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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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La Russia (in russo: Россия?, traslitterato: Rossija, ) o la Federazione Russa (in russo: Российская Федерация?, traslitterato: Rossijskaja Federacija, ) è uno Stato transcontinentale che si estende tra l'Europa e l'Asia ed è il più vasto Stato del mondo, con una superficie di circa 17 098 242 km² (per più della metà disabitato).Confina con Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina, Georgia e territori contesi di Ossezia del Sud e Abcasia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina, Corea del Nord e Mongolia; assieme alla Cina, è lo Stato al mondo con il maggior numero di Stati limitrofi (14), mentre, considerando anche i due Stati con ridotto riconoscimento internazionale di Abcasia e Ossezia del Sud (entrambi riconosciuti dalla Russia), gli Stati confinanti con la Russia diventano 16. Essa possiede, inoltre, confini marittimi con il Giappone (attraverso il mare di Ochotsk) e gli Stati Uniti (attraverso lo stretto di Bering). È bagnata a Nord-Ovest dal mar Baltico nel golfo di Finlandia, a Nord dal mar Glaciale Artico, a Est dall'oceano Pacifico e a Sud dal mar Nero e dal mar Caspio. Comprende anche l'exclave dell'Oblast' di Kaliningrad, compresa tra mar Baltico, Polonia e Lituania. Nel 2016 contava circa 144 milioni di abitanti, ha come capitale Mosca ed è tradizionalmente suddivisa tra Russia europea e asiatica dalla catena montuosa degli Urali. Come principale successore dell'Unione Sovietica, la Russia ha mantenuto il seggio di membro permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Resta ancora secondo alcuni accademici una grande potenza, tra i protagonisti della storia del XX secolo, sia nel secondo conflitto mondiale, sia nel secondo dopoguerra, con la guerra fredda e l'opposizione attraverso il blocco sovietico al cosiddetto blocco occidentale, che annoverava anche l'altra superpotenza, gli Stati Uniti. È uno Stato con una forte influenza politica all'interno della Comunità degli Stati Indipendenti, che comprende tutte le ex-Repubbliche dell'Unione Sovietica tranne le tre repubbliche baltiche, il Turkmenistan, la Georgia (uscita nel 2008) e l'Ucraina (uscita come membro osservatore nel 2014). È inoltre uno degli Stati fondatori dell'Unione eurasiatica, che comprende, oltre la Russia, la Bielorussia, l'Armenia e il Kazakistan e vede il Tagikistan e l'Uzbekistan come Stati osservatori. Nei primi anni del XXI secolo l'economia ha presentato tassi di crescita tra i più elevati a livello globale, tanto che la Russia è considerata uno dei cinque Paesi cui ci si riferisce con l'acronimo BRICS. La crisi finanziaria internazionale si è fatta però sentire duramente a partire dall'autunno 2008, mettendo in dubbio molte delle certezze acquisite in un decennio di espansione. Il 18 marzo 2014, in seguito all'esito di un referendum che vide la schiacciante vittoria dei favorevoli all'annessione alla Russia ed era stato indetto dalle forze politiche della Repubblica autonoma di Crimea che si era proclamata unilateralmente indipendente dall'Ucraina in data 11 marzo 2014, è cominciato l'iter amministrativo di integrazione della penisola di Crimea (compresa quindi anche la città autonoma di Sebastopoli) come nuovo soggetto federale della Federazione Russa, sebbene l'occupazione non sia riconosciuta dall'ONU. Storia Prima della Rus' di Kiev Nei secoli precedenti l'era volgare le vaste terre della Russia meridionale erano abitate da popoli indoeuropei (dei quali era probabilmente la terra d'origine) come gli sciti, cui si avvicendarono i sarmati e, nell'Alto Medioevo, gli slavi; nell'area che poi divenne il centro del futuro Stato russo, vale a dire il bacino di Mosca, per lungo tempo prima del X secolo dimorarono genti di ceppo finnico o lituano. Tra il III e il VI secolo le steppe subirono, a ondate successive, l'ascesa di popoli nomadi guidati da tribù bellicose che si dirigevano verso l'Europa occidentale. Fu il caso, ad esempio, degli unni e degli avari. Un popolo turco, i cazari, governò la Russia meridionale durante l'VIII secolo; essi furono preziosi alleati dell'Impero Romano d'Oriente (Impero bizantino) e condussero diverse guerre contro i califfati arabi. La Rus' di Kiev Dal VII secolo gli slavi costituirono la maggioranza della popolazione nella Russia occidentale, e pian piano assimilarono le preesistenti tribù finniche, come i merja, i muromi e i mesceri. A metà del IX secolo un gruppo originario della Scandinavia, i variaghi, assunse il ruolo di élite dominante nella capitale slava di Novgorod. Anche se l'elemento etnico dei variaghi (vichinghi orientali) si confuse abbastanza presto nella maggioritaria popolazione slava, la dinastia da loro espressa (Rurjk) rimase al potere diversi secoli, durante i quali si affiliò alla Chiesa ortodossa di Costantinopoli (Bisanzio). La capitale venne trasferita a Kiev nell'882. In questo periodo il termine Rhos o Rus' cominciò a essere riferito ai variaghi e in seguito anche agli slavi che popolavano la regione. Tra il X e l'XI secolo la Rus' di Kiev divenne lo Stato più grande d'Europa e uno dei più prosperi, grazie alla sua posizione commerciale tra Europa e Asia. L'apertura di nuove vie commerciali con l'Oriente al tempo delle crociate contribuì al declino e alla frammentazione dello Stato di Kiev nel corso del XII secolo, aggravatasi dopo la morte, nel 1132, del figlio di Vladimiro II Monomaco. Le invasioni dei popoli asiatici Nei secoli XI e XII le sempre più frequenti incursioni di popolazioni turche, come i kipciak e i peceneghi, portarono le popolazioni slave del sud a spostarsi verso le regioni del nord, note come Zales'. Gli Stati di Novgorod e Vladimir-Suzdal emersero come eredi della Rus' di Kiev nei territori settentrionali, mentre il medio corso del Volga finì sotto il controllo dello stato islamico della Bulgaria del Volga. Come molte altre regioni dell'Europa orientale, questi territori vennero invasi dai mongoli, i quali nel 1240 piegarono la Rus' di Kiev. Conosciuti più tardi anche con il nome indeterminato e generico di tartari, i mongoli avrebbero governato le zone meridionali e centrali dell'odierna Russia per circa tre secoli, tempo durante il quale i vari potentati locali sarebbero Stati dipendenti del loro Khanato dell'Orda d'Oro. I territori delle odierne Ucraina e Bielorussia furono inclusi nel Granducato di Lituania e nella Polonia, fattore che differenziò ucraini e bielorussi dalle altre popolazioni russe. Come nei Balcani e in Asia Minore, il lungo governo dei nomadi avrebbe ritardato lo sviluppo economico e sociale del Paese. Novgorod e Pskov riuscirono peraltro a ritagliarsi un certo grado di autonomia, che li preservò da molti problemi e molte atrocità del periodo. Nel XIII secolo il signore di Novgorod Aleksandr Nevskij respinse gli svedesi e i cavalieri teutonici che cercavano di colonizzare la regione. La Moscovia Con Ivan I (1332-1341) il Granducato di Mosca si avviò a divenire il più importante principato russo. Lo Stato russo incentrato su Mosca, contrariamente all'Impero bizantino, sua fonte d'ispirazione politica e religiosa, fu in grado di sopravvivere e di organizzare una propria riscossa, riuscendo infine a sottomettere i suoi nemici e a occupare i loro territori. Il Ducato di Mosca ancora sotto il dominio indiretto dei mongoli cui pagava un tributo annuale (avendo l'obbligo di riscuotere detto tributo da tutti gli altri stati-città feudali russi) all'inizio del XIV secolo cominciò ad affermare la sua influenza sulla Russia occidentale. Una parte di questo tributo veniva trattenuta e questo permise la crescita economica, sociale e militare del Ducato moscovita e la sua capacità di guidare la liberazione dalla supremazia del Kanato tartaro. Assistita dalla Chiesa ortodossa russa e dalla rinascita spirituale portata da San Sergio di Radonež, nel 1380 la Moscovia sconfisse i tartari nella battaglia di Kulikovo. Dopo la Caduta di Costantinopoli nel 1453 la Russia moscovita rimase l'unico Stato cristiano sulla frontiera orientale