Loquis: Palazzo dell'ex zuccherificio di Mirandola

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Palazzo dell'ex zuccherificio di Mirandola

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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Il palazzo dell'ex zuccherificio di Mirandola è un edificio industriale storico di Mirandola, in provincia di Modena. Realizzato negli anni 1930 per la produzione di alcool e zucchero, il complesso rappresenta uno dei più importanti esempi di archeologia industriale della bassa modenese. Storia Negli anni 1930 la Società italiana per l'industria dello zucchero indigeno, di proprietà dell'armatore genovese Erasmo Piaggio e del figlio Carlo, decise di impiantare a Mirandola un'industria per la lavorazione delle barbabietole. Lo scopo dell'impianto, inaugurato nel 1936, era inizialmente la distillazione dell'alcol etilico da utilizzare come carburante: a seguito delle sanzioni economiche all'Italia fascista da parte della Società delle Nazioni, infatti, in Italia vi era un'alta richiesta di risorse energetiche di energia alternative al petrolio. Nel gennaio-febbraio 1945 la distilleria fu oggetto di un duro bombardamento dell'aviazione alleata, che causò gravi danni agli impianti (nel 2006 venne rinvenuta una bomba statunitense inesplosa da 500 libbre). Nel 1947-1948 la fabbrica venne riconvertita in zuccherificio per la produzione di zucchero grezzo, il quale ebbe una forte espansione e produzione dagli anni 1950, unitamente alle altre grandi aziende alimentari di trasformazione della zona, quali Mon Jardin-Covalpa, Baratta, Aiproco e Montorsi. Lo zuccherificio disponeva di uno scalo ferroviario collegato direttamente alla stazione di Mirandola SEFTA della ferrovia Modena-Mirandola. A seguito di riorganizzazioni societarie, lo stabilimento entrò in crisi a metà degli anni 1970: gli impianti vennero chiusi nel 1986, mentre gli operai furono destinati ad altri impianti della stessa società, tra cui quello di Finale Emilia (chiuso nel 2006) e altri fuori provincia. Al momento della chiusura la capacità dell'impianto era di 45.000 quintali all'anno.Dopo diversi decenni di degrado e successivo abbandono, nel dicembre 1997 il complesso è stato acquistato dalla municipalizzata AIMAG, che tramite un concorso di progettazione per la ristrutturazione e riuso ha recuperato e riqualificato i fabbricati, attraverso un investimento di circa dieci milioni di euro, che ha portato alla realizzazione della nuova sede, uffici a servizio dei cittadini, officine, magazzini, una centrale di trigenerazione per la produzione di energia elettrica, teleriscaldamento e teleraffreddamento. Produzione dello zucchero Le barbabietole, seminate a febbraio-marzo e raccolte nei mesi di agosto e settembre, venivano trasportate allo zuccherificio di Mirandla attraverso lunghe file di camion che, in attesa dello scarico, aspettavano il loro turno lungo viale Antonio Gramsci. Le barbabietole venivano scaricate sui nastri trasportatori e successivamente lavate con getti di acqua calda e tagliate meccanicamente in sottili strisce. Le fibre venivano immerse in acqua a 70 gradi per far cedere lo zucchero, quindi dopo la filtrazione venivano bollite per eliminare l'acqua per evaporazione. Infine il prodotto veniva centrifugato per ottenere la cristallizzazione dello zucchero greggio, che infine veniva depurato, decolorato e confezionato in sacchi da un quintale. Architettura L'edificio industriale è caratterizzato dall'architettura tipica del razionalismo italiano, con le strutture portanti realizzate in mattoni a vista. Numerosi elementi architettonici sottolineano efficacemente le paraste, gli architravi e le cornici, oltre alle ampie finestre e alle fasce marcapiano.All'interno della struttura architettonica, le luci provenienti delle ampie vetrate dominano sulle pareti in muratura, che culminano in coperture a falde inclinate con capriate metalliche.Il progetto di recupero edilizio realizzato dall'architetto Guido Canali ha portato "la nuova cortina muraria a divenire diaframma e non più elemento strutturale". Note Bibliografia Lo zuccheriero: maestranze dello zuccherificio di Mirandola, Mirandola, SBN IT\ICCU\MOD\0799917. Franco Bianchi, La distilleria-zuccherificio di Mirandola: 1936-1986, introduzione di Giuliano Muzzioli, San Felice sul Panaro, Gruppo studi Bassa modenese, 2008, pp. 222, SBN IT\ICCU\MOD\1471867. Guido Canali, Progetto di recupero dello zuccherificio di Mirandola (Mo) (PDF) , in Costruire in laterizio, XV, nº 87, 2002, pp. 18-23.Voci correlate Produzione dello zucchero BarbabietolaAltri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Palazzo dell'ex zuccherificio di Mirandola

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