Loquis: Pordenone

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Pordenone

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Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

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Pordenone (IPA: [pordeˈnoːne], , Pordenon in veneto, in friulano standard ed in friulano occidentale, Portenau in tedesco) è un comune italiano di 51 183 abitanti del Friuli - Venezia Giulia. In base alla legge regionale 26/2014 "Riordino del sistema Regione – Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia" Pordenone è sede della UTI del "Noncello", di cui fa parte assieme ai comuni di Cordenons, Fontanafredda, Porcia, Roveredo in Piano, San Quirino e Zoppola. Anche a seguito della soppressione della provincia, il comune di Pordenone (come quello di Trieste, Gorizia e in futuro Udine) mantiene comunque le prerogative connesse alla qualificazione di “capoluogo di provincia”. È la principale città del Friuli occidentale (o destra Tagliamento). Si trova lungo le sponde del fiume Noncello, il cui breve decorso confluisce poco oltre nel fiume Meduna, principale affluente del Livenza. La sua passata vocazione portuale si evidenzia nel nome Portus Naonis (in latino "porto del (fiume) Naone (od. Noncello)"). La città è al centro di un'area urbana di circa 86 000 abitanti costituita con il comune di Cordenons, a Est, e quello di Porcia, ad Ovest. Geografia fisica Territorio Il territorio di Pordenone si trova nella bassa pianura friulana della Pianura padano-veneta, a Sud delle Prealpi Carniche. La collocazione del primo insediamento non è casuale: si trovava infatti su un percorso alternativo alla via Postumia, detto "stradalta", che metteva in comunicazione le città romane di Opitergium (Oderzo) e Iulia Concordia (Concordia Sagittaria) con Iulium Carnicum (Zuglio) e la regione del Norico. La bassa pianura pordenonese è caratterizzata da abbondanza di acque e dal fenomeno delle risorgive. Clima Pordenone appartiene alla zona climatica E. Storia Antichità In epoca romana il nucleo urbano si situava nell'alto corso del fiume Noncello, pressappoco nel luogo dove oggi sorge la frazione di Torre, come dimostrato dal ritrovamento dei resti di una villa romana (chiamata così tradizionalmente, ma poi ampiamente attestato dai reperti ritrovati, come lacerti di affreschi di ottima fattura e dalla presenza di moltissime tessere di mosaico prodotte da materiali molto pregiati e di provenienza anche esotica, anche se le ultime indagini archeologiche hanno potuto stabilire che nel tempo, tale edificio divenne poi un sito di lavorazione e stoccaggio di prodotti agricoli e merci, tutto ciò dettagliatamente attestato nel museo archeologico che si trova accanto alla villa). Il luogo venne scelto probabilmente per la presenza più a nord di un ampio guado fluviale, raggiungibile facilmente a piedi dalla "villa", presso la quale probabilmente esisteva anche un piccolo approdo fluviale. Medioevo Con l'inizio del periodo alto-medievale (dal VI secolo) le vie fluviali assunsero maggiore importanza e il nucleo della città si spostò, di conseguenza, verso valle, in una posizione che permettesse l'approdo di barche di stazza maggiore. La città si sviluppò quindi sulla sponda destra del fiume Noncello, presso una insenatura che approfittava di una motta (collinetta, terrapieno) circondata ad ovest dalla roggia Codafora e a nord-est da quella dei Molini. Come il resto del Friuli, fu parte del Ducato del Friuli longobardo e successivamente della Marca del Friuli, anche se tutto il periodo che va dall'epoca romana fino a circa il X secolo è, comunque, poco documentato. Recenti ritrovamenti nell'area del duomo di San Marco, e in particolare nell'area antistante il municipio e sotto il Palazzo Ricchieri, mostrano che Pordenone era abitata, all'incirca sotto il regno di Berengario, da popolazioni provenienti dalla Carinzia, che all'epoca era di cultura slava (Carantani). Dopo un breve periodo che fu parte integrante della Patria del Friuli, durante l'XI e il XII secolo la curtis (corte) fu nelle mani dei duchi e marchesi di Austria, Carinzia e Stiria. Juan Carlos I di Spagna si fregia tutt'oggi del titolo