dell'Europa, tanto che rivendicò, in qualità di Terza Roma, l'eredità dell'Impero Romano d'Oriente. All'inizio del XVI secolo lo Stato moscovita era riuscito a riprendere tutti i territori russi persi a seguito delle invasioni dei tartari. Nel contempo riuscì a proteggere le regioni ai confini meridionali dagli attacchi portati dai tartari della Crimea e dalle altre popolazioni turche. I nobili, a cui era concessa una tenuta dai sovrani, furono obbligati a servire nell'esercito. Il sistema delle concessioni diventò una delle basi dell'esercito nobiliare a cavallo. La Russia degli zar Il matrimonio di Sophia Paleologa (anche conosciuta con l'originale nome greco e ortodosso di Zoe), figlia di Tommaso Paleologo, despota di Morea, il quale rivendicava il trono di Costantinopoli in quanto fratello di Costantino XI, ultimo imperatore bizantino, con Ivan III "il Grande" condusse a Mosca quanto restava della Corte di Costantinopoli col suo cerimoniale e tutto il suo apparato (così come l'aquila bicipite). Ivan III fu il primo a fregiarsi del titolo di Zar (la parola zar deriva dal latino Caesar, cognomen di Gaio Giulio Cesare), cioè Imperatore Romano d'Oriente (mantenne una regolare corrispondenza con l'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d'Asburgo che era solito chiamarlo "fratello") ed assieme alla moglie decise che la sua capitale doveva succedere a Costantinopoli e diventare la Terza Roma, per questo invitò a Mosca un gran numero di artisti e iniziò la costruzione del Cremlino con la direzione di Ridolfo (Aristotele) Fioravanti da Bologna. Fu sotto il regno di Ivan III che il nuovo Sudebnik russo, o codice di leggi, fu redatto da Vladimir Gusev. Fu sotto il regno di Ivan III che la Russia si liberò definitivamente dal giogo tartaro e cessò di pagare l'ordinario tributo richiesto dal Khan. Durante il regno di Ivan III la tipologia di governo nella Moscovia cambiò radicalmente mutando in autocrazia. Suo nipote Ivan IV (detto dai russi "Grosnj" cioè il "temibile o il tonante" e dagli occidentali il "Terribile", 1533-1584) proseguì con determinazione la politica dell'avo di rafforzare la monarchia assoluta a detrimento dell'alta nobilità dei boiardi (analogamente a quanto faceva con gli stessi mezzi e metodi Elisabetta I Tudor in Gran Bretagna o Enrico IV in Francia). Venne incoronato ufficialmente come primo Zar di Russia nel 1547. Lo zar promulgò un nuovo codice di leggi (Sudebnik del 1550) istituendo il primo organo di rappresentanza russo su base feudale (zemskij sobor) e introducendo un'autogestione locale nelle zone rurali.Durante il proprio lungo regno Ivan IV raddoppiò il già vasto territorio russo annettendo i tre khanati tatari (parti della dissolta Orda d'Oro): Kazan' e Astrachan' lungo il Volga, e il Khanato di Sibir nel sud-ovest della Siberia. Entro la fine del XVI secolo la Russia aveva consolidato e cementato la natura dello stato coerentemente "romano" in quanto Stato multiconfessionale, multietnico e transcontinentale. Tuttavia lo zarato fu indebolito dalla lunga e infruttuosa guerra di Livonia contro la coalizione di Polonia, Lituania e Svezia per l'accesso alla costa del mar Baltico e al commercio marittimo. Allo stesso tempo i tatari del Khanato di Crimea, il solo successore rimasto dell'Orda d'Oro, continuarono a razziare la Russia meridionale. Nel tentativo di ripristinare i khanati del Volga, i crimeani e i loro alleati ottomani invasero la Russia centrale e furono anche in grado di dare alle fiamme parti di Mosca nel 1571. Tuttavia l'anno successivo il grande esercito degli invasori venne completamente sconfitto dai russi nella battaglia di Molodi, ponendo per sempre fine alla minaccia dell'espansione ottomana-crimeana in Russia. Le razzie di schiavi da parte dei crimeani tuttavia non cessarono fino alla fine del XVII secolo, anche se la costruzione di nuove linee fortificate in tutta la Russia meridionale, come la Zasečnaja Čerta, ridussero costantemente la zona soggetta alle incursioni. I primi anni del XVII secolo in Russia furono molto tumultuosi e per questo vengono chiamati Periodo dei torbidi. La morte dei figli di Ivan, che segnò la fine dell'antica dinastia dei Rurik nel 1598, in congiuntura con la carestia del 1601-1603, portò il paese alla guerra civile, dovuta ai tentativi dei boiari di recuperare il potere perduto, e anche all'ingerenza straniera. La Confederazione polacco-lituana occupò varie zone della Russia, tra cui Mosca. Nel 1612 i polacchi furono però costretti alla ritirata da milizie di volontari russi capeggiate da due eroi nazionali, il mercante Kuz'ma Minin e il principe Dmitrij Požarskij. Nel 1613 lo Zemskij Sobor elesse Zar il diciassettenne Michele Romanov primo membro della dinastia Romanov a salire al trono (era figlio del patriarca della Chiesa ortodossa russa, Filarete Romanov, che dal 1619, appena rientrato in patria dopo essere stato per nove anni ostaggio del re di Polonia, divenne di fatto il vero governante della Russia, dirigendo la politica del figlio e occupandosi personalmente dell'amministrazione dello Stato fino al 1633, anno in cui Filarete muore) e il Paese cominciò così la sua graduale ripresa dalla crisi. La Russia proseguì la sua espansione territoriale per tutto il XVII secolo, l'epoca d'oro dei cosacchi. I cosacchi erano dei guerrieri organizzati in comunità militari, simili ai pirati e ai pionieri del Nuovo Mondo. Nel 1648 i contadini dell'Ucraina si unirono ai cosacchi zaporoghi contro la Polonia-Lituania durante la rivolta di Chmel'nyc'kij, a causa dell'oppressione sociale e religiosa sofferta sotto il dominio polacco. Nel 1654 il leader ucraino Bohdan Chmel'nyc'kij offrì allo zar di Russia Alessio I la protezione dell'Ucraina. L'accettazione di questa offerta da parte di Alessio portò a un'altra guerra russo-polacca (1654-1667). Alla fine l'Ucraina venne divisa lungo il Dnepr, lasciando la parte occidentale (la riva destra ucraina) sotto il dominio polacco e la parte orientale (la riva sinistra ucraina e Kiev) alla Russia. Più tardi nel 1670-1671 i cosacchi del Don guidati da Sten'ka Razin diedero il via a una grande rivolta nella regione del Volga, ma le truppe dello zar riuscirono a sconfiggere i ribelli. A est la rapida esplorazione e colonizzazione russa dei grandi territori della Siberia fu condotta per lo più dai cosacchi, a caccia di pelli di animale pregiate e avorio. Gli esploratori russi si spinsero a est soprattutto lungo le strade dei fiumi siberiani e dalla metà del XVII secolo vi furono insediamenti russi nella Siberia orientale, nella penisola dei Ciukci, lungo l'Amur e sulla costa del Pacifico. Nel 1648 lo stretto di Bering tra America settentrionale e Asia fu forse attraversato per la prima volta da Fedot Popov e Semën Dežnëv, ma la notizia non giunse in Europa. Ufficialmente fu Vitus Bering, un esploratore danese al servizio degli zar, a scoprirlo e a dargli il proprio nome nel 1728. La Russia imperiale Sotto Pietro il Grande la Russia venne proclamata impero nel 1721 e riconosciuta come una potenza mondiale. Governando dal 1682 al 1725 Pietro sconfisse la Svezia nella grande guerra del nord, costringendola a cedere la Carelia occidentale e l'Ingria (due regioni perse dalla Russia nel Periodo dei torbidi), nonché l'Estonia e la Livonia, assicurando alla Russia l'accesso al mare e al commercio marittimo. Sul mar Baltico Pietro fondò una nuova capitale chiamata San Pietroburgo, più tardi conosciuta come la "finestra sull'Europa". Pietro riuscì a importare cultura e nuove idee dall'Europa occidentale, modernizzando un Paese seriamente arretrato, in cui l'istituto feudale della servitù della gleba era ancora vivo e vitale. Il regno di Elisabetta, figlia di Pietro I, dal 1741 al 1762 vide la partecipazione della Russia nella guerra dei sette anni (1756-1763). Durante questo conflitto la Russia annesse la Prussia Orientale per un breve periodo e prese anche Berlino. Tuttavia, dopo la morte di Elisabetta tutte queste conquiste furono restituite al Regno di Prussia dal filo-prussiano Pietro III di Russia. Caterina II ("la Grande"), che regnò dal 1762 al 1796, presiedette l'età dell'illuminismo russo. Estese il