Loquis: Valle d'Aosta

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Valle d'Aosta

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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La Valle d'Aosta (Vallée d'Aoste in francese, Val d'Outa in francoprovenzale, Augschtalann o Ougstalland in walser, Val d'Osta in piemontese) è una regione italiana a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo Aosta, da cui trae il nome. Fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo. È la regione più piccola d'Italia con 3 263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 125 901 abitanti, con un territorio completamente montano. Con un PIL pro capite pari a 35 264 € si posiziona seconda nella classifica tra le regioni e province autonome d'Italia.Confina a nord con la Svizzera (distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi), a sud e a est con il Piemonte (città metropolitana di Torino, province di Biella e di Vercelli). La Valle d'Aosta è membro dell'Associazione internazionale delle regioni francofone (AIRF - Association internationale des régions francophones). Denominazione La regione ha due nomi ufficiali: Regione Autonoma Valle d'Aosta (in italiano) e Région Autonome Vallée d'Aoste (in francese); nei documenti in lingua walser è denominata Augschtalann (versione Töitschu, Issime) o Ougstalland (versione Titsch, Gressoney). Nel dialetto valdostano, appartenente al ceppo linguistico francoprovenzale, è d'uso la dicitura, non ufficiale, Réjón otonomma Val d'Outa (o Réjón otonoma Val d'Outa). Ufficiosamente viene spesso indicata con il nome Val d'Aosta. Lo stesso fenomeno si osserva in francese, in cui è molto diffusa la dicitura non ufficiale Val d'Aoste. In piemontese, la cui versione canavesana è parlata minoritariamente in alcuni comuni della bassa valle, la regione si chiama Val d'Osta. Geografia fisica Territorio La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo alle Alpi, circondata dai quattro massicci montuosi più alti d'Italia: Monte Bianco, che con 4.810,02 m è il monte più alto d'Europa, Cervino (4.478 m), Monte Rosa (4.637 m) e Gran Paradiso (4.061 m). La conformazione dell'intero territorio regionale è frutto dell'opera delle glaciazioni, che scavarono la valle principale e le altre valli laterali. I ghiacciai occupano ora solo le cime più elevate. Ghiacciai vallivi si trovano ancora, parzialmente, intorno al massiccio del Monte Bianco, perlopiù si tratta di ghiacciai fossili, ovvero ricoperti massi morenici e anche di vegetazione sulla lingua terminale, come quello del Miage. La regione viene attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po, che ne segna la valle principale da cui dipartono numerose valli secondarie con i loro affluenti, tra cui la Dora di Valgrisenche e il Lys. I maggiori laghi naturali sono il Lago Verney a La Thuile, il Les Laures inferiore (Lac des Laures inférieur) a Brissogne e il Gran Lago (Grand Lac) di Champdepraz. Il lago di Beauregard e il lago di Place-Moulin sono bacini artificiali. I valichi di confine più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo. La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), il primo parco nazionale italiano istituito nel 1922, per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Il Parco naturale del Mont Avic (Parc naturel du Mont-Avic) è il primo parco regionale della Valle d'Aosta e si estende tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher. Clima A causa dell'orografia del territorio valdostano esistono dei microclimi locali assai differenti anche tra vallate o versanti vicini. Le temperature variano in base alla quota del territorio. In quota c'è un clima alpino, per cui le estati sono brevi e si alternano dei lunghi inverni freddi con temperature che scendono anche a -20 °C e punte anche inferiori a -30 °C a quote maggiori di 2.000 m. Nei fondovalle si osservano dei climi continentali: in inverno le temperature scendono sotto ai 0 °C; d'estate viceversa salgono anche oltre 30 °C con scarsa ventilazione che accentua la sensazione d'afa. Le piogge sulla Valle d'Aosta risultano scarse, soprattutto se confrontate con le altre regioni del settore alpino, in quanto i venti che soffiano più frequentemente sono di provenienza occidentale e scaricano sui versanti