Loquis: Teatro romano di Teramo

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Teatro romano di Teramo

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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Il teatro romano di Teramo è situato nel centro storico della città abruzzese, tra via Teatro Antico e via Luigi Paris, nelle vicinanze del Duomo e a pochi metri dall'Anfiteatro romano di Teramo. Il complesso architettonico trovò la sua ubicazione nella porzione del tessuto urbano occidentale dell'antica Interamnia. L'impianto cittadino dell'epoca era, probabilmente, diviso in due settori che si distinguevano tra la parte orientale, di maggiore vetustà, corrispondente alla zona del municipio, e la parte occidentale dove giungeva il diverticolo d'ingresso della via Caecilia e dove furono costruiti gli edifici pubblici del teatro e dell'anfiteatro.Il sito si mostra nelle migliori condizioni di conservazione delle strutture di epoca romana coeve, sia esistenti nella città, sia se paragonato agli altri impianti presenti del territorio della Regio IV Samnium e della Regio V Picenum, sebbene, nel periodo medioevale, fu utilizzato come cava di materiale lapideo per la costruzione di edifici vicini, in particolare della cattedrale. L'epoca di costruzione del teatro teramano fu contemporanea a quella di altri edifici simili eretti in città limitrofe come: Amiternum, Peltuinum, Hatria ed Asculum. Cenni storici Edificato in età augustea, presentava nell'alzato del palcoscenico ricche decorazioni realizzate nel 30 a.C., disposte in nicchie alternate di forma rettangolare e semicircolare. Le significative parti del frontescena furono rinvenute nel 1918 grazie agli scavi voluti dallo storico ed archeologo Francesco Savini. Nel 1934 il podestà Giovanni Lucangeli avviò la demolizione degli edifici sorti su parte del Teatro romano, il cui isolamento e recupero era stato progettato dagli ingegneri Sigismondo Montani e Andrea Cardellini. Nel corso dei lavori si arrivò a distinguere il Teatro romano dal limitrofo Anfiteatro di cui parlavano il vescovo Ricci e Friedelander. Il ministro dell'Educazione Nazionale (della Cultura) Giuseppe Bottai si recò a Teramo per un sopralluogo al Teatro e alle prime emergenze dell'Anfiteatro, prendendo la decisione di finanziare il recupero di entrambi i reperti romani. La demolizione fu interrotta a causa della guerra e i finanziamenti andarono perduti. Nel Museo Archeologico di Teramo è esposta una statua femminile acefala in marmo greco, rinvenuta nel 1942. Fino ad oggi è stato possibile riportare alla luce solo il tratto orientale del palcoscenico in quanto la zona circostante è edificata. Dal 2007 sono in corso i lavori per la demolizione di Palazzo Adamoli sito sopra all'area del teatro che porteranno alla luce un'ulteriore porzione del monumento simbolo della città di Teramo. Architettura I resti del complesso architettonico si trovano fra i 2,50 -3,00 metri al di sotto dell'attuale livello stradale e mostrano che la struttura originale poteva ospitare circa tremila spettatori sulle gradinate di forma semicircolare, la cavea, del diametro di 78 metri.La struttura interna si articolava in 21 settori radiali a cuneo dei quali si intuiscono le forme. Il perimetro della facciata esterna era, probabilmente, costituito da due ordini sovrapposti di arcate, poggianti su pilastri in opera quadrata, disposte in successione. Ne rimangono visibili solo due del piano inferiore. Le volte che sorreggevano la cavea erano realizzate in opera cementizia.Rimangono anche quattordici gradini in travertino che facevano parte di una delle gradinate che, attraverso i vomitoria permettevano l'uscita degli spettatori. Note Videografia Sandro Melarangelo, Storia del teatro romano di Teramo, Teramo, Pacotvideo, maggio 2007;Bibliografia Andrea Cardellini e Sigismondo Matteo Montani, Alcune considerazioni sul teatro romano di Teramo, Teramo, La Fiorita, 1934; Giammario Sgattoni, Sul teatro d'Interamnia: Discorso pronunciato il 18 giugno 1958 nel quadro delle manifestazioni del Giugno Teramano, Eco, Isola del Gran Sasso, 1960; Giammario Sgattoni, I monumenti scompaiono, in "Il Messaggero", edizione Abruzzo, 10 settembre 1969 (Sgattoni, ispettore onorario ai monumenti e le antichità, invia una lettera che viene pubblicata dal giornale, con la quale intende protestare contro le "ragioni superiori" che hanno sacrificato le bellezze del Teramano alle esigenze della "società dei consumi", impedito di riordinare il museo civico, di aprire un museo d'arte sacra e rovinato il Teatro romano); la lettera è stata ripubblicata in Fare cultura in Provincia. Testimonianza di Pasquale Limoncelli, Teramo, Casa della Cultura Carlo Levi, 1980, p. 47; Gianpiero Castellucci, Sul teatro d'Interamnia lettere aperte. Appunti sulla architettura tecnica. Un contributo per la ricostruzione dell'antico paesaggio urbano, in "Quaderni dell'Archeoclub di Teramo", Teramo, Quaderno n. 3, febbraio 2005; Paola Di Felice, Il Teatro romano di Teramo, in Teramo e la valle del Tordino, Teramo, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, 2006, (Documenti Abruzzo teramano, 7), pp. 137–148; Il recupero del Teatro Romano, in "Teramo Nostra", Teramo, a. I, n. 1, p. 7 (si ripercorre brevemente la storia del recupero del monumento, fino ai giorni nostri); Riccardo Di Cesare, INTERAMNA PRAETUTTIANORUM. Sculture romane e contesto urbano, Edipuglia 2010Voci correlate Anfiteatro romano di Teramo Teatro (architettura)#Il teatro nella Roma antica TeramoAltri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su teatro romano di TeramoCollegamenti esterni Foto del Teatro romano di Teramo, su foto.inabruzzo.it. URL consultato il 22 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2016). Interamnia Praetutiorum, su cultura.regione.abruzzo.it. URL consultato il 22 aprile 2016.

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