controllo politico russo sulla confederazione polacco-lituana e incorporò la maggior parte dei suoi territori nella Russia durante le spartizioni della Polonia, spingendo la frontiera russa in direzione ovest verso l'Europa centrale. Nel sud, dopo i successi delle guerre russo-turche contro l'Impero ottomano, Caterina fece avanzare il confine della Russia fino al mar Nero, sconfiggendo il Khanato di Crimea. Come risultato delle vittorie contro gli ottomani dall'inizio del XIX secolo la Russia fece anche importanti conquiste territoriali nella Transcaucasia. Tutto ciò venne proseguito da Alessandro I (1801-1825) il quale strappò la Finlandia all'indebolito regno di Svezia nel 1809 e la Bessarabia agli ottomani nel 1812. Allo stesso tempo i russi colonizzarono l'Alaska e si insediarono in California, come a Fort Ross. Nel 1803-1806 venne compiuta la prima circumnavigazione russa della Terra, seguita poi da altri importanti viaggi russi d'esplorazione marittima. Nel 1820 una spedizione russa scoprì il continente dell'Antartide. In alleanza con altri Paesi europei la Russia combatté contro la Francia di Napoleone. La campagna di Russia, all'apice del potere di Napoleone, nel 1812 fallì completamente contro un'ostinata resistenza combinata con le difficoltà climatiche e ambientali, portando gli invasori a una disastrosa sconfitta in cui perì più del 95% della Grande Armata napoleonica. Guidato da Michail Kutuzov e da Barclay de Tolly l'esercito russo cacciò Napoleone dal Paese e avanzò attraverso l'Europa nella guerra della sesta coalizione, entrando infine a Parigi. Alessandro I guidò la delegazione della Russia al congresso di Vienna che stabilì la mappa dell'Europa post-napoleonica. Gli ufficiali delle guerre napoleoniche portarono indietro con loro le idee del liberalismo in Russia e tentarono di limitare il potere dello zar durante l'abortito moto decabrista del 1825. Alla fine del regno conservatore di Nicola I (1825-1855) il periodo culmine di potere e influenza della Russia sull'Europa venne interrotto dalla sconfitta nella guerra di Crimea. Tra il 1847 e il 1851 una massiccia epidemia di colera proveniente dall'Asia travolse la Russia, causando circa un milione di vittime.Il successore di Nicola, Alessandro II (1855-1881), apportò notevoli cambiamenti nel Paese, tra cui l'abolizione della servitù della gleba nel 1861. Queste grandi riforme spronarono l'industrializzazione e modernizzarono l'esercito russo, che aveva liberato con successo la Bulgaria dal dominio ottomano nella guerra russo-turca (1877-1878). La fine del XIX secolo vide la nascita di vari movimenti socialisti in Russia: Alessandro II fu ucciso nel 1881 da terroristi rivoluzionari e il regno di suo figlio Alessandro III (1881-1894) fu meno liberale, ma più stabile. L'ultimo imperatore russo, Nicola II (1894-1917), non fu in grado di prevenire gli eventi della rivoluzione russa del 1905, innescata dall'infruttuosa guerra russo-giapponese e dalla violenta repressione dei manifestanti nella cosiddetta Domenica di sangue. La rivolta venne soppressa, ma il governo fu costretto a concedere importanti riforme, tra cui la concessione della libertà di stampa e di associazione, la legalizzazione dei partiti politici e la creazione di un organo legislativo di natura elettiva, la Duma di Stato dell'Impero russo. La migrazione verso la Siberia aumentò rapidamente nel XX secolo, in particolare durante la riforma agraria di Stolypin. Tra il 1906 e il 1914 più di quattro milioni di coloni giunsero in quella regione.Nel 1914 la Russia prese parte alla prima guerra mondiale in risposta alla dichiarazione di guerra dell'Impero austro-ungarico al Regno di Serbia, alleata della Russia, e combatté su più fronti mentre si trovava isolata dai suoi alleati della Triplice intesa. Nel 1916 l'offensiva Brusilov dell'esercito russo distrusse quasi completamente la forza militare dell'Austria-Ungheria. Tuttavia la sfiducia già esistente nell'opinione pubblica nei confronti del regime si accrebbe a causa dei crescenti costi della guerra, dell'alto numero di vittime e delle voci circolanti di tradimento e corruzione. Tutto ciò creò il clima per la rivoluzione russa del 1917, compiutasi in due principali tappe. La rivoluzione e la Repubblica russa La rivoluzione di febbraio, di ispirazione borghese, costrinse lo zar Nicola II ad abdicare; insieme con la sua famiglia fu imprigionato a Casa Ipat'ev e poi giustiziato durante la guerra civile russa. La monarchia venne sostituita da una traballante coalizione di partiti politici i quali si erano auto-dichiarati Governo provvisorio. Parallelamente a esso esisteva un establishment socialista, il soviet di Pietrogrado, che esercitava il potere attraverso dei consigli democraticamente eletti di operai e di contadini, chiamati appunto soviet. Il governo delle nuove autorità aggravò soltanto la crisi nel Paese, invece di risolverla. Infine la rivoluzione d'ottobre, guidata dal leader del partito bolscevico Vladimir Il'ič Ul'janov detto Lenin, rovesciò il Governo provvisorio e diede pieni poteri al governo dei soviet, facendo così nascere il primo Stato socialista del mondo. La Russia dei soviet e la guerra civile Subito dopo la rivoluzione d'ottobre scoppiò una guerra civile tra l'esercito sovietico, la cosiddetta Armata Rossa, organizzato e comandato da Lev Trockij, e i vari eserciti che si rifacevano al potere zarista, le Armate Bianche. La Russia dei bolscevichi perse i suoi territori ucraini, polacchi, baltici e finnici con la firma del trattato di Brest-Litovsk, con il quale usciva dalla prima guerra mondiale e poneva fine alle ostilità con gli Imperi centrali. Le potenze alleate dell'Intesa lanciarono senza successo un intervento militare a sostegno delle forze anticomuniste. Nel frattempo sia i bolscevichi sia l'Armata Bianca effettuarono campagne di deportazioni, arresti di massa ed esecuzioni contro i propri avversari, denominate rispettivamente Terrore rosso e Terrore bianco. Entro la fine della guerra civile l'economia russa e le sue infrastrutture furono pesantemente danneggiate. Milioni di persone divennero rifugiati bianchi e si stima che la carestia russa del 1921-1923 causò fino a un massimo di cinque milioni di vittime. L'Unione Sovietica Il 30 dicembre 1922 la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, insieme con le repubbliche socialiste sovietiche di Ucraina, Bielorussia e Transcaucasia, fondò l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, comunemente conosciuta come Unione Sovietica. Delle quindici repubbliche che componevano l'Unione Sovietica, la più grande per dimensioni e con più della metà della popolazione totale dell'Unione Sovietica, era quella della Russia, che si trovò a dominare l'unione per tutti i sessantanove anni della sua storia. Dopo la morte di Lenin nel 1924, che aveva sofferto per una serie di infarti, venne designata una troika per governare l'Unione Sovietica. Tuttavia Iosif Džugašvili, detto Stalin, che era stato eletto segretario generale del Partito Comunista, riuscì a sopprimere tutti i gruppi d'opposizione all'interno del partito e a concentrare il potere nelle sue mani. Lev Trockij, il principale sostenitore della rivoluzione mondiale, fu esiliato dall'Unione Sovietica nel 1929 e l'idea di Stalin del "socialismo in un solo Paese" divenne la linea di pensiero dominante. La continua lotta interna al partito bolscevico culminò con le grandi purghe, una brutale repressione di massa avvenuta tra il 1937 e il 1938, in cui centinaia di migliaia di persone furono giustiziate, compresi membri originari del partito e capi militari accusati di tramare un colpo di Stato. Sotto il controllo di Stalin il governo lanciò un'economia pianificata, l'industrializzazione di un paese in gran parte rurale e la collettivizzazione dell'agricoltura. Durante questo periodo di rapido cambiamento economico e sociale, milioni di persone furono mandate nei campi di lavoro forzato (gulag), tra cui molti detenuti politici per la loro opposizione alla dittatura di Stalin; milioni furono deportati ed esiliati in zone remote dell'Unione Sovietica. La disorganizzazione nella transizione del settore agricolo, combinata alle dure politiche statali e a un periodo di siccità, portò alla carestia del 1932-1933. In un breve lasso di tempo l'Unione Sovietica, anche se a carissimo prezzo, venne trasformata da un'economia basata quasi soltanto sull'agricoltura in una grande potenza industrializzata. La politica dell'Appeasement adottata da Gran Bretagna e Francia nei confronti dell'annessione di Austria e Cecoslovacchia da parte di Adolf Hitler non arginò l'aumento di potenza della Germania nazista, la quale poneva una seria minaccia per l'Unione Sovietica. Nello stesso periodo la Germania nazista si alleò con l'Impero giapponese, rivale dell'Unione Sovietica in Estremo Oriente e suo nemico nelle guerre di confine sovietico-giapponesi del 1938-1939. Nel mese di agosto del 1939, dopo un altro fallito tentativo di stabilire un'alleanza anti-nazista con la Gran Bretagna e la Francia, il governo sovietico decise di migliorare le relazioni con la Germania concludendo il patto Molotov-Ribbentrop, una promessa di non aggressione tra i due Paesi e una spartizione delle reciproche sfere d'influenza nell'Europa orientale. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, mentre Hitler conquistava la Polonia e la Francia e altri Paesi agivano su un solo fronte, l'Unione Sovietica fu in grado di radunare il suo esercito e rivendicare alcuni ex territori dell'Impero russo a seguito dell'invasione sovietica della Polonia, della guerra d'inverno e dell'occupazione degli Stati Baltici. Il 22 giugno 1941 la Germania nazista ruppe il patto di non aggressione e invase l'Unione Sovietica con la più grande e potente operazione militare terrestre della storia umana e l'apertura del più grande teatro di guerra della seconda guerra mondiale. Anche se l'esercito tedesco ebbe all'inizio un notevole successo, il suo attacco fu arrestato nella battaglia di Mosca e successivamente i tedeschi subirono dure sconfitte, prima nella battaglia di Stalingrado nell'inverno del 1942-1943 e poi nella battaglia di Kursk nell'estate del 1943. Un altro fallimento tedesco fu l'assedio di Leningrado, in cui la città rimase completamente accerchiata da terra tra il 1941 e il 1944 dalle forze tedesche e finlandesi, sofferse la fame e la morte di un milione di civili, ma non si arrese mai. Sotto l'amministrazione di Stalin e la guida di comandanti come Georgij Žukov e Konstantin Rokossovskij, le forze sovietiche conquistarono l'Europa orientale nel 1944-1945 e presero Berlino nel maggio 1945. Nel mese di agosto del 1945 l'esercito sovietico cacciò i giapponesi dalla Manciuria cinese e della Corea del Nord, contribuendo alla vittoria degli Alleati sul Giappone. Il periodo dal 1941 al 1945 della seconda guerra mondiale è conosciuto in Russia come la "grande guerra patriottica". Durante questo conflitto, in cui avvennero le più letali operazioni di guerra della storia umana, le morti tra soldati e civili sovietici furono rispettivamente di undici milioni e sedici milioni, che rappresentano circa un terzo di tutte le vittime della seconda guerra mondiale. La complessiva perdita demografica per la popolazione sovietica fu ancora maggiore: l'economia e le infrastrutture sovietiche subirono massicce devastazioni, ma l'Unione Sovietica emerse lo stesso alla fine del conflitto come una superpotenza, riconosciuta a livello mondiale. L'Armata Rossa occupò l'Europa dell'est dopo la guerra, compresa la Germania orientale e governi non indipendenti di stampo socialista furono insediati negli Stati satellite del blocco orientale. Divenendo la seconda potenza nucleare del mondo, l'Unione Sovietica istituì l'alleanza del patto di Varsavia ed entrò in conflitto per il dominio globale, conosciuto come guerra fredda, contro gli Stati Uniti e la NATO. Le due nazioni ingaggiarono una lunga lotta geopolitica per il controllo dei cuori e delle menti del Terzo Mondo a partire dalla crisi di Suez del 1956. L'Unione Sovietica sostenne i movimenti rivoluzionari di tutto il mondo, tra cui le neonate Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Popolare Democratica di Corea e in seguito la Repubblica di Cuba. Quantità significative di risorse sovietiche furono assegnate in aiuto agli altri Paesi socialisti. Dopo la morte di Stalin e un breve periodo di governo comune, il nuovo leader Nikita Khruščёv denunciò il culto della personalità di Stalin e lanciò la politica di "destalinizzazione". Il sistema penale dei campi di lavoro forzato fu riformato e molti prigionieri furono liberati e riabilitati (molti dei quali nel frattempo erano già morti). Il generale allentamento delle politiche repressive divenne noto in seguito come il "disgelo di Khruščёv". Allo stesso tempo le tensioni con gli Stati Uniti si intensificarono quando i due rivali si scontrarono sul dispiegamento da parte degli statunitensi dei missili Jupiter in Turchia e da parte dei sovietici dei missili a Cuba. Le due parti si erano appunto imbarcate in una lunga e costosa corsa per accumulare il maggior numero possibile di armi nucleari. Nel 1962 con la crisi dei missili di Cuba il leader sovietico Nikita Khruščёv e il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy raggiunsero l'acme della crisi fra i blocchi sovietico e statunitense, con il posizionamento di basi missilistiche a Cuba in seguito all'embargo inferto alla stessa da parte degli Stati Uniti e in un più ampio ambito di conflitto ideologico ed economico fra i due schieramenti. Nel 1957 l'Unione Sovietica lanciò il primo satellite artificiale del mondo, lo Sputnik 1, dando così il via alla corsa allo spazio. Il cosmonauta russo Jurij Gagarin fu il primo umano a orbitare nello spazio attorno alla Terra a bordo della navicella Vostok 1 il 12 aprile 1961. Dopo l'estromissione di Khruščёv nel 1964 seguì un altro periodo di governo comune fino a quando Leonid Brežnev non divenne il leader incontrastato dell'Unione Sovietica. Gli anni settanta e i primi anni ottanta furono in seguito denominati la "stagnazione brezneviana", un periodo in cui la crescita economica si arrestò e le politiche sociali furono paralizzate. La riforma Kosygin del 1965 puntò a una parziale decentralizzazione nel controllo dell'economia sovietica e a spostare l'enfasi dall'industria pesante e della produzione militare all'industria leggera e dei beni di consumo, ma tutto ciò venne soffocato dalla leadership comunista, su posizioni fortemente conservatrici. Nel 1979, dopo una rivoluzione guidata dai comunisti in Afghanistan, le forze armate sovietiche entrarono nel Paese su richiesta del nuovo regime. L'occupazione militare prosciugò le risorse economiche e si trascinò senza raggiungere risultati politici significativi. Alla fine l'esercito sovietico si dovette ritirare dall'Afghanistan nel 1989, a causa dell'opposizione internazionale, della persistente guerriglia anti-sovietica e della mancanza di sostegno da parte dei cittadini sovietici al conflitto. Dal 1985 in poi l'ultimo leader sovietico, Michail Gorbačëv, cercò di introdurre alcune riforme nel sistema sovietico, tra cui la glasnost' ("trasparenza") e la perestrojka ("ricostruzione"), nel tentativo di porre fine al periodo di stagnazione economica e di democratizzare il governo. Tuttavia ciò condusse alla nascita di forti movimenti nazionalisti e separatisti. Prima del 1991 l'economia sovietica era la seconda più grande del mondo, ma durante i suoi ultimi anni venne afflitta dalla carenza di merci nei negozi di alimentari, da enormi deficit di bilancio e dall'inflazione causata dalla crescita eccessiva dell'offerta di moneta. Nel 1991 la crisi economica e il subbuglio politico cominciarono a straripare e le repubbliche baltiche scelsero di separarsi dall'Unione. Il 17 marzo si tenne un referendum, in cui la stragrande maggioranza dei cittadini partecipanti votò a favore del mantenimento dell'Unione Sovietica in una federazione riformata. Nell'agosto del 1991 il tentato colpo di Stato militare per deporre Gorbačëv e preservare l'Unione Sovietica portò invece alla fine del Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Nonostante la contraria volontà espressa dal popolo, il 26 dicembre 1991 l'Unione Sovietica si