ovest delle Alpi il loro contenuto di umidità. Le vallate più interne incassate tra imponenti rilievi risultano essere assai secche. Per ovviare alla scarsità di precipitazioni sono state costruite, fin dall'alto Medioevo, grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "rü", anche al plurale), tuttora utilizzate. Le precipitazioni assumono carattere nevoso in quota sopra i 3.400 m in qualsiasi stagione dell'anno. Storia Fino all'unità d'Italia I primi insediamenti umani, rinvenuti nell'area di Saint-Pierre, risalgono al IV millennio a.C. L'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta è un altro rilevante sito archeologico preistorico in regione. Abitata in origine dai Salassi, la Valle d'Aosta venne conquistata da parte delle truppe romane. Nel 25 a.C. venne fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. L'arco di Augusto, la Porta Praetoria e le altre porte romane, il foro e il teatro romano, la cinta muraria e le torri sono alcuni tra i numerosi reperti di epoca romana che fanno valere ad Aosta il titolo di "Roma delle Alpi". Con l'avvento del cristianesimo alla fine del IV secolo Aosta divenne sede vescovile, appartenente dapprima all'arcidiocesi di Vercelli, poi, fino all'VIII secolo, alla chiesa metropolitana di Milano. In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente la Valle d'Aosta in quanto terra di confine conobbe alterne vicende: dapprima dominio ostrogoto sotto Teodorico, poi formalmente sotto controllo bizantino (553-563), quindi longobardo tra il 568 e il 575. Dopo la sconfitta dei Longobardi per opera di Gontrano, fece parte del regno merovingio di Borgogna, in seguito unificato nel regno dei Franchi. Durante l'impero carolingio si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990. Alla morte di Carlo il Grosso nell'888, cui seguì la spartizione dell'impero di Carlo Magno, la valle seguì dapprima le sorti del regno d'Italia, poi verso la metà del secolo X quelle del regno di Borgogna fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. Le conseguenze furono evidenti sul piano culturale e linguistico: dal latino si svilupparono i dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nella Svizzera Romanda e poi la lingua francese. Dal 1032 i Savoia entrarono in possesso della Valle d'Aosta, inglobandola successivamente nel Ducato di Savoia e poi nel Regno di Sardegna, mantenendone ininterrottamente il controllo, salvo brevi parentesi francesi. La prima invasione risale al 1691 per opera di Luigi XIV, ma la valle rimase sotto il controllo dei Savoia. La seconda invasione francese avvenne nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, e durò fino al 1706 con la vittoria sabauda nella battaglia di Torino. La terza invasione avvenne per opera di Napoleone. In seguito alla battaglia di Marengo nel 1800, la Valle venne annessa alla Francia e quindi inglobata nel primo Impero francese, dove costituì l'Arrondissement d'Aoste. In seguito alla definitiva sconfitta di Napoleone, la Valle d'Aosta ritornò sotto il dominio sabaudo nel 1814. Regno d'Italia Il 24 marzo 1860 il Trattato di Torino cedette alla Francia la contea di Nizza e il Ducato di Savoia, mentre la Valle d'Aosta rimase al Regno di Sardegna, unica area di lingua francoprovenzale e cultura francofona nel nascituro Stato unitario italiano. Il 17 marzo 1861 veniva proclamata l'unità d'Italia. I valdostani parteciparono alla prima guerra mondiale. Centinaia di profughi, soprattutto bambini, di Trento e Trieste, vennero accolti in valle. I caduti in guerra accertati in base ai dati ministeriali furono 776, stime successive parlarono di un numero di caduti molto superiore, fino alla cifra di 1.557. Il 30 dicembre 1920 si costituì ad Aosta il primo Fascio di combattimento, alla presenza di Cesare Maria De Vecchi. In seguito all'avvento al potere di Benito Mussolini, venne avviata la politica di italianizzazione. Il Consiglio provinciale scolastico di Torino dispose la soppressione di 268 scuole di villaggio (in francese, écoles de hameau), nell'intento di centralizzare e italianizzare l'educazione valdostana (dopo lunghe trattative furono riaperte 53 scuole di villaggio). Al contempo fu promossa una massiccia industrializzazione, con l'inaugurazione del tunnel ferroviario fra Cogne e Acque Fredde