Loquis: Bletterbach

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Bletterbach

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

  Discovery

Il Bletterbach o rio di Ora o più recentemente rio delle Foglie è un canyon dell'Alto Adige che si trova ai piedi del Corno Bianco, nei pressi del paese di Aldino, è la più grande gola della provincia. Il termine "Bletterbach" ha la sua radice nel retoromano plau che, in collegamento con la parola indoeuropea plou significa scorrere, ovvero l'acqua che scorre.Questo canyon è sicuramente molto interessante dal punto di vista geologico, in quanto si ha la possibilità di osservare le strutture delle gole profonde e contemporaneamente la stratigrafia pressoché completa dell'area dolomitica a partire dal basamento vulcanico fino alla dolomia principale. Lungo il percorso si possono ben distinguere i diversi strati, sovrapposti l'uno all'altro, i quali contengono moltissime tracce di locomozione di rettili del permiano e reperti fossili permiani e triassici. L'anfiteatro geologico del Bletterbach è raggiungibile solo a piedi da Aldino o dalla frazione di Redagno (Radein). Il Bletterbach è uno dei nove sistemi dolomitici inclusi nel sito patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO. Storia Nel XVI secolo il Bletterbach era principalmente legato all'industria mineraria. I minatori, infatti, in cerca di rame scavavano cunicoli negli strati più profondi della pietra arenaria, senza però mai aver avuto un grande successo. Al giorno d'oggi la gola del Bletterbach è percorsa da turisti e visitatori, ed è un geosito visitato e studiato dai geologi, che dagli anni '40 eseguono ricerche nella gola, tra i pionieri degli studi nell'area sia annovera Piero Leonardi, docente dell'Università di FerraraAlcuni suoi studenti, Nicosia e Mariotti (oggi docenti alla Sapienza di Roma) diedero impulso alle ricerche e contribuirono all'allestimento del museo geologico di Redagno, il Geoparc Bletterbach appunto. Il museo dà al visitatore un'idea di come poteva essere la terra in un periodo che va da 286 a 210 milioni di anni fa. Presso il museo sono state raccolte impronte di sauri trovate nella gola, tra cui il Pachypes Dolomiticus, oltre che a esempi di roccia arenaria della val Gardena, le fossilizzazioni di pesci e di cefalopodi (molluschi simili ai calamari). Il Geoparc Bletterbach Il Geoparc permette di guardare dentro la montagna, dà la possibilità di vedere come il canyon si è scavato una via lunga 8 chilometri e profonda 400 metri, osservando le diverse ere geologiche, dal Permiano al Triassico.Lungo il percorso sono esposte 16 targhe che illustrano al visitatore i segreti del canyon, su alcuni reperti fossili ritrovati nella gola, sulle gallerie costruite dai minatori, sulla leggenda della radura dell'oro e del gigante Grimm.Negli strati più bassi affiora il porfido quarzifero di Bolzano, che va dal rosso-grigio al grigio scuro ed è stato creato tra i 280 e i 260 milioni di anni fa dalla cenere e dalla lava fuoriuscite dai vulcani della placca continentale nordafricana. Sul porfido quarzifero poggia l'arenaria della val Gardena dove sono state trovate orme di animali e resti di piante. Il terzo piano delle rocce è la formazione a Bellerophon, creatasi in acque basse e lagune. Seguono gli strati di Werfen, con numerosi fossili di animali e piante. Corona la struttura la bianchissima dolomia del Serla che forma la cima del Corno Bianco. I sentieri Dal parcheggio presso il nuovo centro visitatori, nei pressi della malga Lahner, parte un sentiero adatto a tutti che attraverso una strada sterrata porta all'inizio della gola. Più avventuroso è invece il sentiero che sempre dal parcheggio scende fino alla gola presso il Taubenleck, e da qui, risalendo tutto il torrente in mezzo al canyon, si arriva all'inizio della gola, dove si trova una grande cascata presso il Butterloch, che si risale attraverso due ripide e lunghe scale in ferro. Da qui si ridiscende con il primo sentiero (le scale sono dall'ottobre 2012 inagibili e vige il divieto di proseguire oltre la cascata, protetta da recinzioni in ferro). Questo tragitto non è particolarmente impegnativo, ma bisogna essere attrezzati con scarpe da montagna, e tener ben presente che ci si può bagnare i piedi. L'escursione dura 2 ore, e in caso di temporale, d'inverno e durante il disgelo non è consigliata la visita.Infine il canyon è raggiungibile anche da Redagno, presso la chiesa di S. Volfango (Wolfgangskirche) infatti c'è un sentiero che porta direttamente al Taubenleck. Il Geoparc è aperto tutti i giorni dal 25 aprile fino al 2 novembre. Galleria d'immagini Note Bibliografia Helmut Moser, Bletterbach a Aldino-Aldein - il canyon del Sudtirolo. Geologia sull'altopiano del Regglberg, Bolzano, Athesia, 1997. ISBN 88-7014-938-2 (DE) Marco Loppi e Christian Aspmair, Geo-Lehrpfad Bletterbach. Geologischer Wanderführer durch den Bletterbach Aldein-Radein, Aldino, Museumsverein, 1998. (DE) Heiko Boden, Der Bletterbach in Südtirol - Europas faszinierendster Canyon, Nova Ponente, Brunner, 2008. Marco Avanzini e Evelyn Kustatscher: La gola del Bletterbach - Storie nella roccia, Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-906313-1-3Voci correlate DolomitiAltri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su BletterbachCollegamenti esterni Pagina ufficiale, su bletterbach.info. Museo di Aldino e Redagno, su museum-aldein.com. "Le Grand Canyon Tyrolien", p. 30, su issuu.com.

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