Loquis: Centro spaziale del Fucino

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Centro spaziale del Fucino

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

  Discovery

Il centro spaziale del Fucino, noto anche con il nome di Telespazio del Fucino, è il più grande teleporto al mondo per usi civili utilizzato per il controllo dei satelliti artificiali, per le telecomunicazioni, e per i servizi di rete hosting, televisivi e multimediali. Il centro spaziale intitolato all'ingegnere Piero Fanti, primo direttore di Telespazio, è gestito dalla stessa azienda costituita da due joint venture, l'italiana Leonardo (Finmeccanica) per il 67% e la francese Thales per il restante 33%. Situato nella piana del Fucino in Abruzzo il centro ricade nel territorio comunale di Ortucchio (AQ). Storia L'inizio della storia di Telespazio Spa coincide con la firma del protocollo d'intesa tra l'azienda e la NASA che avvenne nel gennaio del 1962 e permise di partecipare e di sviluppare i progetti relativi ai satelliti Telstar e Relay e grazie alla concessione del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni della licenza esclusiva per la costruzione dell'impianto abruzzese necessario per poter avviare la sperimentazione delle telecomunicazioni satellitari tra l'Europa e gli Stati Uniti in un territorio favorevole per tali operazioni sia da un punto di vista orografico che elettromagnetico. L'esercizio delle sperimentazioni avvenne a cominciare dalla fine del 1962 attraverso alcune piccole antenne del ponte radio installate su tre furgoni mobili parcheggiati nella piana del Fucino in località Cintarella, nel comune di Ortucchio. In seguito all'esito positivo della fase sperimentale venne fissata nel 1964 la prima antenna che divenne il simbolo dell'industria moderna in un momento in cui si procedeva al progressivo smantellamento dello storico zuccherificio di Avezzano che rappresentò la prima iniziativa di tipo industriale avviata in tutto il territorio della Marsica. Nel 1965 la stazione spaziale del Fucino venne aperta alle comunicazioni satellitari con la modifica della prima piccola antenna sperimentale che fu adeguata per i servizi primari di telemetria e telecomando. Il 6 aprile del 1965 venne lanciato il primo satellite commerciale per telecomunicazioni con il quale iniziava il 28 giugno 1965 il servizio commerciale di telefonia e televisione tra la stazione di Andover negli Stati Uniti e la neonata stazione del Fucino, dotata ancora di una piccola antenna parabolica da 9,14 metri di diametro, che poteva operare soltanto nei fine settimana anche a causa della limitatezza del primo satellite commerciale mandato in orbita, l'Intelsat I. Nel 1966 venne innalzata nel Fucino la prima grande antenna parabolica da 30 metri che entrò in servizio nell'agosto del 1967, pochi giorni prima dell'inaugurazione ufficiale del centro spaziale che avvenne il 28 settembre, a cui partecipò anche il capo del Governo Aldo Moro. A questa operazione seguirono altre numerose collaborazioni nel campo delle telecomunicazioni satellitari e dei servizi televisivi con enti spaziali internazionali e avviate grazie alla rete nazionale ed internazionale di centri spaziali e teleporti. Il 24 marzo 1985 papa Giovanni Paolo II in visita a Telespazio inviò dal Fucino un messaggio di pace a tutti i lavoratori del mondo prima di proseguire la sua visita abruzzese verso la città di Avezzano. La visita che doveva esserci nel giorno della festa di san Giuseppe, patrono dei lavoratori, fu posticipata a causa di una nevicata che rese le strade abruzzesi difficilmente praticabili. Tra i progetti più importanti entrati in funzione nella stazione spaziale del Fucino figurano Argo, riservato alle comunicazioni di emergenza con stazioni fisse e mobili a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile per prevenire gravi incidenti o calamità naturali e per affrontare le emergenze e Galileo, un sistema di navigazione, controllo, posizionamento satellitare e di gestione di circa 40 stazioni terrestri. Nave Elettra e museo Quasi a collegare simbolicamente la moderna tecnologia delle comunicazioni spaziali con quella pionieristica del genio di Guglielmo Marconi, presso Telespazio del Fucino, nell'alveo del lago prosciugato venne collocata nel 1978 dal Ministero delle poste e telecomunicazioni la parte rimanente della poppa, completa di elica e timone, del panfilo Elettra sul quale Marconi dal 1919 sino agli anni trenta effettuò studi e primi esperimenti di radiofonia. Si tratta del primo "laboratorio galleggiante" della storia. Alcuni frammenti ferrosi dello scafo sono stati fatti analizzare dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Roma che ne ha favorito il restauro. All'interno della stazione spaziale abruzzese è stato collocato dal 1968 il museo delle telecomunicazioni che si compone delle apparecchiature successivamente cadute in disuso e delle prime antenne sperimentali utilizzate sui furgoni mobili per collegare i pionieristici ponti radio-televisivi dall'Italia. Note Bibliografia Telespazio: stazione del Fucino per telecomunicazioni tramite satelliti artificiali, Roma, Telespazio, 1965, SBN IT\ICCU\UBO\3368018. Visita al Fucino (a cura dell'Ufficio Pubbliche Relazioni della Telespazio), Roma, Fratelli Palombi, SBN IT\ICCU\RMS\2045372. Ercole Gigli, Ortucchio. Dal lago al Telespazio, Avezzano, LCL stampe litografiche, 2005. Ugo Maria Palanza, Avezzano: guida alla storia e alla città moderna, Avezzano, Amministrazione comunale, 1990, SBN IT\ICCU\AQ1\0060998. Eliseo Palmieri, Avezzano, un secolo di immagini, Pescara, Paolo de Siena, 2006, SBN IT\ICCU\TER\0011256. Alvaro Salvi, Papa Wojtyla: da Telespazio del Fucino al Mondo, Pescara, Fabiani, 1986, SBN IT\ICCU\AQ1\0041389.Voci correlate Telespazio FucinoAltri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su centro spaziale del FucinoCollegamenti esterni Sito ufficiale, su telespazio.com.

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