per il trasporto del minerale ferroso delle miniere, la fondazione della Ansaldo-Cogne e della Industrie Lamiere Speciali SpA a Pont-Saint-Martin. Grazie all'immigrazione dal resto d'Italia, la popolazione residente in Valle d'Aosta al censimento del 1931 ammontava a 83.479 abitanti, di cui oltre il 50% nati fuori Valle (in maggioranza provenienti dal Piemonte e dal Veneto). Nel 1937 cominciò la revisione della toponomastica cittadina ad Aosta, modificando il nome di vie e piazze e nel 1939 venne elaborata una proposta per ridurre alla forma italiana il toponimo dei 74 Comuni valdostani; l'iniziativa venne assunta in polemica contro la Francia, accusata di condurre una campagna antitaliana. La dichiarazione di guerra alla Francia il 10 giugno 1940, che segnò l'inizio della seconda guerra mondiale per l'Italia, venne accolta dai valdostani "con scarso entusiasmo, anzi con freddezza", secondo le parole del questore di Aosta, Vittorio Labbro. Pochi giorni dopo l'armistizio del 1943 fu organizzata la prima riunione clandestina in cui si gettarono le basi della Resistenza armata. Émile Chanoux, rientrato ad Aosta da Chambéry, dove era fuggito, riprese i contatti con gli antifascisti per fissare le modalità e le finalità della Resistenza valdostana. Intanto si costituivano le istituzioni della Repubblica Sociale Italiana. Il 18 maggio 1944 Émile Chanoux e Lino Binel, altro esponente della Resistenza valdostana, vennero arrestati. Chanoux morì nella notte, a seguito delle torture subite (esistono anche altre versioni, ma quella indicata è la più accreditata). Binel venne deportato in Germania. Seguirono diversi scontri fra la Resistenza e i nazifascisti. Fu il periodo di massima espansione della Resistenza valdostana che secondo le stime più attendibili raccolse quasi tremila partigiani. Il 2 maggio 1945 il capo di stato maggiore del Comando generale del 75º corpo d'armata tedesco firmò a Biella la resa delle truppe tedesche e fasciste presenti nelle zone di Biella, Ivrea e Aosta. La Valle d'Aosta venne interamente liberata per opera esclusiva del movimento partigiano. Nel memorandum di Algeri, del 1943 la Francia aveva fatto valere le sue rivendicazioni nei confronti dell'Italia, proponendo per la Valle d'Aosta il "rattachement total à la France". Alcuni esponenti della Resistenza valdostana vennero avvicinati dai servizi segreti francesi per sondare le aspirazioni in merito a una possibile annessione alla Francia. Per gli esponenti filo-italiani della Resistenza, maggioritari (tra essi Federico Chabod), fu l'occasione per ribadire l'estraneità della Valle d'Aosta alla storia della Francia e la pericolosità politica ed economica di un'annessione alla nazione più centralista d'Europa e per elaborare il progetto di una originale collocazione istituzionale della Valle d'Aosta all'interno del nuovo Stato italiano che sarebbe sorto alla fine della guerra. Nel gennaio del 1946 entrò in vigore il Regio Decreto legislativo luogotenenziale del 7 settembre 1945, n. 545, che istituì la circoscrizione della Valle d'Aosta e soppresse la provincia d'Aosta. La Valle d'Aosta venne restituita dal Governo militare alleato all'amministrazione del Governo italiano. Repubblica italiana Il 30-31 gennaio 1948 l'Assemblea Costituente discusse e approvò il disegno di legge costituzionale concernente lo Statuto Speciale per la Valle d'Aosta. Il 26 febbraio venne promulgato lo Statuto Speciale. Nel 1981 venne approvato il nuovo "Ordinamento finanziario della Valle d'Aosta". Il provvedimento prevedeva in origine di assegnare alla Regione Autonoma i 7/10 dei tributi riscossi dallo Stato in Valle d'Aosta, ma un emendamento portò a 9/10 la quota spettante alla Regione. Onorificenze L'allora Provincia di Aosta è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale. Politica Amministrazione La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana, in particolare la gestione dell'agricoltura, dell'artigianato e del turismo, l'assistenza e beneficenza pubblica e le scuole materne. Organi politici Il consiglio regionale della Valle d'Aosta (Conseil de la Vallée d'Aoste) consta di 35 membri. Essi eleggono il presidente della giunta regionale, che a differenza delle altre regioni italiane non è eletto direttamente dai cittadini. La politica valdostana