di signore di Pordenone, duca di Carinzia e Stiria. Il castello di Torre ed il piccolo territorio circostante, dopo le incursioni di Gregorio da Montelongo, erano invece divenuti proprietà dei patriarchi di Aquileia, che successivamente li avrebbero concessi in feudo ai nobili di Prata e poi permutati con i signori di Ragogna. Il villaggio di Vallenoncello apparteneva al vescovo di Salisburgo. Tra il XIII e XIV secolo la frammentazione politica della zona si accentuò ulteriormente perché Corva (attuale frazione di Azzano Decimo) venne data ai di Prata che acquisiranno anche alcune parti di Fiume Veneto. Nel 1282 Pordenone divenne patrimonio personale dei Casa d'Austria, rappresentando de facto un'enclave dell'arciducato d'Austria nel territorio del patriarcato di Aquileia. Il 23 agosto 1318 un furioso incendio distrusse le case di legno della città. Nel 1347 fu inaugurato il campanile, edificato accanto al duomo di San Marco. Nel XIV secolo l'insediamento di Pordenone si ingrandì notevolmente grazie ai fiorenti traffici commerciali fluviali e nel 1314 le venne conferito lo status di città. La città subì - come quasi tutte le città del tempo - anche molte pestilenze ed epidemie (nel 1444, 1485, 1527, 1556 e 1576), la peggiore delle quali avvenne nel 1630, quando morì quasi la metà della popolazione. Età moderna Il 20 aprile 1508 il capitano Bartolomeo d'Alviano "guida le armi venete alla conquista di Pordenone", togliendola agli Asburgo per conto della Repubblica di Venezia. Venezia mantenne la città solo per un biennio poiché nel 1509 la perse nuovamente. Tuttavia nel 1514 lo stesso Bartolomeo d'Alviano la riportò definitivamente sotto il controllo della Serenissima. Venezia non governò direttamente la città, preferendo darla in feudo a Bartolomeo d'Alviano, che la resse a signoria. Alla sua morte, avvenuta nel 1515, gli succedette la consorte Pantasilea Baglioni, e quindi il figlio Livio (notevole il suo presunto ritratto ad opera del Pordenone nel duomo della città), morto in battaglia nel 1537. In quell'anno Pordenone e i territori limitrofi passarono sotto il diretto controllo della Repubblica di Venezia e vi rimasero per più di due secoli e mezzo. La Serenissima mantenne gli statuti della città e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la signoria degli Asburgo; provvide inoltre a riattivare l'economia pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività manifatturiere. Età contemporanea Situata tra Udine e Venezia, collegata alla linea ferroviaria e stradale Venezia-Pordenone-Udine e Gorizia, Pordenone nel secolo 1700-1800 trovò un perfetto equilibrio fra una cultura conservatrice tradizionale di impianto veneto ed un soffio innovatore arrivato dal mondo francese e da quello austro-ungarico: il fronte dei conservatori, pur ammiccando al progresso di altre Nazioni, manteneva uno stretto rapporto sociale e culturale con Venezia ed il mondo della tradizione tramandato, mentre dal lato opposto i progressisti cercavano di staccarsi dal passato per abbracciare le nuove idee arrivate in particolare con la campagna napoleonica del 1797.Con la caduta di Venezia Pordenone subì un primo ritorno all'Austria, seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di Bonaparte e il Congresso di Vienna, ritornò a far parte dell'Impero d'Austria e fu aggregata con il resto del Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto: era stata inclusa dagli austriaci nella Provincia del Friuli che aveva come capoluogo Udine. Con la realizzazione della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) Venezia-Pordenone-Udine, decadde il ruolo del piccolo porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la fabbrica della Ceramica Galvani. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866, l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione industriale. Dal 1º novembre 1915 era sede del Gruppo comando supremo che il 15 aprile 1916 diventa IV Gruppo il quale resta fino al maggio 1917. Il 10 aprile 1917 vi nasce anche l'XI Gruppo che rimane fino alla Battaglia di Caporetto. Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del 1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la Zanussi, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux, che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti degli abitanti della città. Con il grande decollo dell'industria Zanussi negli anni 6o del secolo scorso, Pordenone ha triplicato il numero di abitanti molti dei quali provenienti dalla provincia di Treviso e dal sud Italia e trasferitisi a Pordenone per motivi di lavoro. Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia. Sino ad allora il Friuli occidentale faceva parte della provincia di Udine. Dal 1974 è anche sede vescovile della diocesi di Concordia-Pordenone. Già dal 1919 a Pordenone era ubicato il seminario vescovile, con la scuola di teologia. Recentemente la città è divenuta sede di un consorzio universitario che ospita corsi universitari organizzati dall'Università di Udine, dall'Università di Trieste e dall'ISIA di Roma. Inoltre dal 2002 è attivo il polo tecnologico per promuovere la cultura dell'innovazione nelle imprese del territorio. Cronologia 899 - Torre viene espugnata dagli Ungari 1278 - Pordenone passa definitivamente al Sacro Romano Impero sotto gli Asburgo 1291 - Alberto I concede i primi capitoli normativi per la città che costituiranno il primo nucleo degli Statuti pordenonesi 1318 - Il 23 agosto scoppia un incendio che distrugge tutti i fabbricati di legno, che erano la maggioranza. Da questo cataclisma si dà una struttura urbanistica nuova, con un asse viario principale da dove si sarebbero dipartite le vie minori 1347 - Viene inaugurato il campanile del Duomo di San Marco 1438 - Il 24 aprile viene fatta la prima e ultima grande modifica agli Statuti pordenonesi, che vanno a regolarizzare questioni di ordine pubblico, diritto privato e penale, aggiungendo norme sull'ordinamento dei mestieri 1447 - Nasce la nobiltà pordenonese, composta da dodici famiglie 1487 - Un'epidemia di peste, la prima della città, dimezza il numero degli abitanti 1508 - Il 20 aprile Bartolomeo d'Alviano conquista la città di Pordenone, e quindi per la prima volta la città passa sotto l'influenza della Repubblica di Venezia 1528 - Un'altra epidemia di peste colpisce la città 1556 - Un'altra epidemia di peste colpisce la città 1537 - Livio d'Alviano, figlio di Bartolomeo, muore in battaglia. Finisce la signoria dei d'Alviano in città, che quindi passa sotto il controllo diretto della Repubblica di Venezia 1631 - Un'epidemia di peste, la più grande della storia cittadina, dimezza la popolazione 1836 - Un'epidemia di colera si abbatte sulla città 1886 - Nuovamente il colera si manifesta in città 1917 - Il 6 novembre entra in città l'esercito austro-tedesco, il quale occupa la città per un anno circa 1918 - Il 1º novembre l'esercito invasore lascia Pordenone, lasciando il posto all'esercito italiano 1945 - Il 30 aprile entrano gli Alleati in città, la città è libera dalla guerra 1968 - Il 22 febbraio viene costituita la Provincia di Pordenone, la città ne diviene il capoluogo 1968 - Il 1º settembre 1968 con la costituita provincia vengono immatricolati i primi mezzi con la nuova targa PN. Il primo, targato PN0001, è una FIAT 500. 2017 - Viene abolita la provincia costituita nel 1968Simboli Lo stemma del Comune di Pordenone ha la seguente descrizione araldica: "Di rosso alla fascia d'argento, nella punta il mare, dal quale si innalza un portale di pietra naturale, merlato alla guelfa di tre pezzi, con battenti d'oro aperti, fiancheggiato in ognuno degli angoli superiori del campo da una corona d'oro". Si ritiene che Ottocaro II di Boemia diede il primo stemma a Pordenone, poiché lo stesso è in tutto simile ad altri che il re aveva concesso a città poste sotto il suo dominio. Secondo alcuni storici questo stemma concesso dal re, che è verosimilmente quello odierno, sostituiva uno più antico che raffigurava tre cocuzzoli (forse le cime del monte Cavallo). Non c'è però una conferma documentale e perciò bisogna tenere questa ipotesi come curiosità. Il Gonfalone della Città di Pordenone ritrae il medesimo stemma su uno sfondo recante i colori della bandiera della città in fasce orizzontali, con la fascia centrale bianca di minore spessore rispetto alle altre. La bandiera di Pordenone è composta da tre bande verticali di eguali dimensioni; bianca quella centrale e rosse le due laterali. Per formato e colore è sostanzialmente identica alla bandiera nazionale del Perù. Altri simboli o elementi simbolici e rappresentativi del Comune di Pordenone sono: Il Noncello, il fiume della città. Il campanile del Duomo concattedrale di S. Marco. Il Palazzo Comunale.Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Duomo concattedrale di S. Marco, edificato a partire dal XIII secolo in stile romanico-gotico e rimaneggiato successivamente nel XVI e XVIII secolo. Contiene la pala d'altare denominata Madonna della Misericordia di Giovanni Antonio de' Sacchis detto "il Pordenone". Dello stesso pittore sono da ammirare gli affreschi presenti sul pilastro ottagonale di destra (San Rocco e la Madonna con il Bambin Gesù), le portelle del fonte battesimale e la pala, in parte nascosta dall'altare maggiore del Torretti (maestro del più famoso Canova), raffigurante S. Marco, titolare della chiesa, che consacra Ermacora vescovo di Aquileia circondato dall'arcidiacono Fortunato e dai Santi Giovanni Battista, Sebastiano, Girolamo e in ultimo, in armatura e a cavallo, Giorgio. Numerose altre opere impreziosiscono l'interno dell'edificio sacro. Campanile del Duomo, terminato nel 1374, successivamente, durante il XVII secolo, vi fu aggiunta una cuspide che lo portò a raggiungere un'altezza di circa 79 metri. Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta "del Cristo". In essa è custodito un crocifisso ligneo quattrocentesco di un artista nordico Giovanni Tartarico, noto anche come Johannes Teutonicus. Fu edificata nel 1309. Più volte restaurata, conserva all'interno un pregevole ciclo di affreschi trecenteschi, una Santa Barbara di Gianfrancesco da Tolmezzo (XV secolo) e un portale in marmo del Pilacorte (1510).Chiesa della Santissima Trinità, detta "della Santissima", lungo il fiume Noncello, di forma ottagonale contiene affreschi cinquecenteschi di Giovanni Maria Calderari, allievo del Pordenone. In essa è possibile osservare, come sfondo di una scena biblica, una particolare rappresentazione della città di Pordenone in epoca rinascimentale. Chiesa parrocchiale di San Giorgio. Chiesa neoclassica, dal caratteristico campanile ottocentesco, colonna di stile dorico dell'architetto Giovanni Battista Bassi. Sopra la chiesa l'imponente statua raffigurante San Giorgio restaurata dallo scultore pordenonese Pierino Sam. Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Chiesa di stile neogotico, edificata in sostituzione di altra preesistente del XVII secolo, costruita tra il 1899 e il 1921. Custodisce uno dei più grandi organi moderni d'Italia. Chiesa parrocchiale dei Santi Ilario e Taziano, nella frazione di Torre, conserva una Madonna con Bambino e Santi di Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, del 1521. Donato Casella nel 1532 scolpì un'acquasantiera. Sul sagrato antistante è posto il busto in bronzo di monsignor Giuseppe Lozer, eseguito dallo scultore pordenonese Pierino Sam. Chiesa parrocchiale di Vallenoncello, dedicata a san Ruperto, vescovo di Salisburgo dell'VIII secolo, evangelizzatore della Baviera e dell'Illirico. Risale al XIV secolo, in essa si conserva una pala de Il Pordenone e un'opera del Calderari. All'esterno è visibile la pregiata opera scultorea in bronzo di Pierino Sam dedicata agli alpini che si sorreggono in reciproco soccorso e partecipazione emotiva. Chiesa della Sacra Famiglia, viale Cossetti, del XX secolo, in stile architettonico moderno con le vetrate eseguite su progetto dello scultore pordenonese Pierino Sam (1921-2010), dello stesso autore il crocifisso in bronzo sul portale di ingresso. Chiesa di San Leonardo in Silvis, risalente al XV secolo, si erge su un breve spiazzo erboso nella Valle del Romito della frazione di Vallenoncello. Chiesetta del Corpus Domini, risalente al XIV secolo, in essa si conservano affreschi ritenuti opere del Brunello e dal Furlan attribuiti al Pordenone (Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone). Chiesetta di Sant'Anna, situata in Via Segaluzza di Vallenoncello, è un modesto edificio settecentesco. A seguito del boom economico dell'Italia del Secondo Dopoguerra la chiesetta è stata fagocitata dai capannoni dell'area industriale della zona. Si tratta dell'unico luogo religioso cittadino dedicato al culto della Madre di Maria. Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire, nella frazione di Roraigrande, conserva il fonte battesimale frutto della collaborazione dello scultore rinascimentale Donato Casella col figlio Alvise. Al suo interno è poi possibile ammirare un ciclo di affreschi di Giovanni Antonio de' Sacchis. Oratorio di San Bernardino, gradevole edificio barocco con all'interno alcuni affreschi di buona scuola (circoscrizione Rorai-Cappuccini). Chiesa parrocchiale del Beato Odorico, costruita su progetto dell'architetto Mario Botta nel 1990-1992.Chiesa di Sant'Ulderico, situata a Villanova Vecchia. Contiene affreschi di Giovanni Antonio de' Sacchis e l'acquasantiera e il battistero sono di Giovanni Antonio Pilacorte. Sul sagrato antistante è posta la statua in bronzo raffigurante il Beato Odorico da Pordenone, il frate francescano Mattiussi originario di Villanova, opera scultorea di Pierino Sam. Seminario, qui è conservata la statua di San Nicolò dello scultore rinascimentale Donato Casella di Carona già sull'altare della chiesa parrocchiale di Castelnovo del Friuli.Architetture civili Palazzi storici La città presenta molteplici palazzi e palazzetti, in particolare lungo l'antica Contrada maggiore, oggi Corso Vittorio Emanuele II. Qui di seguito un elenco dei più importanti dal punto di vista architettonico e artistico: Palazzo Comunale, costruito in stile gotico tra il 1291 e il 1395, chiude scenograficamente la via con i pinnacoli e la torre dell'orologio aggiunti nel XVI secolo su progetto del pittore Pomponio Amalteo.LATO EST (da Loggia del Municipio a Piazzetta Cavour): Palazzo Ricchieri, originariamente una casa-torre a difesa del nucleo cittadino edificata nel XIII secolo fu adattata durante il periodo veneziano in palazzo dalla famiglia Ricchieri. È ora sede del Museo Civico d'Arte; Palazzo Polacco - Barbarich - Scaramuzza; Palazzo Montereale Mantica; Palazzo Varmo - Pomo, anche conosciuto come Casa dei Capitani; Palazzo Cattaneo (XVII - XVIII sec.); Palazzo Torossi (XVIII sec.); Palazzo Brunetta; Palazzo Crescendolo - Milani; Palazzo Tinti; Casa Pittini; Palazzo Domenichini - Varaschini; Palazzetto (denominato Romor); Palazzo Rosittis; Palazzo De Rubeis; Casa Bernardi.LATO OVEST (dalla Loggia del Municipio a Piazzetta Cavour): Palazzo Rorario - Spelladi - Silvestri, sede della Galleria comunale "Harry Bertoia"; Palazzo Mantica - Cattaneo; Palazzo Mantica; Casa Gregoris - Bassani; Palazzo Gregoris; Palazzo (denominato Ragagnin); Palazzo del XV secolo (denominato Bisol); Palazzo Cortona - Ovio - Floreano; ex Teatro Concordia o Sociale; Palazzo Popaite - Torriani - Policreti; Casa Simoni.Inoltre al numero civico 10 di Piazza San Marco vi è la cosiddetta Casa del Pordenone, all'interno della quale si conserva un fregio di affreschi di Giovanni Antonio de' Sacchis. Chiese sconsacrate Ex Convento dei domenicani, edificio neoclassicheggiante ultimato nel 1722 dopo 31 anni di lavori. Un tempo era addossato alla chiesa del Rosario, oggi scomparsa. L'edificio fu in seguito acquistato dalle monache agostiniane e ha subito numerose altre destinazioni. Dal 2010 è sede della Biblioteca Civica Multimediale. Ex Convento e chiesa di san Francesco, acquistato in epoca recente dal Comune, l'edificio è stato restaurato e adibito a usi artistico-culturali. Fondato nel 1419, il convento con chiesa di san Francesco fu soppresso nel 1769.L'interno conserva tracce di affreschi quattrocenteschi e un chiostro dipinto. Nella lunetta esterna situata sopra il portone principale vi sono i resti di un affresco "La Sacra Famiglia e San Francesco" di Giovanni Maria Zaffoni, denominato il Calderari. Accanto all'ingresso l'immagine scolpita del Santo Francesco che in umile posa indica le colombe, opera dello scultore pordenonese Pierino Sam.Ville venete Nella città sono presenti nove edifici tutelati dall'Istituto Regionale Ville Venete. Degne di nota sono: la Villa Cattaneo, della Gaspera, del XVII sec., la cui caratteristica è un alto timpano arcuato (Circoscrizione Sud); la Villa Cattaneo, Cirielli Barbini, probabilmente risalente al 700 (Circoscrizione Sud); la Villa Rigutti, Policreti, risalente al XVI sec., caratterizzata da corpo padronale, annessi rustici e da un oratorio settecentesco dedicato a San Bernardino da Siena; la Villa Fossati, della prima metà del XVII sec., costituita da villa e piccola chiesa annessa.Archeologia industriale Il conglomerato urbano di Pordenone è caratterizzato dalla presenza delle rovine delle industrie risalenti al diciannovesimo secolo, esempi di archeologia industriale. Cotonificio Amman - Wepfer di Borgomeduna con la vicina ottocentesca Villa Amman, Carinzia Tessitura meccanica di Roraigrande Filatura di Torre Antica Birreria di Pordenone, sita in Via Fontane.Teatri Questi sono i principali edifici cittadini che ospitano manifestazioni teatrali e di spettacolo (per quanto riguarda gli enti e le associazioni teatrali si veda la sezione Cultura/Teatro): Teatro comunale "Giuseppe Verdi". Questa struttura architettonica sorge nello stesso luogo ove erano stati costruiti i precedenti teatri cittadini (1922 Teatro Licinio - architetto Provino Valle, 1952 Teatro-Cinema Verdi - architetto Giovanni Donadon). Il nuovo Teatro comunale, inaugurato nel 2005, è il frutto di un lungo e intricato percorso politico (tra lavori correttivi, appalto, studi professionali, incarichi e progettazioni è costato circa 26 milioni di euro). L'edificio, inizialmente progettato per una capienza di 988 posti, è caratterizzato, a seguito dei necessari lavori correttivi del progetto originario, da una sala principale "all'Italiana" di 936 posti. Inoltre è presente un Ridotto disponibile ad accogliere 145 persone e una Sala Prove. La struttura è caratterizzata da un rivestimento esterno di lastre marmoree provenienti dalla Cava Lorano di Carrara. Auditorium Concordia Cinema Teatro Don BoscoArchitetture militari Castelli Castello di Torre, sorto alla fine del XII secolo, residenza della famiglia dei signori di Ragogna, dopo l'assalto del 1402 da parte del capitano austriaco a Pordenone Mordax fu ricostruito e in parte trasformato in dimora signorile. È sede del Museo Archeologico del Friuli Occidentale. Castello dell'antico abitato di Pordenone, sito in Piazza della Motta. Datato già nel 1200, nel 1452 ha ospitato l'imperatore Federico III d'Asburgo e dal 1883 è adibito a carcere.Altro Monumento ai caduti, opera dello scultore friulano Aurelio Mistruzzi, costituita da un basamento a forma di vasca, sul quale si eleva lo zoccolo che sostiene i gruppi statuari di bronzo. Il gruppo principale, al centro, rappresenta l'Italia (un tempo stringeva tra le mani una statuina simbolo della vittoria alata) che protegge con lo scudo il combattente e il caduto. Le figure laterali raffigurano i fiumi sacri alla patria: l'Isonzo e il Piave. Il monumento fu inaugurato il 23 aprile 1929. Di particolare pregio è anche il monumento agli alpini di Pierino Sam presso la chiesa di Vallenoncello, dello stesso autore è anche la ristrutturazione della statua dedicata a San Giorgio posta sopra la chiesa omonima.Ponte di Adamo ed Eva sul fiume Noncello. Le due statue che caratterizzano la costruzione rappresentano le due divinità pagane Giove e Giunone, ma sono conosciute dalla popolazione come Adamo ed Eva. Secondo lo studioso di storia locale, Maurizio Lucchetta, la denominazione del ponte deriverebbe dal fatto che la parte absidale della chiesa della Santissima Trinità presenta un affresco raffigurante la cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden. Ossario austro-ungarico nel cimitero di Pordenone di Via Cappuccini.Corsi storici principali e vicoli Corso Vittorio Emanuele II, via principale della città vecchia, affiancato da palazzi porticati gotici e rinascimentali con affreschi, esempio mirabile di porticato veneto e da alcuni chiamato piccolo "Canal Grande senz'acqua". Corso Garibaldi, qui un gruppo scultoreo del 1532 raffigurante la Madonna col Bambino è pure attribuito a Donato Casella. La via è impreziosita da importanti edifici storici come Palazzo Badini, Palazzo Pera, Palazzo Sbrojavacca, Palazzo Pera - Marchi, Palazzo Loredan - Porcia, Palazzo de' Spelladi - Porcia e Palazzo Dolfin Porcia. Vicolo delle Mura (poco valorizzato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso del tempo) e resti della cinta muraria cittadina visibili in Via Borgo Sant'Antonio sul retro di Palazzo Popaite - Torriani Policreti. Vicolo Chiuso, il quale è caratterizzato da due affreschi mariani dedicati alla Beata Vergine Maria Addolorata. La prima pittura è posta sul lato sinistro del vicolo, sulla parete del sottoportico di un palazzo che dà sul Corso (La Madonna, riconoscibile dall'aureola appena visibile, è raffigurata nelle vesti di una dama ed è chiamata "Madonnina degli Endrigo"). Il secondo affresco è ubicato sulla facciata dell'unica casa di fronte all'entrata del vicolo. È una Madonnina con il capo coperto, il tradizionale manto azzurro, la veste rossa e le mani giunte, denominata "Madonnina dei Simoni". Entrambi gli affreschi, da uno studio del 1977, sono stati datati circa XVIII secolo. Vicolo delle Acque, sotto il quale scorre la roggia dei Molini, è caratterizzato da un graffito dell'artista Davide Toffolo rappresentante la morte di un gorilla bianco.Piazze Piazza San Marco; Piazzetta Calderari, situata dietro il municipio, luogo di interessanti incontri culturali, circondata da alcuni pregevoli edifici moderni, da altri antichi ristrutturati e da una zona verde digradante verso il canale con l'antico enorme albero, accanto a questo la statua in bronzo del cavallino rampante eseguito da Pierino Sam, l'arco d'ingresso a uffici comunali e all'istituto magistrale Vendramini. Piazza della Motta, denominata anche Prato del Castello o Piazza dei Grani, è un'area destinata al mercato cittadino sin dal 1400. Sulla spianata, oggi (2015) ridotta a parcheggio automobilistico, si affacciano l'ex convento dei Frati Minori Conventuali di San Francesco (risalente al 1424), il Palazzo del Monte dei Pegni del 1767 (un tempo affiancato da un edificio denominato "nobile interrompimento"), quanto resta dell'antico castello cittadino, alcune modeste casette che chiudono il lato est della piazza e il Palazzo Galvani Damiani (dal 1894 adibito a casa di riposo per anziani). La piazza fu nel corso della storia il palcoscenico di numerosi eventi. Lo scrittore settecentesco Giovan Battista Pomo, nei suoi De comentari urbani, racconta come il luogo fosse il fulcro della vivace vita popolare. Vi si svolgeva la cruenta caccia dei tori (la cosiddetta molada) nel corso della quale manzi belli e buoni combattevano contro cani addestrati. La piazza diveniva poi il campo di gioco delle partite di pallacorda e durante il Carnevale era possibile ammirare gli spettacoli di giocolieri e acrobati e seguire le battute di attori e burattinai. Infine fu per molto tempo il luogo della manifestazione Rogo della Vecia (tradizione popolare di metà Quaresima in cui un fantoccio di vecchia viene portato, la sera di Mezza Quaresima, in processione, processato, accusato di tutti i mali della comunità locale e condannato al rogo malgrado l'impegno dell'avvocato difensore). A lato del convento di San Francesco è stata collocata la statua in bronzo di San Francesco, opera eseguita dall'artista Pierino Sam. Piazza del Cristo; Piazzetta della pescheria, così chiamata poiché un tempo era l'area dedicata al mercato del pesce. La pescheria venne smantellata verso la metà del Novecento e la roggia che la lambiva venne interrata; Piazza Cavour; Piazzale XX Settembre, una delle più ampie piazze cittadine. A seguito di un progetto di riqualificazione urbana è stato rivisto "l'intero sistema strutturale della piazza" ed è stata livellata su un unico piano. La piazza è caratterizzata dall'importante presenza dell'edificio razionalista, progettato negli anni trenta dall'architetto Cesare Scoccimarro, la Casa del Mutilato. Sopra le sei lesene (un tempo ricoperte da marmi di colore nero) si trova la seguente scritta latina tratta dal quinto libro dell'Eneide virgiliana: "QUO FATA TRAHUNT RETRAHUNTQUE SEQUAMUR QUICQUID ERIT SUPERANDA OMNIS FORTUNA FERENDO EST". Il significato del testo latino, secondo la traduzione di Rosa Calzecchi Onesti è: "dove il fato chiama e richiama, moviamo; qualunque cosa succeda, vincer bisogna la sorte