dissolse in quindici Stati post-sovietici. Federazione Russa Boris El'cin fu eletto presidente della Russia nel giugno 1991 nelle prime elezioni presidenziali dirette della storia russa. Durante e dopo la dissoluzione sovietica furono intraprese riforme tra cui la privatizzazione del settore pubblico e l'apertura al libero mercato, comprese trasformazioni radicali sulla falsariga della "terapia shock", raccomandata dagli Stati Uniti e dal Fondo monetario internazionale. Tutto ciò determinò una grave crisi economica, caratterizzata dal calo del 50% del PIL e della produzione industriale tra il 1990 e il 1995. Le privatizzazioni spostarono per lo più il controllo delle imprese dagli enti statali a individui con legami governativi. Molti dei nuovi ricchi trasferirono poi miliardi di dollari in contanti e in beni fuori dal Paese, generando un'enorme fuga di capitali. La recessione economica portò al collasso dei servizi sociali; il tasso di natalità crollò mentre quello di mortalità salì alle stelle. Milioni di persone furono ridotte in miseria, da un tasso di povertà del 1,5% in epoca tardo sovietica si passò al 39-49% entro la metà del 1993. Gli anni novanta videro una corruzione estrema e il dilagare di un'illegalità senza freni, l'aumento di bande criminali e dei crimini violenti. Gli anni novanta furono anche segnati da conflitti armati nel Caucaso del nord, sia scontri etnici locali sia insurrezioni di islamisti separatisti. Da quando i separatisti ceceni avevano dichiarato l'indipendenza nei primi anni novanta, un'intermittente guerriglia fu combattuta tra gruppi di ribelli ed esercito russo. Gli attacchi terroristici contro i civili compiuti dai separatisti, in particolare la crisi del teatro Dubrovka e la strage di Beslan, causarono centinaia di morti e suscitarono l'attenzione mondiale. La Russia fu costretta ad assumersi la responsabilità della liquidazione dei debiti esteri dell'Unione Sovietica, anche se la sua popolazione attuale comprendeva soltanto la metà degli abitanti dello Stato sovietico al momento del suo scioglimento, non riuscendo comunque a pagare tali debiti sino alla riforma indetta da Putin nel 2017. Elevati disavanzi di bilancio impedirono il pagamento della liquidazione dei debiti contratti dall'Unione Sovietica e causarono la crisi finanziaria russa del 1998, che sfociò in un ulteriore calo del PIL. Il 31 dicembre 1999 il presidente El'cin si dimise a sorpresa in favore del primo ministro, nominato da poco, Vladimir Putin, il quale vinse poi le elezioni presidenziali del 2000. Putin soffocò l'insurrezione cecena, anche se sporadici atti di violenza si verificano ancora in ogni parte del Caucaso del nord. Agli alti prezzi del petrolio e a una moneta inizialmente debole seguirono aumenti della domanda interna e dei consumi e gli investimenti aiutarono l'economia russa a crescere per nove anni consecutivi, migliorando il tenore di vita e aumentando l'influenza della Russia nel panorama mondiale. Nonostante molte riforme compiute sotto la presidenza di Putin siano state generalmente criticate e definite antidemocratiche dalle nazioni occidentali, si è lo stesso guadagnato un diffusissimo consenso in Russia per aver fatto ritornare l'ordine, la stabilità e il progresso nel Paese. Il 2 marzo 2008 Dmitrij Medvedev fu eletto presidente della Russia, mentre Putin divenne primo ministro. Putin è tornato alla presidenza dopo le elezioni presidenziali del 2012 e Medvedev è stato nominato primo ministro. Geografia La Federazione Russa si estende su gran parte dell'Europa orientale e sull'intera area settentrionale del continente asiatico, per questo motivo conosce una grande varietà di paesaggi e climi. Il territorio, diviso solitamente in Russia europea e Russia asiatica, appartiene alla regione biogeografica boreale. Territorio Il territorio russo è generalmente costituito per la quasi totalità da vastissime pianure e da rilievi molto deboli; zone montuose accidentate si estendono solo ai confini dello spazio russo, presso i confini meridionali (catena del Caucaso, monti dell'Altaj) e nell'estremo oriente, che è anzi una zona molto accidentata dal punto di vista geologico. Ovunque, escluse le estreme zone meridionali, sono ben visibili i segni del glacialismo, che è stato uno dei più potenti fattori di costruzione del territorio russo attuale. La massima elevazione è raggiunta nella catena del Caucaso dal monte Elbrus (5 642 m). La quasi totalità della parte europea, così come la Siberia occidentale, è costituita da pianure; sono separate, a mo' di asse di simmetria, dalla catena montuosa degli Urali. Mentre la parte europea (chiamata Bassopiano Sarmatico) è spesso interrotta da modestissimi rilievi (Rialto Centrale Russo, Alture di Mosca, Alture del Volga fra i maggiori), la pianura della Siberia occidentale è una zona estremamente piatta, fatto questo che origina enormi problemi di drenaggio delle acque (che pure, per le caratteristiche climatiche, non sono abbondanti). La Siberia centrale coincide praticamente con lo sterminato altopiano omonimo, che, pur con quote modeste (culmina a 1 700 m al suo estremo nord) si estende su quasi quattro milioni di chilometri quadrati. La Siberia orientale è una zona invece prevalentemente montuosa, generalmente molto accidentata, che può raggiungere quote notevoli (si sfiorano i 5 000 m nelle massime cime della Kamčatka). L'Estremo Oriente russo, si trova sul confine fra la placca eurasiatica e quella nordamericana (nella zona dei monti Čerskij e dei monti di Verchojansk) e fra quella eurasiatica e quella pacifica, che va in subduzione al di sotto della prima originando catene montuose (Catena Centrale e Orientale della Kamčatka, monti dei Coriacchi) e archi insulari (isole Curili). Le coste si estendono per varie decine di migliaia di chilometri e sono prevalentemente basse tranne in alcune zone rivolte all'oceano Pacifico. Numerosi sono i bacini marini che bagnano le coste: a ovest la Russia si affaccia per un breve tratto sul mar Baltico, mentre a est il Pacifico forma i vasti bacini del mare di Ochotsk e del mare di Bering; la lunga fascia costiera artica si articola in grosse penisole piuttosto tozze (fra le maggiori quella del Tajmyr, di Gyda e di Jamal) che formano i bacini del mar Bianco, mare di Kara, mare di Laptev, mare della Siberia Orientale. Le principali isole sono la Novaja Zemlja, la Terra di Francesco Giuseppe, le Isole della Nuova Siberia, l'Isola di Wrangel e, sul lato pacifico, le isole Curili e Sachalin. Idrografia Le rilevanti dimensioni territoriali russe e la ridotta frammentazione degli spazi si riflettono nella presenza di fiumi fra i maggiori del mondo, come lunghezza, portata d'acqua e vastità del bacino idrografico. I maggiori fiumi russi sono il Volga (3531 km), che drena una grossa fetta della parte europea del territorio, e i tre grandi fiumi siberiani: l'Ob' (3680 km), lo Enisej o Jenisej (4287 km) e la Lena, ai quali si aggiungono, seppure con dimensioni lievemente minori, l'Amur e la Kolyma. Al di fuori di questi fiumi, di rilevanza mondiale, esistono altre decine di fiumi di lunghezza superiori ai 1 000 km: in Europa si estendono i bacini del Dnepr, del Don, della Pečora, della Dvina Settentrionale e Occidentale e, fra gli affluenti del Volga, la Oka e la Kama; nella parte asiatica fra i maggiori sono la Tunguska Pietrosa e Inferiore, l'Angara, il Vitim, la Indigirka, l'Olenëk, il Taz. Riguardo ai laghi, eccettuati i due maggiori, situati ai confini meridionali (mar Caspio e Bajkal), i maggiori sono situati nella parte europea; sono mediamente poco profondi, vista la debole ondulazione del territorio (Ladoga, Onega, Il'men', lago dei Ciudi). Nelle vaste pianure siberiane sono invece molto estese le zone paludose. Molto importanti, nel panorama russo, sono i bacini artificiali, alcuni dei quali di rilevanza mondiale, originati dallo sbarramento dei maggiori fiumi a scopi energetici. Clima La Russia è essenzialmente divisa da nord a sud tra i seguenti climi: un clima polare o subpolare sulle coste settentrionali bagnate dal mar Glaciale Artico, coperte dalla tundra; un clima temperato freddo, in gran parte della Siberia