è dominata da partiti regionali, mentre i partiti nazionali hanno scarsa rilevanza. Suddivisione amministrativa La regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato. Tranne Aosta, i comuni sono organizzati in 8 Unités des Communes. Comuni Appartengono alla Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni: Comuni più popolosi Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della Valle d'Aosta ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 30-11-2017): Unités des Communes Valdôtaines Le Unités des Communes Valdôtaines (in italiano Unioni dei Comuni valdostani), denominate fino al 2014 Comunità montane (in francese Communautés de montagne), sono dei comprensori montani che riuniscono i comuni della Valle d'Aosta, con l'eccezione di Aosta. Simboli della Regione La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata da: Uno stemma araldico Un gonfalone Una bandiera Un inno (Montagnes Valdôtaines)Stemma Lo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento, linguato e armato di rosso; alla bordatura diminuita, d'oro. Lo stemma è sormontato da corona d'oro, formata da un cerchio brunito, gemmato, cordonato ai margini, sostenente quattro alte punte di corona all'antica (tre visibili), alternate da otto basse punte, ugualmente all'antica (quattro visibili, due e due).. Lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta. Bandiera Essa è un drappo di tessuto spesso (anche se non si sa di preciso il perché) e di lana (una ragione plausibile è la maggiore resistenza della lana al freddo valdostano). È di forma rettangolare con due colonne di ugual misura, colorate di nero quella a sinistra e di rosso quella a destra. Società Evoluzione demografica La Valle d'Aosta ha una popolazione di 128.000 abitanti circa. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km². La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella plaine, la piana di Aosta, e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali. Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune dell'area parigina di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Con la comunità degli emigrati di Levallois-Perret si sono mantenuti forti legami, anche grazie alla creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du Val d'Aoste", che ha sostituito l'ex "Espace Vallée d'Aoste"), alla "Rencontre des émigrés" ("Incontro degli emigrati"), organizzata ogni anno da un comune valdostano diverso, e all'albero di Natale della comunità valdostana a Levallois-Perret. A partire dagli anni venti cominciò l'immigrazione dal resto d'Italia, in concomitanza con l'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta e con lo sfruttamento intensivo delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista favorì la successiva emigrazione di numerosi piemontesi, veneti e calabresi (originari soprattutto di San Giorgio Morgeto) tra il secondo dopoguerra e gli anni settanta. La Valle d'Aosta attrae oggi un consistente flusso di extracomunitari, specialmente maghrebini, favoriti dalla conoscenza del francese, impiegati soprattutto nella pastorizia. Al censimento del 2011 si contavano 8.712 stranieri, pari al 6,8 % della popolazione.Nel 2006 i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso. Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Al 1º gennaio 2011 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8.712. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di:  Marocco 2.311 1,80%  Romania 2.034 1,59%fonte Istat Lingue e dialetti La lingua autoctona della Valle d'Aosta è il francoprovenzale nella sua varietà dialettale valdostana, la lingua più diffusa, invece, è l'italiano. Ampiamente conosciuto è il francese, in quanto gode del rango di lingua co-ufficiale nella regione, anche se negli usi effettivi della comunità parlante valdostana il suo ruolo è marginale.A Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il walser, ufficialmente riconosciuto. Il piemontese è capito e parlato attivamente nella bassa valle, grossomodo tra Châtillon e Pont-Saint-Martin in virtù dei rapporti commerciali storici con il Canavese, oltre che per la vicinanza geografica. Il sondaggio della fondazione Chanoux, effettuato su 7.500 questionari nel 2001, ha fatto emergere la dominanza dell'italiano in tutti i