Loquis: Transcarpazia

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Transcarpazia

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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Transcarpazia (ruteno e ucraino: Закарпаття, Zakarpazia; slovacco e ceco: Podkarpatská Rus; ungherese: Kárpátalja; romeno: Transcarpatia; polacco: Zakarpacie; tedesco: Karpatenukraine) è una piccola regione storica e geografica dell'Europa centro-orientale situata nell'attuale Ucraina occidentale (nell'oblast' di Transcarpazia), nonché all'estremità orientale della Slovacchia (regioni di Prešov e Košice). La regione dichiarò brevemente la sua indipendenza nel 1939 come Ucraina Carpatica; sue città principali sono Užhorod e Mukačevo. Si tratta di una regione etnicamente diversificata, abitata da ucraini, ruteni, lemko e ungheresi, e altre popolazione di lingua ungherese (szekely e csángó), slovacchi, rumeni e bulgari, inoltre ci sono anche piccole minoranze di hutsuli, ebrei, rom. Geografia La Rutenia subcarpatica è situata nel versante danubiano dei Carpazi, che la delimitano nettamente dalla Galizia polacca e ucraina. Il territorio è quasi totalmente montagnoso e composto da valli parallele tributarie del Tibisco. Appena ai piedi degli ultimi rilievi, in prossimità dell'inizio della pianura Pannonica, la Rutenia subcarpatica è invece delimitata dal confine linguistico con l'elemento ungherese. Popolazione In base all'ultimo censimento del 2001, la popolazione della Rutenia subcarpatica (oblast di Zakarpattya) è composta come segue: ucraini = 1.010.100 (80,5%) ungheresi = 151.500 (12,1%) romeni = 32.100 (2,6%) russi = 31.000 (2,5%) rom = 14.000 (1,1%) slovacchi = 5.600 (0,5%) tedeschi = 3.500 (0,3%)Una piccola parte (10.000 persone circa, 0,8% della popolazione) si dichiara rutena; lo status di tale minoranza è stato riconosciuto dal Consiglio dell'oblast di Zakarpattya solo nel 2007. I ruteni parlano la lingua rutena, imparentata con l'ucraino e diffusa in tutto il territorio della Rutenia subcarpatica (alcune isole linguistiche si estendono in Ungheria, Romania e Polonia). Nel giro degli ultimi cento anni è diminuita drasticamente la presenza tedesca e ungherese (che nel 1880 misurava rispettivamente l'8% e il 26%) a favore di quella rutena/ucraina, così come quella russa che, pur essendo sorta in epoca posteriore, ammontava a 4% della popolazione nel 1989. Nomi Nel corso della sua travagliata storia, la regione ha avuto parecchie denominazioni: Rutenia subcarpatica (ossia la parte della Rutenia al di sotto dei Carpazi secondo il punto di vista europeo occidentale); in ceco e slovacco: Podkarpatská Rus; in ucraino: Підкарпатська Русь o o Pidkarpats'ka Rus' Rutenia carpatica (variante di quanto sopra, un po' più imprecisa perché non specifica che la regione si estende solo sul lato meridionale dei Carpazi); in ceco e slovacco: Karpatská Rus; in ucraino: Карпатська Русь o Karpats'ka Rus' Rutenia (dizione impropria, perché la Rutenia è un concetto storico-geografico più ampio); Ucraina transcarpatica (ossia la parte dell'Ucraina al di là dei Carpazi, secondo il punto di vista ucraino); in ceco e slovacco: Zakarpatská Ukrajina; in ucraino: Закарпатська Русь o Zakarpats'ka Rus' Ucraina subcarpatica (variante di quanto sopra, secondo il punto di vista occidentale); in ceco e slovacco: Podkarpatská Ukrajina Ucraina carpatica (variante di quanto sopra, un po' più imprecisa perché non specifica che la regione si estende solo sul lato meridionale dei Carpazi - dal punto di vista storico tuttavia ha un significato ben preciso, perché si applica allo stato che fu indipendente per pochi giorni nel 1939); in ceco e slovacco: Karpatská Ukrajina; in ucraino: Karpats'ka Ukraïna Subcarpazia (traduzione dai rispettivi lemmi nelle lingue slave); in ceco e slovacco: Podkarpatsko Transcarpazia (dal punto di vista ucraino, altrimenti bisognerebbe parlare di "Ciscarpazia" ma il termine non è usuale); in ceco e slovacco: Zakarpatsko; in ucraino: Zakarpattya; in romeno: TranscarpatiaStoria L'antichità La storia antica della Rutenia subcarpatica è legata inseparabilmente con gli antichi popoli daci e geti anche se sono state trovate tracce di insediamenti di celti. Le fonti archeologiche dimostrano che già in antichità i popoli che vi abitavano possedevano un elevato livello di cultura spirituale e materiale. Le tribù slave iniziarono