Loquis: Incidente ferroviario di Piacenza

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Incidente ferroviario di Piacenza

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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L'incidente ferroviario di Piacenza, conosciuto anche come la strage del Pendolino, si verificò nei pressi dell'omonima città il 12 gennaio 1997 alle ore 13:26. Dinamica dell'incidente Il Pendolino ETR.460 numero 29 "Botticelli", in servizio il 12 gennaio 1997 come treno Eurostar 9415, partì alle 12:55 dalla stazione di Milano Centrale, diretto alla stazione di Roma Termini. Il treno trasportava a bordo 167 passeggeri. Alle ore 13:10 fu costretto ad una sosta tecnica per il bloccaggio di una porta guasta, per poi riprendere la corsa poco dopo.Alle 13:26, nell'imboccare la curva di ingresso della stazione di Piacenza, a circa 400 metri dall'asse del fabbricato viaggiatori, la carrozza di testa si ribaltò, colpendo alcuni pali di sostegno della linea aerea e spezzandosi in due. Delle carrozze successive, sei furono trascinate nel deragliamento e solo le ultime due rimasero sul binario. Morirono i due macchinisti in servizio, due agenti della Polfer, due hostess e due viaggiatrici. A bordo del treno si trovava anche il senatore a vita Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, che uscì illeso. Indagini Le prime notizie diffuse dalla stampa parlarono di eccessiva velocità del treno e ipotizzarono lo stato di ubriachezza dei due macchinisti. Tale tesi non ebbe alcun seguito al processo per "carenza di elementi probatori". Alcune associazioni sindacali di categoria ipotizzarono la frattura dell'albero di trasmissione anteriore della motrice di testa, che sarebbe caduto sul binario, impuntandosi e sollevando quindi il veicolo. Il pezzo in questione, sul treno incidentato, era già stato soggetto a riparazioni ed era in corso presso lo stabilimento di Savigliano una verifica sull'intera flotta di ETR.480. Tale causa fu successivamente esclusa in quanto la FIAT Ferroviaria aveva da poco effettuato modifiche agli alberi di trasmissione delle motrici e, per non rischiare che eventuali rotture di uno degli alberi causassero deragliamenti,(fenomeno noto anche come "salto con l'asta"), si decise di ingabbiare gli alberi stessi in una griglia di contenimento in acciaio. Ciò rende impossibile l'impuntamento di tale parte meccanica nel terreno in caso di rottura, per cui l'incidente non può essere attribuito a tale guasto. L'incidente fu infine attribuito alla eccessiva velocità del treno: il tracciato tachigrafico della motrice di testa mostrava che il treno al momento dello svio stava viaggiando alla velocità di 160 km/h, velocità di ben 55 km/h più alta rispetto al limite di velocità in tale tratta, del valore di 105 km/h (si tratta del tratto con il limite di velocità più basso di tutta la linea Milano-Bologna, proprio a causa della presenza di quella curva). Nel 2001 i 25 dirigenti delle Ferrovie dello Stato finiti sotto processo con l'imputazione di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro ferroviario colposo furono assolti per non aver commesso il fatto. Ricordo Nel 2016 il Comune di Piacenza, in occasione del 19º anniversario della strage, ha inaugurato nei pressi della stazione ferroviario il "Parcheggio del Sole", dedicato alla memoria delle vittime. Note Bibliografia Gerolamo Grassi, L’Italia fuori binario: dalla tragedia del Pendolino di Piacenza alla Fondazione “Gaetano Morgese” di Terlizzi (PDF), Terlizzi, Cooperativa RTS, 2002, pp. 37-50. Svolgimento di interrogazioni sulla sciagura ferroviaria di Piacenza, in Legislatura 13ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 112 del 15 gennaio 1997, Senato della repubblica (archiviato l'11 gennaio 2018).Voci correlate Incidenti ferroviari in Italia Stazione di Piacenza Elettrotreno FS ETR.460 PendolinoAltri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Incidente ferroviario di Piacenza

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