contesti, l'uso del francese in ambiti istituzionali e la stabilità del francoprovenzale (patois) nella comunicazione intra-familiare (soprattutto nelle zone rurali). La stragrande maggioranza degli intervistati ha indicato l'italiano come lingua materna. Intervistato sulle proprie conoscenze linguistiche, il 96,01% ha dichiarato di conoscere l'italiano, il 75,41% di conoscere il francese, il 55,77% il patois valdostano e il 50,53% le tre lingue. Francese In Valle d'Aosta fu redatto il primo documento notarile in francese al mondo nel 1532, quando a Parigi si usava ancora il latino, mentre nel 1536 il Conseil des Commis adotta come lingua di lavoro il francese, divenendo la prima amministrazione al mondo ad usarlo, 3 anni prima della Francia stessa. Il francese divenne lingua ufficiale della Valle d'Aosta con la promulgazione dell'Editto di Rivoli da parte di Emanuele Filiberto I il 22 settembre 1561. In Valle d'Aosta si sviluppò da allora un bilinguismo francese-francoprovenzale: la prima lingua era quella dell'amministrazione e della Chiesa, mentre la seconda quella del popolo, frammentata in una moltitudine di dialetti. Un simile fenomeno si riscontra anche nei territori d'oltralpe che insieme con la Valle d'Aosta avevano costituito il Regno di Borgogna (Savoia, Svizzera romanda e altri territori a nord-ovest). Il bilinguismo francese-francoprovenzale continuò immutato fino al 1861 quando, con l'Unità d'Italia e la cessione della Savoia alla Francia, la Valle d'Aosta si ritrovò a essere l'unica regione francofona del regno d'Italia. Durante il periodo fascista fu proibito l'uso del francese e avviato un processo forzato di italianizzazione, con l'immigrazione in massa di forza lavoro da tutte le regioni italiane. Dopo la seconda guerra mondiale le cose cambiarono in maniera sensibile. Il 26 febbraio 1948 la Valle d'Aosta fu costituita in Regione Autonoma a Statuto Speciale, ottenendo l'ufficializzazione del bilinguismo Italiano-francese e la soppressione dei toponimi in italiano imposti dal regime fascista. La politica di bilinguismo perfetto applicata in Valle d'Aosta prevede l'insegnamento parificato delle lingue italiana e francese a tutti i livelli, confermato dalla legge regionale n. 53 del 1994. Di fatto la lingua predominante in Valle d'Aosta è quasi sempre l'italiano, anche se in limitati ambiti, come la toponomastica, è preponderante il francese. I nomi dei comuni e delle frazioni sono unicamente in francese a eccezione di Aosta, che ha il nome ufficiale in doppia lingua (Aosta/Aoste), mentre nei comuni di Gressoney-Saint-Jean e di Gressoney-La-Trinité i toponimi sono in Titsch e in tedesco standard (questi ultimi non ufficiali) e nel comune di Issime è presente una toponomastica bilingue francese/Töitschu. La segnaletica stradale, autostradale e cittadina è espressa sia in lingua italiana sia francese, con l'aggiunta del tedesco nelle aree walser. I programmi regionali della RAI vanno in onda in italiano e francese senza sottotitoli, anche se pure qui domina nettamente la lingua italiana: il telegiornale regionale della Valle d'Aosta e i notiziari radiofonici regionali sono realizzati in lingua italiana e francese per un totale di circa 380 ore di tv e 150 di radio all'anno, di cui appena 26 ore tv e 32 di radio in lingua francese.La Valle d'Aosta è membro dell'Association internationale des régions francophones (Associazione Internazionale delle Regioni Francofone - AIRF). Francoprovenzale (Patois valdôtain) Il francoprovenzale costituisce uno strumento di comunicazione attiva in Valle d'Aosta, nella sua variante locale, dov'è conosciuto e parlato dalla maggior parte della popolazione e gode di tutela. Le altre aree in cui storicamente questo idioma si è sviluppato, denominate "arpitane", sono le valli arpitane piemontesi in Italia, quasi tutta la Svizzera romanda e in Francia la regione Alvernia-Rodano-Alpi e le antiche province del Delfinato e del Forez. Altre isole linguistiche italiane sono Faeto e Celle San Vito in provincia di Foggia. Il francoprovenzale è riconosciuto lingua minoritaria dallo stato italiano secondo la legge n. 482 del 1999. La regione ha istituito il Bureau régional pour l'ethnologie et la linguistique (BREL), che sviluppa e coordina le ricerche etnografiche e linguistiche in Valle