a stabilirsi nella Rutenia subcarpatica a partire dal IV secoloLa Rutenia subcarpatica fu in stretto rapporto con la Rus' tra il IX e XI secolo. All'inizio del XII secolo la regione conobbe un periodo di decadenza: probabilmente a causa di tassazioni troppo elevate, di conflitti tra i nobili e di reiterati attacchi dei popoli confinanti all'ovest. L'epoca ungherese (fino al 1918) Per lunghi secoli la Rutenia subcarpatica appartenne al Regno d'Ungheria (comitati di Zemplén, Ung, Bereg, Ugocsa e Máramaros), sotto il quale fu una delle regioni europee economicamente più arretrate. Le industrie erano quasi del tutto assenti, le prime ferrovie erano giunte solamente nel 1872 (linee Budapest-Ungvár e Leopoli-Budapest) e le terre appartenevano ai grandi latifondisti ungheresi che vi si recavano spesso solamente per la caccia. A quei tempi la popolazione era a stragrande maggioranza analfabeta, e a partire dal 1880 prese massicciamente la via dell'emigrazione negli Stati Uniti. La repubblica huzula Nel turbolento periodo seguito al disfacimento dell'Impero austro-ungarico, le popolazioni locali diedero vita a effimere repubbliche indipendenti, per lo più alleate con la Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale. La Repubblica huzula fu proclamata l'8 novembre 1918 e ed esistette fino all'11 giugno 1919, quando fu occupata senza opporre resistenza dalla truppe romene che rimarranno nella regione fino a dopo il Trattato di Saint-Germain. Il ventennio cecoslovacco (1919-1939) Con la caduta dell'Impero austro-ungarico, molti ruteni chiesero l'unione con l'Ucraina, altri invece domandarono di diventare russi, mentre altri ancora preferivano un'autonomia all'interno dello stato ungherese. Le Potenze vincitrici della prima guerra mondiale stabilirono tuttavia l'annessione della Rutenia subcarpatica alla Cecoslovacchia, stato di nuova costituzione nato dalle macerie della Duplice Monarchia. L'annessione, salutata con favore dalle assemblee nazionali rutene, ma paventata dai delegati cechi e slovacchi che si erano resi conto dell'arretratezza della regione, fu di fatto imposta alla Cecoslovacchia per effetto del Trattato di Saint-Germain del 10 settembre 1919 in quanto quest'ultima si era rivelata lo stato politicamente più stabile nell'Europa centrale, e quindi anche quello più adatto a gestire un territorio etnicamente così eterogeneo. Nonostante la Cecoslovacchia si fosse obbligata a concedere ai ruteni un'ampia autonomia, il parlamento locale non venne mai convocato e la regione fu nei fatti governata centralmente fino al 1938 col nome di Rutenia Subcarpatica e con capitale Užhorod. Dai confini di tale regione furono emarginati circa 150.000 ruteni, attribuiti alla Slovacchia (una delle altre tre regioni cecoslovacche). A dispetto dei notevoli sviluppi tecnici ed economici raggiunti in epoca cecoslovacca, la regione rimase comunque ancora depressa e lacerata da tendenze secessioniste; veniva difatti riconosciuta la stretta parentela culturale e linguistica con gli ucraini al di là dei Carpazi. Nelle elezioni del 1935 i partiti favorevoli al governo di Praga ottennero solamente 25% dei voti, mentre il 63% dei voti fu assegnato a gruppi autonomisti, secessionisti o comunque ostili al governo. Nel periodo immediatamente successivo alla Conferenza di Monaco, la Rutenia subcarpatica (analogamente alla Slovacchia) dichiarò la propria autonomia all'interno della Cecoslovacchia e formò il proprio primo governo (11 ottobre 1938). Solamente poche settimane dopo, per effetto del Primo Arbitrato di Vienna (2 novembre), la Cecoslovacchia fu costretta a cedere una larga fascia di confine con l'Ungheria, tra cui appunto la porzione meridionale della Rutenia subcarpatica (con Mukačevo/Munkács e Užhorod/Ungvár), che era abitata da magiari. Il capoluogo della regione venne quindi spostato a Chust (ungh. Huszt) e nel corso dello stesso mese la regione autonoma fu rinominata Ucraina carpatica. Divenne presto chiaro che l'Ungheria non intendeva accontentarsi dei territori etnicamente ungheresi, ma che mirava alla revisione completa del Trattato del Trianon e alla restaurazione della Grande Ungheria. Fu così che, a poche settimane dall'arbitrato di Vienna, il governo Horthy si preparò ad un'invasione; l'attacco fu evitato in extremis grazie al veto posto dalle potenze dell'Asse, che non intendevano perdere la faccia