Loquis: Il Cioccolato di Modica

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Il Cioccolato di Modica

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Pubblicato:  2020-05-08 09:14:00

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Si ottiene da una particolare lavorazione "a freddo" del cioccolato che esclude la fase del concaggio. Nel 2018 il cioccolato di Modica ha ottenuto dall'Unione europea il riconoscimento di Indicazione geografica protetta (IGP). Alcune fonti riportano che durante la dominazione degli spagnoli in Sicilia nel Cinquecento tale lavorazione fu introdotta nella Contea di Modica, a quel tempo il più importante stato feudale del sud Italia, dotato di autonomia amministrativa. Gli spagnoli verosimilmente appresero dagli Aztechi la tecnica di lavorazione delle fave di cacao mediante l'utilizzo del metate, ma è tuttavia noto che gli Aztechi non fossero a conoscenza dell'esistenza dello zucchero e consumassero il cacao in forma liquida, pertanto non è possibile sostenere che il Cioccolato di Modica discenda da una ricetta di origine Azteca. Furono gli Spagnoli i primi verosimilmente ad aggiungere al cacao lo zucchero e a realizzare la prima forma arcaica di cioccolato e a diffonderla nei propri domini, incluso la Contea di Modica. La massa di cacao, ottenuta dai semi tostati e macinati (detti localmente caracca) e non privata del burro di cacao in essa contenuta, viene riscaldata per renderla fluida. Ad una temperatura non superiore a 40 gradi viene mescolata a zucchero e spezie come cannella, vaniglia, zenzero o peperoncino, oppure con scorze di limoni o arancia. Il cioccolato rimane comunque con elevate percentuali di massa di cacao, minimo 50%, anche nelle versioni "classiche" fino ad arrivare alle versioni purissime.

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