d'Aosta. Il Centre d'études francoprovençales René Willien (CEFP), che trae il suo nome dallo scrittore valdostano René Willien, si occupa in particolare dello studio della lingua francoprovenzale. Walser (Titsch e Töitschu) I walser che abitano l'alta Valle del Lys provengono dal Vallese (Svizzera), da dove sono arrivati nel XII e il XIII secolo chiamati a colonizzare terre dai feudatari valdostani della bassa valle, la famiglia Vallaise. I contatti con la terra di origine non si interruppero mai, inoltre casa Savoia, con Margherita di Savoia s'interessò alla cultura della Valle del Lys walser, dato che la dinastia sabauda aveva anche un castello a Gressoney-Saint-Jean. Il dialetto walser è parlato in 3 comuni della Valle del Lys (Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité), negli anni settanta era utilizzato dal 54% della popolazione complessiva dei due Gressoney. È protetto dalla legge n. 482 del 1999 e dalla legge regionale n. 47 del 1998. Dal 2001 anche lo statuto speciale della Valle d'Aosta riconosce i diritti dei walser e garantisce, tra l'altro l'insegnamento dell'idioma: la lingua walser, nelle due varianti locali Titsch (a Gressoney) e Töitschu (a Issime), viene insegnata nelle scuole dei 3 comuni accanto al tedesco, al francese e all'italiano. Due associazioni culturali sono attive all'interno della Comunità Montana Walser Alta Valle del Lys per la salvaguardia della cultura walser: il Walser Kulturzentrum (Centro culturale walser) di Gressoney-Saint-Jean e l'Associazione Augusta di Issime, che organizzano inoltre corsi rispettivamente di Titsch e Töitschu. Religione La maggioranza della popolazione è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana (ma vi sono anche servizi in francese, lingua di culto storica per la Valle d'Aosta), mentre in occasione della ricorrente Fête internationale des patois la celebrazione avviene anche in patois valdostano. Il territorio della Diocesi di Aosta coincide con la regione. La più antica chiesa cristiana non cattolico-romana è quella valdese, presente da più di 150 anni, a partire dall'Editto di Carlo Alberto del 16 febbraio 1848, che concesse ai valdesi i diritti civili e politici. Altre chiese protestanti o evangeliche sono presenti in Valle d'Aosta: la Chiesa cristiana Avventista del Settimo giorno, la Chiesa dei Fratelli, la Chiesa Pentecostale (Assemblee di Dio in Italia). Con l'immigrazione, specialmente dalla Romania, sono giunte anche persone di fede cristiano-ortodossa. La parte più rilevante delle fedi non cristiane è costituita dagli islamici magrebini. Economia L'economia della Valle d'Aosta si basa soprattutto sul settore terziario, in particolare sul turismo. Il turismo in estate è di villeggiatura, in maggior parte di agriturismo, mentre in inverno è soprattutto sportivo. I comprensori sciistici principali della Valle sono Monterosa Ski, situato in gran parte in regione, e Matterhorn Ski Paradise tra Valtournenche, Breuil-Cervinia e Zermatt in Svizzera (Matterhorn è il Monte Cervino in tedesco). Courmayeur e Champoluc sono altri centri storici dell'alpinismo valdostano. Numerose altre stazioni sciistiche costellano le valli secondarie. Grazie all'autonomia conferita dallo statuto speciale, la mano pubblica, che amministra le ingenti risorse finanziarie regionali, gioca un ruolo di primaria importanza nell'economia valdostana. Le industrie sono concentrate nella bassa valle (tra Verrès-Champdepraz e Pont-Saint-Martin) e sono spesso di piccole-medie dimensioni. Sono attive nei settori tessili, edilizio, della meccanica, del legno e della carta. Ad Aosta si trova inoltre un'importante impresa siderurgica, la Cogne Acciai Speciali. Modesto invece l'apporto dell'agricoltura e dell'allevamento all'economia regionale. Si coltivano patate, mele, viti, orzo e si allevano bovini. Significativa è la produzione artigianale, nella quale emerge la scultura in legno ed il suo oggetto più noto: la grolla. Infrastrutture e trasporti Il territorio regionale è interamente montuoso; gli assi stradali principali sorgono dunque in valle: sono la strada statale 26 della Valle d'Aosta e l'autostrada A5 (Torino-Aosta-Traforo del Monte Bianco). Il Traforo del Monte Bianco unisce Courmayeur a Chamonix, in Francia. Il Colle del Gran San Bernardo unisce