copie: un successo senza precedenti per l’epoca!

Marcello fonda poi l’indipendente Strade Bianche, e con il nome richiama le figure mitologiche dei disertori, dei rinnegati e dei partigiani – che non percorrevano certo le strade asfaltate.

Su Loquis arriva così Le StradeBianche Libri, un nuovo canale che per noi è un vanto e che affonda le sue radici in questa storia iconica; una selezione di piccoli libri, di grandi storie, di posti magici, in cui perdersi un po’ alla volta, come si fa camminando tra i vicoli del borgo per farsi ispirare.

Abbiamo intervistato Andrea Rocchi, che ha curato il canale e che ci ha raccontato qualche curiosità su Marcello, sulla casa editrice e su quello che dobbiamo aspettarci da questi interessanti loquis…

Strade Bianche Libri è una casa editrice che ha nel suo DNA la sperimentazione, frutto dell’esperienza e dell’impegno culturale di Stampa Alternativa. Cosa significa collaborare con una mente coraggiosa come Marcello Baraghini?

Marcello è una figura emblematica. Agita il mondo culturale da 50 anni e ha sempre guardato avanti. Non si è mai fermato su quello che aveva già fatto. Ha sempre idee nuove e si circonda di persone con idee fuori dagli schemi da cui trae sempre linfa. Una persona coraggiosa insomma che ha ben chiaro ciò che vuole fare. La prima cosa che ho fatto con lui fu un audiolibro da un suo libro “Transmission”. Glielo presentai a lavoro finito e lui lo pubblicò nel suo sito, scaricabile insieme al libro. Lo accettò fin da subito come una cosa nuova che poteva essere utile a creare nuove forme di passione per la lettura. Ci sono molti spunti di pensiero che ci accomunano nel nostro modo di coinvolgere il lettore. E poi è romagnolo di nascita, come me.  Quando Marcello crede in un artista gli dà completa fiducia e libertà, perchè capisce quanto è importante la complicità nell’arte e nella lotta culturale e questo genera dialogo costruttivo. Credo che per questo Marcello mi ha sempre incoraggiato e sostenuto. Sa che l’amore per il lettore mi ispira, così come per lui.

Andrea Rocchi dall’inizio ti sei divertito a ideare nuove forme di racconto dei vostri libri, attraverso la piattaforma Loquis, contestualizzandoli al territorio in cui vive e opera la casa editrice. Da dove nascono le tue idee?

Uso la musica per raccontare i libri dal 2008. Nasco come musicista, ho avuto gruppi musicali, come tanti. Quando abbiamo iniziato a leggere invece che cantare esistevano già i Massimo Volume o gli Offlaga disco Pax. Ma il termine Reading non si usava ancora. Questa cosa perciò nasce da lontano, da una passione per il suono che hanno le parole “narrate” e non cantate, che hanno una loro particolare musicalità, un’atmosfera tutta loro. Spesso parto da qui per iniziare a farci musica sotto, un pò alla maniera di Jack Kerouac quando diceva che si possono scrivere frasi come i jazzisti scrivevano gli assoli. E poi la storia, l’argomento trattato, mi dà ulteriori spunti per costruire la musica, immaginando una colonna sonora per portare il lettore dentro il libro anche con le orecchie. Per esempio il libro che abbiamo fatto su Loquis che racconta le Vie Cave Etrusche è stato suonato proprio dentro ai sentieri, così che si sentisse quell’aria lì, quella profondità e magia nelle orecchie.

Cosa consigli a chi desidera creare forme proprie di narrazione del libro? Da dove cominciare?

La lettura e il racconto ad alta voce sono una cosa affascinante. Per passione mia ci metto anche il suono della voce che racconta. Ecco inizierei da qui: quando si racconta una storia a qualcuno, a voce, entra in gioco tutto un mondo parallelo fatto di enfasi su certi dettagli, una certa emozione su ciò che  si racconta, il ritmo del proprio narrare che è personalissimo. Traspare cioè quanto il lettore è stato colpito dal libro che ha letto. Secondo me questa cosa è bellissima da ascoltare in una voce narrante. Ti mette subito a tuo agio e ti coccola, facendoti capire che quella storia che ascolti è vera, sentita, vissuta. Ascoltare un bravo narratore è come ascoltare un bravo musicista che ti inchioda all’ascolto e ti porta dove vuole lui.

Cosa accadrà nel canale StradeBianche Libri? Vuoi darci qualche anticipazione?

Premetto che Marcello mi ispira sempre e io gli chiedo un sacco di consigli; ma lui mi lascia carta bianca nello scegliere come fare i contenuti. Quando mi ha affidato il canale ha detto che questo era un luogo perfetto per esercitare le mie idee in fatto di audiolibri. Ora si fa un gran parlare dei mitici libri MILLELIRE che Marcello negli anni ha reso liberi e scaricabili dal web. Una idea grandiosa che permette a tutti di avere una libreria piena di titoli incredibili a portata di click. Su Loquis ne abbiamo già riproposto uno e un altro è in preparazione. Credo che per il momento cavalcherò l’onda. Ci sono un sacco di posti raccontati in quei libri, storie di luoghi che hanno  una luce diversa da come ce li immaginiamo e meritano di essere riscoperti. E poi continuerò con le storie di Marcello, 50 anni di lotta culturale in giro per l’Italia, frutto di una intervista durata un giorno e una notte. E’ il mio piccolo omaggio a lui. Siamo partiti raccontando Pitigliano, città di adozione di Strade Bianche e di Marcello. E’ tempo di scoprire il resto del mondo.

Puoi ascoltare il canale Le StradeBianche Libri cliccando qui.