Loquis: Campo di prigionia di Guantánamo

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Campo di prigionia di Guantánamo

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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Il campo di prigionia di Guantánamo è una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla base navale di Guantánamo, sull'isola di Cuba. L'area di detenzione era composta da tre campi: il Camp Delta (che include il "Camp Echo"), il Camp Iguana e il "Camp X-Ray" (al quale è ispirato l'omonimo film), quest'ultimo è stato chiuso. Apertura ufficiale Il giorno 11 gennaio 2002, il governo degli Stati Uniti, allora presieduto da George W. Bush, ha aperto un campo di prigionia all'interno della base, finalizzandolo alla detenzione di prigionieri catturati in Afghanistan e in Pakistan, anche tramite extraordinary rendition, ritenuti collegati ad attività terroristiche, coniando il nuovo status di "combattenti nemici illegali", non contemplato nel lessico del diritto umanitario. Detenuti e condizioni di detenzione Il numero totale di prigionieri che sono stati detenuti nella prigione di Guantánamo ammonta a circa 800. Nel gennaio 2002 i detenuti erano 158. Nel 2003 aumentano fino a circa 650. Secondo il Washington Post nel 2004 vi sarebbero stati almeno 367 prigionieri. Nell'ottobre 2006 i detenuti furono circa 500. Solo per 10 di questi è stato formalizzato un capo d'imputazione con conseguente rinvio a giudizio. Nel febbraio 2011, erano detenuti a Guantánamo ancora 172 prigionieri.Circa le modalità di funzionamento della parte carceraria della base, si sono levate polemiche riguardo alle condizioni di reclusione e all'effettivo status giuridico-fattuale dei reclusi. Da parte di alcuni osservatori si sostiene infatti che i reclusi non sarebbero classificati dal governo USA come prigionieri di guerra, né come imputati di reati ordinari (il che potrebbe garantire loro processi e garanzie ordinarie), ma sarebbero invece ristretti come detainees (detenuti) senza altro dichiarato titolo: Lord Steyn lo definì un vero e proprio "buco nero legale". Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha diffuso alcune fotografie dei detenuti nella base militare. L'allora Segretario della difesa Donald Rumsfeld ha dichiarato che questi prigionieri sarebbero "combattenti nemici" cui non si applica "alcuno dei diritti della Convenzione di Ginevra". Essi "non saranno considerati come prigionieri di guerra, perché non lo sono", ha precisato.Nel gennaio 2002 l'Alto Commissario per i Diritti dell'Uomo dell'ONU, Mary Robinson, ha protestato contro le condizioni di detenzione dei prigionieri. L'ex-presidente della Repubblica d'Irlanda ha insistito sugli "obblighi internazionali, che vanno rispettati". Rispondendo il 21 gennaio alle critiche mosse, Rumsfeld ha affermato che esso sarebbe conforme "nelle parti essenziali" alla Convenzione di Ginevra.Il 29 giugno 2006, in occasione dell'appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito la violazione della Convenzione di Ginevra e il Codice di Giustizia Militare statunitense dovuta: alle modalità di detenzione dei prigionieri all'interno della base di Guantánamo; ai tribunali militari speciali istituiti per giudicarne i detenuti.La legislazione approvata a dicembre 2005 (legge sul trattamento dei detenuti del 2005) ha revocato il diritto dei detenuti di Guantánamo di presentare istanze di habeas corpus presso corti federali statunitensi contro la loro detenzione o trattamento, permettendo soltanto limitati appelli contro le decisioni dei Tribunali di revisione dello status di "combattente" e delle commissioni militari. È così stato messo in discussione il futuro di circa 200 casi in corso in cui i detenuti avevano presentato ricorso contro la loro detenzione in seguito a una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2004 che aveva decretato il loro diritto a presentare tali ricorsi. Amnesty International, nel rapporto 2006 riporta che: I Tribunali di revisione dello status di combattente (CSRT) istituiti dal governo nel 2004, hanno reso noto, nel marzo 2004, che il 93% dei 554 detenuti esaminati erano da considerarsi a tutti gli effetti “combattenti nemici”. I detenuti non avevano un rappresentante legale e molti di loro hanno rinunciato a partecipare alle udienze dei CSRT, che potevano avvalersi di prove segrete e di testimonianze estorte sotto tortura; nell'agosto 2005, un imprecisato numero di reclusi ha ripreso lo sciopero della fame già iniziato a giugno per protestare contro la perdurante mancanza di accesso a una corte indipendente e contro le dure condizioni di detenzione, che sarebbero state caratterizzate anche da violenze e pestaggi. Più di 200 detenuti (cifra contestata dal Dipartimento della Difesa) avrebbero partecipato almeno a una fase della protesta. Diversi detenuti hanno denunciato di essere stati vittime di aggressioni fisiche e verbali e venivano alimentati a forza: alcuni hanno riportato lesioni causate dall'inserimento brutale di cannule e tubi nel naso. Il governo ha negato qualsiasi maltrattamento. A fine anno lo sciopero della fame era ancora in