la Valle d'Aosta con Martigny in Svizzera, mentre il Colle del Piccolo San Bernardo collega il vallone di La Thuile con la Val d'Isère in Francia. La direttrice ferroviaria principale è la linea Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino, l'altra linea, interamente in territorio valdostano, è la Aosta-Pré-Saint-Didier. Vi sono inoltre due linee ferroviarie dismesse, la Ferrovia Cogne-Acque Fredde, in esercizio dal 1921 al 1979, e la Ferrovia La Thuile-Arpy (1927-1961). L'unico aeroporto della regione è l'aeroporto regionale "Corrado Gex", a Saint-Christophe. Arte e cultura Monumenti e luoghi d'interesse Castelli I castelli in Valle d'Aosta sono numerosi. Quasi ogni paese aveva il suo castello. Di alcuni restano solo rovine; altri invece sono ben conservati e sono attrazioni turistiche. Il castello più conosciuto è quello di Fénis. Tra i maggiori castelli, il primo che si incontra risalendo la valle è quello di Bard, superata la città di Aosta, per ultimo si incontra quello di Saint-Pierre. Storicamente i castelli hanno subito un'evoluzione. All'inizio avevano prevalentemente uno scopo difensivo (così si presentano le Torri dell'inizio del secondo millennio). In epoche successive, essi concorsero per lo più a dimostrare la potenza e ricchezza del proprietario: con queste caratteristiche si presentano il castello di Fénis e quello di Issogne. Nel XIX secolo, il castello diventa un ricordo celebrativo di glorie antiche (così si presenta il Castello Savoia). Musei Oltre a ospitare numerosi castelli, la Valle d'Aosta è una regione ricca di musei, dai piccoli musei comunali dislocati sul territorio regionali ai poli museali di maggiore rilevanza. Tra i musei più apprezzati per la loro collocazione, il patrimonio esposto e l'operato culturale vanno segnalati: Museo dell'artigianato valdostano di tradizione, sito nel comune di Fénis, che espone la grande ricchezza della tradizione artigianale valdostana, che viene tramandata da più di mille anni e che ancora oggi è più viva che mai. Forte di Bard con il Museo delle Alpi Museo Archeologico Regionale di Aosta Museo regionale di scienze naturali della Valle d'Aosta Museo Manzetti, presso il Centro Saint-BéninArchitetture religiose I santuari sparsi per la valle testimoniano la fede dei valdostani trasmessa per secoli: Notre-Dame de Guérison nel comune di Courmayeur Santuario di Notre-Dame-des-Neiges in località Machaby, nel comune di Arnad Santuario di Vourry nel comune di Gaby Santuario di Plout, a Saint-Marcel Santuario del Misérin nel comune di Champorcher Santuario di Cunéy nel Vallone di Saint-Barthélemy Santuario di Verdonaz (pron. Verdonà) nel comune di Oyace Santuario di San Grato nel comune di Valgrisenche Santuario di Fonteinte nel comune di Saint-Rhémy-en-Bosses.Media Stampa Il quotidiano nazionale La Stampa ha una sua redazione locale. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, propone mezza pagina dedicata alla regione autonoma una volta alla settimana. Esistono inoltre numerosi quotidiani online e portali d'informazione dedicati alla Valle (quasi esclusivamente in lingua italiana): AostaOggi.it; AostaSera.it; 12vda.it (che gestisce anche la prima radio on line della Valle d'Aosta); Valledastaglocal.it.Sono anche presenti alcuni settimanali, con rari servizi in francese: La Vallée Notizie; la Gazzetta Matin; Il Corriere della Valle, settimanale della diocesi di AostaOltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è il settimanale politico dell'Union Valdôtaine. Alpe è un periodico mensile bilingue, organo dell'omonimo movimento politico. Lo Flambò-Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese e in patois valdostano, organo del Comité des traditions valdôtaines. Il Messager valdôtain è il periodico annuale per antonomasia di cultura tradizionale valdostana (edito in francese, italiano, patois e walser). La Valle d'Aosta è membro dell'Union internationale de la presse francophone (UPF - Unione internazionale della stampa francofona) come regione, caso unico al mondo in quanto lo Stato italiano non vi partecipa. Televisioni e radio Esiste una sede regionale della RAI che diffonde un TG regionale unico con notizie prevalentemente in italiano e in misura minore francese (spesso servizi inviati dalla redazione di France 3 