e nel nord della Russia europea, coperte dalla taiga, la foresta che domina il paesaggio russo; il clima continentale vero e proprio, con scarse precipitazioni, tipico della parte meridionale, dominata dalla steppa; un clima subtropicale umido, nel breve tratto costiero sul mar Nero.Società Popolazione Con circa 142 milioni di abitanti la Russia è il nono Paese più popoloso del mondo prima del Giappone e del Messico. Sebbene la Russia sia stata segnata da vere e proprie catastrofi demografiche (nel 1917-1922 in seguito alla rivoluzione, nel 1931-1932 per la carestia provocata dalla collettivizzazione forzata delle terre, nel 1941-1944 a causa della seconda guerra mondiale), la crescita della popolazione nel periodo sovietico è proceduta a ritmo sostenuto, soprattutto per l'immigrazione forzata dalle altre repubbliche sovietiche. Gli abitanti passarono dai 91 milioni del 1914 ai 102 milioni del 1950, fino a raggiungere il massimo storico di 148 milioni nel 1991. Tuttavia, dall'inizio degli anni novanta, la popolazione è fortemente diminuita, fino a sfiorare i 142 milioni (stima 2008). La causa della diminuzione della popolazione è da ricercarsi nel crollo delle nascite e nel contemporaneo aumento della mortalità che si sono verificate dopo la caduta dell'URSS. Ancora oggi, sebbene in via di diminuzione, il tasso di mortalità (13,5‰) è ancora molto alto rispetto alla media dei paesi sviluppati, mentre la speranza di vita degli uomini (64 anni) è assai bassa e risulta di ben 13 anni inferiore a quella femminile.Tali fattori hanno determinato un tasso di crescita naturale fortemente negativo (passato dal più 6,9‰ del 1986, ad un picco negativo di meno 6,5‰ nel 2000). I consistenti flussi migratori in uscita (tedeschi di Russia verso la Germania, ebrei verso Israele, russi in cerca di lavoro verso l'Europa occidentale) sono stati invece più che compensati negli ultimi anni dal ritorno di russi o russofoni dalle repubbliche ex-sovietiche: si calcola che in Russia vivano circa 10 milioni di immigrati clandestini (stima 2007).Per arrestare il declino demografico l'amministrazione Putin ha avviato un ambizioso programma di politica demografica, teso ad aumentare le nascite. Si tratta di una serie di provvedimenti che vanno da un taglio di alcune imposte per le coppie che abbiano più di due figli, a un aiuto statale, comprendente sia una somma di denaro sia una serie di bonus per i primi tre anni di vita del figlio, diretto alle giovani coppie per invogliarle a procreare più figli. Dal 2012 si è assistito a un parziale successo della politica perseguita dal governo, che secondo le fonti ufficiali, sarebbe riuscita a invertire il saldo negativo della popolazione per due anni di fila, tanto che nel 2013 si sarebbe registrato un incremento naturale pari a circa 24.000 unità. Nel 2017 il Paese ha registrato un decremento naturale pari a circa 135.000 unità. Tuttavia l'attendibilità delle statistiche ufficiali è oggetto di dibattito tra gli studiosi. Gli esperti sostengono inoltre che sia ancora presto per parlare di un'inversione di tendenza, anche se, procedendo di questo passo, la popolazione russa potrebbe tornare a crescere ad un ritmo ottimale tra il 2018 e il 2020. La Russia è scarsamente popolata in rapporto alla sua enorme estensione; la densità della popolazione è di 8 ab/km², maggiore nella parte europea della Russia, nella zona delle montagne degli Urali, e nella parte sud-orientale della Siberia. La Federazione Russa ospita molti differenti gruppi etnici e popolazioni indigene. L'80% della popolazione è composta da Russi etnici, il resto comprende Baschiri, Ceceni, Ciuvasci, Cosacchi, Evenchi, Tedeschi, Ingusci, Yupik, Calmucchi, Careliani, Coreani, Mordvini, Osseti, Taimyri, Tatari, Tuvani, Jakuti e molti altri. Religioni Il governo non conduce censimenti ufficiali delle religioni professate in Russia e pertanto le stime si basano solo su sondaggi. Nel mese di agosto 2012, Sreda Arena ha pubblicato i rilevamenti statistici di un sondaggio ad ampio campione condotto su tutto il territorio nazionale. Da questi risulta che il 46,8% dei russi (circa 58 milioni) siano cristiani (tra cui 41% ortodossi, meno dell'1% cattolici, protestanti, e il resto cristiani non confessionali). Il 6,5% della popolazione (9,4 milioni) segue l'Islam, mentre l'1.5% (1,7 milioni) varie forme di paganesimo e lo 0,5% (circa 800 mila) il buddismo. Il cristianesimo ortodosso, l'Islam, il buddismo e l'ebraismo sono religioni tradizionali della Russia e legalmente fanno parte del "patrimonio storico" del Paese.La cristianizzazione della Russia risale al X secolo e la Chiesa ortodossa russa è il più grande corpo religioso nel paese; sono attive anche piccole confessioni cristiane: cattolici, armeni gregoriani e varie chiese protestanti. La Chiesa ortodossa russa era la religione di Stato del Paese prima della Rivoluzione e si stima che circa il 95% delle parrocchie appartengano a questa confessione. Tuttavia la stragrande maggioranza dei credenti ortodossi non frequentano la chiesa regolarmente. Pasqua è la festa religiosa più popolare nel Paese, celebrata da circa i tre quarti della popolazione russa, inclusi coloro che non appartengono ad alcun credo. In occasione di questa festa la tradizione vuole che si producano dolci caratteristici, uova colorate e pascha. L'Islam è la seconda religione della Russia e a Mosca si trova la più grande moschea d'Europa, inaugurata nel 2015. È la religione predominante o tradizionale tra alcune etnie caucasiche (in particolare tra i ceceni, tra gli ingusci e i circassi) e tra i popoli turchi (in particolare i Tartari e i Baschiri). Complessivamente, come detto sopra, vi sarebbero 9,4 milioni di musulmani nel Paese. Tuttavia questo dato è probabilmente più alto perché l'indagine non comprende i dati dettagliati per due stati tradizionalmente islamici: la Cecenia e l'Inguscezia. Secondo questa indagine la maggior parte dei musulmani (6.700.000 di individui o il 4,6% della popolazione totale) sono "non affiliati" a eventuali scuole islamiche o a organizzazioni islamiche; ciò è tipico dell'Islam, in cui non è indispensabile per un credente far parte di una organizzazione o gruppo. Tra coloro che sono affiliati, perlopiù sono sunniti, mentre gli sciiti e gli ahmadiyya sono in netta minoranza.Il buddismo è una religione tradizionale in tre regioni della Federazione Russa: Buriazia, Tuva e Calmucchia. Alcune popolazioni turco-mongoliche e altaiche della Siberia e delle regioni dell'Estremo Oriente, Jakuzia e Čukotka, praticano il Tengrismo e altre religioni incentrate sullo sciamanismo locale. Tra i russi etnici (slavi) vi è una forte ripresa della religione slava pre-cristiana (chiamata Rodnoveria = "religione nativa"). La confessione religiosa segue principalmente l'etnia d'origine, dove gli slavi sono tendenzialmente cristiani ortodossi, i turchi musulmani e in generale le popolazioni mongoliche professano il buddismo.Diverse stime ritengono che tra il 16% e il 48% della popolazione russa non segua alcuna religione. Il numero di atei è comunque sceso notevolmente: recenti statistiche affermano infatti che solo il 7% si dichiara ateo, un calo del 5% in tre anni.Riguardo alla libertà di professare la propria religione, bisogna sottilineare che recentemente la Corte Suprema Russa su richiesta del Ministero della Giustizia, dopo diverse udienze ha deliberato contro la Congregazione dei Testimoni di Geova, ordinando di chiudere il centro amministrativo nazionale e liquidare le 395 associazioni religiose locali dei Testimoni in Russia. Questa sentenza, che di fatto mette al bando l'associazione dei Testimoni di Geova in Russia, è stata presa accogliendo l'argomentazione esposta dal Ministero della Giustizia il 15 marzo 2017, che identificava come "estremista" l'associazione dei Testimoni, decisione presa nonostante il fatto che gli avvocati del Ministero non siano stati in grado di fornire alla Corte alcuna prova concreta riguardo alle accuse in oggetto. Di conseguenza, dal 20 aprile, i Testimoni di Geova che decidono di proseguire le loro attività di pacifiche riunioni e preghiera, rischiano seriamente di