corso; a novembre 2005 tre esperti in diritti umani delle Nazioni Unite hanno declinato l'offerta di visitare la base di Guantánamo presentata dal governo degli Stati Uniti, poiché quest'ultimo aveva posto restrizioni contrastanti con quanto normalmente stabilito dagli standard internazionali sulle ispezioni di questo tipo.L'ex Segretario di Stato Colin Powell nel 2006 esordisce al Congresso, criticando l'amministrazione di cui aveva fatto parte :«Se solo guardate come ci vedono nel mondo e il genere di critiche che ci sono state mosse per Guantánamo , Abu Ghraib e le rendition, ci crediate o meno, la gente sta cominciando a chiedersi se rispettiamo davvero i nostri alti standard». Per quanto desti discussione la presenza della prigione, in alcuni Paesi le prigioni sono anche più pericolose, per la Convenzione di Ginevra sono vietati i rimpatri dei prigionieri negli Stati dove viene praticata la tortura . Due ex-detenuti tunisini hanno chiesto aiuto a Human Rights Watch per le torture successive subite in Tunisia. Un prigioniero algerino ha fatto ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti invocando il suo diritto a non essere scarcerato, temendo persecuzioni e torture nel suo paese d'origine. Tentativi di chiusura Nel dicembre 2008 inizia a essere affrontato il problema della chiusura della prigione, dopo che il neoeletto presidente Barack Obama ha manifestato tale intenzione. Il 21 gennaio 2009 il presidente statunitense firmò l'ordine di chiusura del carcere (ma non della base militare), che doveva essere smantellato entro l'anno. A nove anni di distanza, ciò non è ancora avvenuto anche a seguito del voto contrario del Senato degli Stati Uniti, il quale con 80 voti sfavorevoli e 6 favorevoli ha respinto il piano di chiusura il quale prevedeva un costo di circa 80 milioni di dollari.Nonostante alcune liberazioni, rimpatri e varie delocalizzazioni presso Stati amici disposti ad accogliere gli ex prigionieri, il regime delle poche centinaia ancora rimaste sull'isola è considerato ancora in contrasto con le obbligazioni internazionali degli Stati. Nel discorso sullo stato dell'Unione per il 2018, il presidente Trump ha annunciato l'abbandono del programma di progressiva chiusura della prigione. Filmografia The Road to Guantanamo, film documentario del 2006 diretto da Michael Winterbottom e Mat Whitecross. Racconta la storia vera della detenzione nel campo di Guantánamo Bay di tre giovani inglesi catturati in Afghanistan nel 2001 e ritenuti - a torto - militanti di Al Qaida. I tre giovani (Ruhal Ahmed, Asif Iqbal e Shafiq Rasul) vennero rilasciati solo nel 2004. Camp X-Ray, è un film drammatico del 2014 scritto e diretto da Peter Sattler, con protagonisti Kristen Stewart, Peyman Moaadi e John Carroll Lynch. Narra la vicenda di una giovane soldatessa che viene trasferita nel campo X-Ray del carcere di Guantánamo, dopo varie difficoltà di adattamento, Amy (il nome della protagonista) riuscirà a legare un rapporto di amicizia con un prigioniero rinchiuso lì da otto anni. Taxi to the dark side, è un film documentario diretto da Alex Gibney che descrive la storia di un tassista afgano rinchiuso e torturato nella prigione. Il film ha anche vinto l'oscar al miglior documentario e ha ricevuto perlopiù critiche positive.Note Bibliografia Maddalena Oliva, Fuori Fuoco. L'arte della guerra e il suo racconto, Bologna, Odoya 2008. ISBN 978-88-6288-003-9. Carlo Bonini, Guantanamo. Usa, viaggio nella prigione del terrore, Torino, Einaudi 2004. ISBN 88-06-16809-6Voci correlate Baia di Guantánamo Base navale di Guantánamo Tortura WaterboardingAltri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su campo di prigionia di GuantánamoCollegamenti esterni Hamdan v. Rumsfeld. Se il diritto si svuota dei suoi contenuti, di Matteo Tondini, in Forum di Quaderni Costituzionali, luglio 2005. Commento della Sentenza della Corte d'Appello USA sul caso Hamdan (Il giudizio in parola precede quello della Corte Suprema del giugno 2006). Materiali dell'Associazione italiana dei costituzionalisti - Guantánamo: un buco nero nella “terra della libertà”, su associazionedeicostituzionalisti.it. Modello Guantánamo, sullo status dei prigionieri, su larivistadelmanifesto.it. URL consultato il 17 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2011). Rapporto da Le Monde diplomatique sulla condizione dei prigionieri di Guantanamo (19/02/2004), su ecn.org. Diritti umani nell'America del XXI secolo - di Roberto Oliveri del Castillo, magistrato, su osservatoriosullalegalita.org. Immagini dal campo di Guantanamo, su kelebekler.com. Inchiesta su Camp X-Ray a Guantanamo su Vera Informazione, su verainformazione.altervista.org. Spot "Chiudere Guantanamo ora!" di Amnesty International e Fandango, su america.webstudioitalia.net. Petizione online di Amnesty International per chiudere Guantanamo, su amnesty.textdriven.com. LA GUERRA ALL'INFORMAZIONE, Articolo sul carcere di Guantánamo Bay su Finanza In Chiaro, 20 giugno 2008 Failure to Close Guantanamo Could Haunt Obama, FoxNews, mancata chiusura di Guantánamo entro data prevista

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