permettendo all'Ungheria di violare l'arbitrato. La regione conobbe così un periodo di tregua nei confronti degli appetiti ungheresi. Indipendenza e occupazione (1939-1944) Nel giro di pochi mesi la Cecoslovacchia cessò tuttavia di esistere: mentre la Germania creava il Protettorato di Boemia e Moravia e veniva proclamata la Repubblica Slovacca, il piccolo territorio, col nome di Repubblica dell'Ucraina carpatica e con il reverendo Augustin Vološin come capo di Stato, proclamò la propria indipendenza (15 marzo 1939). Invasione ungherese Approfittando del momento favorevole, la vicina Ungheria iniziò ad invadere l'Ucraina carpatica lo stesso giorno, violando così l'arbitrato di Vienna e ponendo fine il 18 marzo alla brevissima indipendenza rutena. Con questa rapida mossa Budapest poté annettersi un territorio di 12.000 km² e 622.000 abitanti, di cui però solamente 10% di lingua ungherese. L'Ungheria poté così stabilire un confine con la Polonia, il che nell'autunno 1939 permise a più di 100.000 soldati e civili polacchi di fuggire davanti alle truppe tedesche. La regione rimase ungherese, finché passò sotto occupazione tedesca (19 marzo 1944) e rimase esposta alle più crudeli atrocità: nel giro di un paio di mesi oltre 100.000 ebrei dell'Ucraina subcarpatica vennero rastrellati e portati ad Auschwitz, dove il 90% trovò la morte. Già nell'autunno 1944 l'Armata rossa sopraggiungente fece fuggire verso ovest i reparti tedeschi, seguiti dai molti ungheresi espulsi. Il passaggio all'Ucraina Ritornata provvisoriamente alla Cecoslovacchia, la Rutenia subcarpatica votò il passaggio all'Unione Sovietica col nome di Ucraina transcarpatica per decisione dell'assemblea nazionale rutena (26 novembre 1944); in realtà l'assemblea fu convocata dal partito comunista ruteno e seguì le indicazioni personali di Stalin, nonché le pressioni sovietiche. In seguito, le pressioni dei partiti comunisti cecoslovacchi, pilotati da Mosca, convinsero il capo del governo Edvard Beneš a cedere ufficialmente la regione all'URSS non appena finita la guerra. Fu così che il 29 giugno 1945 i ministri degli Esteri dei due stati firmarono il trattato relativo; con l'occasione l'Unione Sovietica pretese leggere modifiche territoriali per inglobare anche alcuni comuni in territorio ungherese. I motivi che indussero a suo tempo l'URSS ad impadronirsi di questo territorio mitteleuropeo furono essenzialmente di ordine strategico-militare; l'armata rossa poteva tenere saldamente un piede nella pianura pannonica al centro dell'Europa e le sue forze corazzate potevano in breve tempo piombare su alcune capitali europee. Ancor oggi la Rutenia subcarpatica detiene una posizione privilegiata in un'ottica strategico-militare. Il territorio della Rutenia subcarpatica già integrato nel dopoguerra nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, al momento della dissoluzione dell'URSS è passato a far parte dell'Ucraina indipendente. L'appartenenza di questo territorio all'Ucraina è, tuttavia, oggi posta in discussione sulla base di solide argomentazioni storiche, giuridiche, politiche ed economiche. Alcuni deputati slovacchi ed autorevoli esponenti della politica e della cultura di questo territorio, appartenenti a varie etnie, chiedono il distacco dall'Ucraina della Rutenia Subcarpatica (o meglio Ciscarpatica) e l'annessione alla Slovacchia come territorio autonomo, una scelta che consentirebbe l'ingresso nell'Unione Europea. Religione Un territorio che ha visto tante traversie storiche, si è trovato anche sul confine tra il mondo occidentale, di religione cattolico-romana e quello orientale, bizantino e russo. Caratteristica fu pertanto l'identificazione del popolo ruteno con la confessione uniate, cattolica per quello che riguarda l'obbedienza al primato del Papa, ma bizantina in quanto a liturgia. Nei momenti della persecuzione religiosa, tuttavia le autorità politiche fecero di tutto per il distacco della Chiesa rutena da quella romana. Con la dissoluzione dell'URSS da un lato si è avuto un riaffermarsi dei vincoli della Chiesa greco-cattolica rutena con la Chiesa romana, dall'altro un recupero degli elementi tradizionali della liturgia, eliminando la latinizzazione dei riti intervenuta in epoca recente. Note Altri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Rutenia subcarpatica

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