essere pesantemente perseguitati dallo Stato come veri e propri "terroristi". Lingue I 160 gruppi etnici russi parlano circa 100 lingue. Secondo il censimento del 2002 142,6 milioni di persone parlano russo, seguite da 5,3 milioni di lingua tartara e 1,8 milioni di lingua ucraina. La lingua russa è l'unica lingua ufficiale di Stato, ma la Costituzione conferisce alle singole repubbliche il diritto di stabilire le proprie lingue ufficiali, oltre al russo.Il russo appartiene alla famiglia delle lingue indo-europee e delle lingue slave orientali. I primi esempi di scritti in russo antico sono attestati a partire dal X secolo.Il russo è la seconda lingua più usata su internet dopo l'inglese e una delle due lingue ufficiali a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ed è una delle sei lingue ufficiali delle Nazioni Unite. Media e libertà d'espressione La libertà dei media in Russia riguarda sia la capacità dei direttori dei mezzi di comunicazione di massa di attuare politiche indipendenti sia la capacità dei giornalisti di accedere a fonti di informazione e di lavorare senza pressioni esterne. I media russi includono canali televisivi e radiofonici, periodici e media su Internet, che secondo le leggi della Federazione Russa possono essere proprietà statale o privata. Nel 2013 la Russia si è classificata al 148º posto su 179 paesi nell'indice della libertà di stampa di Reporters Without Borders. Nel 2015 Freedom House riporta che la Russia ha ottenuto un punteggio di 83 (su 100), soprattutto a causa delle nuove leggi introdotte nel 2014 che hanno ulteriormente esteso il controllo statale sui mass media. La situazione è ancora peggiore in Crimea dove, dopo l'annessione della Russia, sia la giurisdizione russa che i mezzi extra-giudiziali sono applicati di routine per limitare la libertà di espressione.Vari aspetti della libertà di stampa sono criticati da molteplici organizzazioni internazionali. Mentre molta attenzione viene prestata alle influenze politiche, l'esperto di media William Dunkerley della American University di Mosca, sostiene che la genesi della libertà di stampa della Russia risiede nella disfunzione economica che caratterizza il settore. Ordinamento dello Stato Suddivisioni amministrative Secondo la Costituzione il Paese è composto da ottantacinque soggetti federali, compresa la Repubblica di Crimea e la città federale di Sebastopoli, la cui recente istituzione è contestata a livello internazionale e indicata come un'annessione illegale. Nel 1993, quando la Costituzione è entrata in vigore, vi erano ottantanove soggetti federali, ma in seguito alcuni di loro sono stati uniti. 46 oblast' (regione): tipologia più comune di soggetti federali, con il governatore eletto a livello locale e legislatore 22 repubbliche: nominalmente autonome; ognuna ha il compito di redigere una propria costituzione, elezione diretta del presidente e del parlamento. Le repubbliche sono autorizzate a riconoscere la propria lingua ufficiale oltre a quella russa, ma sono rappresentati dal governo federale negli affari internazionali. Le repubbliche sono pensate per essere la patria di specifiche minoranze etniche. 9 Kraj (territori): essenzialmente lo stesso delle oblast'. La denominazione "territorio" è storico, originariamente dato alle regioni di frontiera e in seguito anche alle divisioni amministrative che componevano circondari autonomi o oblast' autonome. 4 circondari autonomi: in origine enti autonomi all'interno delle oblast' e dei kraj, creati per le minoranze etniche, il loro status fu elevato a quella dei soggetti federali nel 1990. Con l'eccezione del Circondario autonomo della Čukotka, tutti i circondari autonomi sono ancora amministrativamente subordinati a un kraj o a un'oblast' di cui fanno parte. 1 regione autonoma (Oblast' autonoma ebraica): storicamente, le oblast' autonome erano unità amministrative subordinate ai kraj. Nel 1990 tutti tranne per l'Oblast' ebraica sono stati elevati allo status di repubblica. 3 città federali (Mosca, San Pietroburgo e Sebastopoli): le principali città che funzionano come regioni separate. I soggetti federali sono raggruppati in nove distretti federali, ognuno amministrato da un inviato nominato dal Presidente della Russia. A differenza dei soggetti federali, i distretti federali non sono un livello subnazionale di governo, ma sono un livello di amministrazione del governo federale. Gli inviati ai distretti federali fungono da collegamento tra i soggetti federali e il governo federale e sono i primi responsabili della supervisione della conformità dei soggetti federali con le leggi federali. Città principali Costituzione L'attuale Costituzione della Federazione Russa venne adottata tramite referendum nazionale il 12 dicembre 1993. Ordinamento scolastico La Russia vanta la percentuale più alta di diplomati di livello superiore, rispetto a qualsiasi altro Stato del mondo. Il Paese offre un sistema gratuito di istruzione garantito, costituzionalmente, a tutti i cittadini, tuttavia per accedere all'istruzione superiore sovvenzionata vi è una forte competizione. In seguito alla grande enfasi posta sulla scienza e sulla tecnologia, l'istruzione nel campo medico, matematico, scientifico e aerospaziale è in generale di qualità elevata.Dal 1990 il ciclo di studi obbligatori è di undici anni. L'istruzione nelle scuole secondarie statali è gratuita, come anche nelle università, anche se con eccezioni. Infatti, anche se una parte consistente degli studenti frequenta gratuitamente, molti istituti stanno cominciando a proporre posti a pagamento.Nel 2004 la spesa statale per l'istruzione è stata pari al 3,6% del PIL, corrispondenti al 13% del bilancio statale consolidato. Il governo stanzia fondi per pagare le tasse universitarie entro un bilancio di previsione stabilito o secondo il numero di studenti per ogni istituto statale. Gli studenti che frequentano gli istituti di istruzione superiore ricevono un piccolo stipendio e alloggiano gratuitamente se provengono da fuori città. Università Le più antiche e grandi università russe sono l'Università statale di Mosca e l'Università statale di San Pietroburgo. L'Università statale di Mosca, la più antica di Russia, venne fondata, nel 1755, dall'imperatrice Elisabetta di Russia, che con decreto del 25 gennaio 1755 accolse le istanze di Ivan Šuvalov e Michail Lomonosov, a cui è intitolata. Negli anni duemila, al fine di creare istituti di istruzione superiore e di ricerca di scala paragonabile alle regioni russe, il governo ha lanciato un programma per istituire le "università federali", per lo più grazie alla fusione di grandi università regionali già esistenti e gli istituti di ricerca, fornendo loro un finanziamento speciale. Queste nuove istituzioni sono l'Università Federale Meridionale, l'Università Federale Siberiana, l'Università Federale di Kazan', l'Università Federale nord-orientale e l'Università Federale dell'Estremo Oriente. Sistema sanitario La Costituzione russa garantisce il libero accesso all'assistenza sanitaria per tutti i cittadini. Tuttavia tale gratuità appare parzialmente limitata a causa della registrazione obbligatoria. Mentre il Paese gode di un numero di medici, ospedali e operatori sanitari tra i più alti rispetto a quasi qualsiasi altro paese al mondo su base pro capite, a seguito della dissoluzione dell'Unione Sovietica la salute della popolazione russa ha subito un peggioramento per via dei cambiamenti sociali, economici e degli stili di vita. Tuttavia questa tendenza è stata invertita a partire dal 2006, con una aspettativa di vita media che ha visto un incremento di 5,2 anni per i maschi e di 3,1 anni per le femmine, nel periodo tra il 2006 e il 2014.Al 2014 l'aspettativa di vita media in Russia era di 65,29 anni per i maschi e di 76,49 anni per le femmine. Il più grande fattore che contribuisce alla relativamente bassa aspettativa di vita maschile è l'alto tasso di mortalità che si registra in età lavorativa. I decessi per lo più si verificano a causa di cause prevenibili (ad esempio, alcolismo, tabagismo, incidenti stradali, crimini violenti). A seguito della grande differenza di genere nella