della regione Auvergne-Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e patois valdostano. I programmi in francese o patois vanno in onda senza sottotitoli o doppiaggio, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Il monitoraggio dei TGR e dei programmi informativi RAI nel periodo settembre-novembre 2011, operato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni Valle d'Aosta, ha rilevato la composizione linguistica dei programmi: prevale nettamente la lingua italiana (83% della programmazione), seguita a larga distanza dal francese (10%) e dal patois (7%).Sul territorio sono presenti anche due TV private, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato Aujourd'hui Vallée. Attraverso un'apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale. Dalla Svizzera romanda e dalla Francia si ricevono due canali televisivi (RTS Un e France 2 rispettivamente), gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale, oltre ai canali francofoni internazionali TV5MONDE e France 24. La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009. Cucina Tra i piatti della cucina valdostana si ricordano la soupe à la valpelleneintse (patate, cavoli lessati, fontina e brodo di carne, al forno), la carbonade (a base di carne bovina), il blanc-manger (dolce a base di panna, zucchero e vaniglia). Il tipico prodotto agro-alimentare valdostano è la fontina valdostana. Sport Oltre agli sport convenzionali, si praticano gli sport tradizionali valdostani, promossi dalla Federaxon Esport de Nohtra Tera: il fiolet: una pallina ovoidale posta su un sasso alto circa 20 cm viene colpita due volte dal giocatore con un bastone, prima per farla balzare in aria e subito dopo al volo per mandarla il più lontano possibile; il palet valdostano è una delle tante varianti del gioco delle piastrelle, diffuso a livello europeo fin dall'antichità; gioco di precisione, si gioca lanciando un disco verso un boccino; la rebatta si gioca a squadre o nei campionati individuali: scopo del gioco è quello di lanciare la pallina il più lontano possibile colpendola con una mazza; lo tsan è un antico e popolare sport di squadra che ricorda vagamente il baseball e l'oina romena.Note Bibliografia (FR) Bernard Janin, Le Val d'Aoste: Tradition et Renouveau, Musumeci Editore, ISBN 88-7032-308-0. (FR) Augusta Vittoria Cerutti, Le Pays de la Doire et son peuple, Musumeci Editore, ISBN 88-7032-746-9. Federico Chabod, La Valle d'Aosta, l'Italia e la Francia. Roberto Louvin, La Valle d'Aosta. Genesi, attualità e prospettive di un ordinamento autonomo, 1998, Musumeci editore, Quart. (FR) Lin Colliard, La culture valdôtaine au cours des siècles, 1976, Aosta. (FR) Joseph-Marie Henry, Histoire de la Vallée d'Aoste, 1929, Imprimerie Marguerettaz, Aosta. Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1919-1945), 2000, Stylos, Aosta. Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1946-1981), 2004, Stylos, Aosta. Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1981-2009), 2010, Stylos, Aosta. Mauro Caniggia Nicolotti-Luca Poggianti, La Questione valdostana: una nazione senza Stato, Aosta, 2011, Ed. La Vallée.Voci correlate Armoriale dei comuni della Valle d'Aosta Consiglio regionale della Valle d'Aosta Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta Euroregione Alpi-Mediterraneo Presidenti della Valle d'Aosta Protagonisti dell'autonomia valdostana Trasporti in Valle d'AostaAltri progetti Wikiquote contiene citazioni di o su Valle d'Aosta Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Valle d'Aosta» Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Valle d'Aosta Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Valle d'AostaCollegamenti esterni (IT, FR) Sito ufficiale della regione autonoma Valle d'Aosta, su regione.vda.it. (IT, FR, EN, ES, DE, RU) Sito ufficiale del turismo in Valle d'Aosta, su lovevda.it. (IT, FR) Sito del Consiglio regionale / Conseil de la Vallée, su consiglio.regione.vda.it. (IT, FR) Image Vallée - Sito di foto, su regione.vda.it. (FR) Sito della sezione valdostana dell'UPF (Union de la presse francophone)., su pressefranvaldotaine.eu. (IT, FR) Naturaosta.it - Informazioni sull'ambiente e sul patrimonio culturale della Valle d'Aosta, su naturaosta.it.

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