speranza di vita e anche per l'effetto duraturo successivo alle alte perdite umane avvenute durante la seconda guerra mondiale, vi è uno squilibrio tra i sessi, con un rapporto di 0,859 maschi per ogni femmina. Forze armate L'esercito russo è composto da Esercito, Marina e Aeronautica. Vi sono inoltre tre ulteriori bracci indipendenti che sono le forze missilistiche strategiche, le truppe aviotrasportate e le Forze spaziali. Nel 2006, l'esercito contava 1.037.000 persone in servizio attivo. Il servizio militare, della durata di un anno, è obbligatorio per tutti i cittadini di sesso maschile di età compresa tra 18 e i 27 anni. La Russia possiede la più grande riserva di armi nucleari nel mondo e la seconda più grande flotta di sottomarini lanciamissili balistici ed è l'unico Paese, insieme agli Stati Uniti, con una moderna forza di bombardieri strategici. La sua componente di carri armati è la più grande del mondo. Il Paese vanta un'industria di grandi dimensioni ed è in grado di produrre autonomamente la maggior parte del suo equipaggiamento militare e solo pochi tipi di armi devono essere importate. Ciò rende la Russia uno dei più importanti fornitori al mondo di armi e da sola copre circa il 30% del mercato mondiale con esportazioni in circa 80 Paesi. Lo Stockholm International Peace Research Institute, SIPRI, ha rilevato che la Russia è stato il secondo più grande esportatore di armi nel 2010-2014, aumentando le sue esportazioni del 37% rispetto al periodo 2005-2009. Nel 2010-2014 la Russia ha consegnato armamenti a 56 Stati e alle forze ribelli dell'Ucraina orientale. Il bilancio 2014 delle spese militari del governo russo è stato di circa 2.490 miliardi di rubli (circa 69,3 miliardi di dollari statunitensi), il terzo più grande al mondo dopo gli Stati Uniti e la Cina. Il bilancio è destinato a salire a 3.030 miliardi di rubli (circa 83,7 miliardi di dollari) nel 2015 e a 3.360 miliardi di rubli (circa 93,9 miliardi di dollari) nel 2016. Tuttavia stime non ufficiali considerano in realtà un bilancio significativamente più alto, ad esempio il SIPRI stima che la spesa militare del 2013 sia stata di 18 miliardi di dollari superiore ai dati ufficiali. Al 2014 il bilancio militare della Russia era superiore a qualsiasi altra nazione europea. Secondo il Global Peace Index del 2012 la Russia è il sesto Paese meno pacifico su 162 Paesi considerati, principalmente a causa della sua industria bellica. La Russia è storicamente classificata in bassa posizione fin dalla nascita dell'indice nel 2007. Sicurezza dello Stato La sicurezza dei cittadini è garantita da diverse strutture governative quali l'MVD (il Ministero dell'Interno - МВД РФ), l'MCS (il Ministero per le Situazioni anomale. - МЧС РФ), l'FSB (il Servizio Federale di Sicurezza - ФСБ РФ), il FSO (il Servizio Federale di Protezione - ФСО РФ), l'SVR (il Servizio di Controspionaggio - СВР РФ), il GFS (il Servizio delle Comunicazioni Speciali - ГФС РФ),lo FSTEK (il Servizio Federale per il controllo tecnico e per il controllo dell'export - ФСТЭК РФ), il FSVNG (la Guardia Nazionale - ФСВНГ РФ), lo FSIN (il Servizio Federale per i detenuti - ФСИН РФ), il GRU (il Comando Generale per lo Spionaggio - ГРУ РФ) , dal FSSP (il Servizio Federale degli Ufficiali Giudiziari - ФССП РФ) e dal SKR (il Comitato Investigativo - СК РФ). Politica In accordo con la Costituzione della Federazione Russa la forma di governo è semipresidenziale; il presidente è il capo di Stato ed è eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno (con secondo turno di ballottaggio tra i due candidati con più voti, nel caso nessuno ottenga al primo turno la maggioranza assoluta dei voti validi). Il mandato presidenziale, originariamente previsto in quattro anni, è stato elevato nel dicembre 2008 a sei anni a decorrere dalla successiva elezione, per non più di due mandati consecutivi. Il presidente nomina il primo ministro e, su sua proposta, nomina e revoca i ministri, così come può far dimettere l'intero governo.  La Federazione Russa è fondamentalmente strutturata come una democrazia rappresentativa, con il governo federale composto da tre rami: Legislativo: L'assemblea federale bicamerale della Russia, composta da 450 membri della Duma di Stato e dai 166 membri del Consiglio federale, promuove le leggi federali, dichiara guerra, approva accordi. La Duma può approvare una mozione di sfiducia al governo a maggioranza assoluta, ma il presidente può manifestare il suo dissenso; se la Duma approva entro tre mesi un'altra mozione di sfiducia, il presidente può optare tra l'accettazione delle dimissioni del governo e lo scioglimento dell'assemblea. Esecutivo: il presidente, che risiede al Cremlino, è il comandante in capo delle forze armate, può porre il veto ai disegni di legge prima che diventino legge, nomina le più alte cariche ufficiali dello Stato, compreso il primo ministro, che deve essere approvato dalla Duma, la camera bassa del parlamento. Se la Duma respinge per tre volte la candidatura proposta, il presidente può decretarne lo scioglimento. Magistratura: La Corte costituzionale, la Corte suprema, la Corte suprema di arbitrato e le corti federali inferiori, i cui giudici sono nominati dal Consiglio della Federazione Russa su proposta del presidente, hanno il compito di interpretare le leggi e possono abolire le leggi che ritengono incostituzionali.La Russia possiede un parlamento bicamerale. L'Assemblea Federale (Federalnoe Sobranie) consiste in una camera alta conosciuta come Consiglio Federale (Sovet Federacii), composta da 170 delegati che prestano un servizio quadriennale (ognuna delle 85 suddivisioni amministrative ne nomina due), e in una camera bassa conosciuta, appunto, come Duma di Stato (Gosudarstvennaja Duma), che comprende 450 deputati, in carica per cinque (dal 2011) anni. La nuova legge elettorale prevede la distribuzione dei seggi tra le liste che hanno superato su scala nazionale lo sbarramento del 7%. I principali partiti politici, disciplinati da un'apposita legge, sono Russia Unita, il Partito Comunista della Federazione Russa, il Partito Liberal-Democratico di Russia e Russia Giusta. Nel 2012 la Russia si è classificata 122ª su 167 nazioni esaminate dal Democracy Index, mentre il World Justice Project la classifica all'80° su 99 Paesi in termini di stato di diritto. Economia La Russia possiede un'economia di mercato molto sviluppata e che vanta enormi risorse naturali, in particolare petrolio e gas naturale. In termini di PIL nominale si classifica al 10º posto mondiale e al 6º posto come potere d'acquisto. A partire dall'inizio del XXI secolo l'alto consumo interno e una maggiore stabilità politica hanno sostenuto la crescita economica e nel 2008 il Paese ha chiuso il suo nono anno consecutivo di crescita, sperimentando però subito dopo un rallentamento dovuto al calo del prezzo del petrolio e del gas. Il PIL pro capite reale registrato nel 2010 era di 19.840 dollari statunitensi. La crescita è stata trainata principalmente dai servizi non commerciabili e dal mercato interno, a differenza delle esportazioni di petrolio o dall'estrazione di minerali. La media nominale dello stipendio per i russi è stata di 967 dollari al mese nei primi del 2013, rispetto agli 80 dollari che si potevano guadagnare nel 2000. Nel marzo 2014 il salario mensile nominale medio aveva raggiunto i 30.000 rubli (980 dollari), mentre l'imposta sul reddito delle persone fisiche era fissata al tasso del 13% sulla maggior parte dei redditi. Nel 2011 circa il 12,8% dei russi viveva sotto la soglia di povertà nazionale con un significativo calo dal 40% rispetto al 1998, il momento peggiore dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Nel 2014 la disoccupazione in Russia era al 5,4%, in netto calo dal 12,4% dal 1999. La classe media è cresciuta dai soli 8 milioni di persone del 2000 ai 104 milioni di individui nel 2013. Le importazioni di zucchero sono scese dell'82% tra il 2012 e il 2013 a seguito dell'aumento della produzione interna. A fine 2014, visto il calo del rublo, il reddito medio netto era pari a 360 € secondo l'istituto na

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