durando"; Piazzale Enea Ellero dei Mille, zona di interscambio per gli autobus urbani; Piazza Giustiniano. Qui è presente il novecentesco Palazzo di Giustizia e presso i giardini prospicienti il Tribunale è posizionata la scultura dell'artista Fiorenzo Bacci intitolata “Tra il bene e il male”; Piazza Risorgimento; Piazzetta dei Domenicani; Piazza Ospedale Vecchio; Piazzetta del Portello; Piazzetta Nino Bixio; Piazzetta Ottoboni. Questa area prende il nome dalla villa veneta qui presente e risalente al XVIII secolo. La proprietà Vaselli - Ottoboni venne smantellata dalla prima circonvallazione cittadina del 1939. Il piccolo giardino è caratterizzato da un cedro deodara himalayano e una magnolia ottocenteschi; Piazza del Popolo; Piazza Maestri del Lavoro; Piazza Mons. Giuseppe Lozer; Piazzetta Mons. Abramo Freschi. Qui una statua dell'artista Giorgio Igne, ivi posizionata nel 2011, impreziosisce il breve spiazzo. Piazzetta Cardinale Celso Costantini; Piazzetta Aldo Furlan;Siti archeologici Villa romana di Torre, non lontana dal Castello di Torre, fu scoperta negli anni cinquanta dal conte Giuseppe di Ragogna; i reperti e gli affreschi rinvenuti sono ospitati nel museo nel Castello. Inizialmente si pensò fossero i resti di una ricca residenza di campagna (da cui la denominazione "villa"); in seguito ad altre indagini (che comunque non escludono la possibilità che fungesse anche da residenza) si è più propensi a concludere che la villa fosse in realtà un sito, posto vicino al primo, piccolo, porto fluviale sul Noncello, per la lavorazione e lo stoccaggio di merci e prodotti agricoli che poi tramite vie fluviali e di terra sarebbero andate rispettivamente verso il mare e verso l'entroterra, a nord-est.Aree naturali Parco San Valentino di via San Valentino; Parco “San Carlo” di via San Valentino Parco Galvani di viale Dante; Parco fluviale del Noncello; Parco Porcia; Giardini pubblici di Piazzale IV Novembre; Parco Querini Valdevit; Parco del Seminario; Parco di Villa Carinzia; Parco Cimolai; Parco dei Laghetti di Rorai; Parco di via Reghena; Parco di via Murri - via Gemelli; “Parcobaleno” di viale Martelli; Parco “John Lennon” di via Goldoni; Parco “Terme Romane” di via Vittorio Veneto; Parco del Castello di Torre di via Vittorio Veneto.Società Evoluzione demografica Abitanti censiti Etnie e minoranze straniere Gli stranieri residenti nel comune sono 8 001, ovvero il 15,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Lingue e dialetti In origine l'idioma tipico di Pordenone era il friulano (senza fonte) , tuttavia l'influenza culturale della Serenissima ha successivamente comportato l'instaurarsi di una variante veneta vicina al dialetto veneziano, appunto il dialetto pordenonese. Pordenone si può quasi definire un'isola linguistica poiché nei territori circostanti si sono mantenuti dei dialetti friulani di tipo concordiese (pur fortemente venetizzati). Va comunque precisato che il friulano è ancora presente nel territorio comunale ed è tutelato dalla Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana". Istituzioni, enti e associazioni A Pordenone hanno sede la Provincia, soppressa e divenuta Unione Territoriale Intercomunale del Noncello (Comuni di Pordenone, Cordenons, Porcia, Fontanafredda, Zoppola, Roveredo in Piano e San Quirino) presso i Palazzi Pera, Sbrojavacca ed il Palazzo dell'ex albergo Danubio di Corso Garibaldi e alcuni uffici della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. La città ospita il Comando Provinciale dei Carabinieri, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, la Prefettura, la Casa Circondariale della Provincia di Pordenone, il Tribunale e la Camera di Commercio. A Pordenone vi è il quartier generale della 132ª Brigata corazzata "Ariete". Le strutture ospedaliere della città sono: Ospedale Civile - Azienda Ospedaliera "Santa Maria degli Angeli" di Pordenone Casa di Cura Polispecialistica San Giorgio, facente parte della rete ospedaliera regionale del Friuli Venezia Giulia.Tradizione e folclore Le tradizioni e il folclore della città di Pordenone sono indissolubilmente legate alla religione cristiana. Nella stagione primaverile, oltre ai riti religiosi della Settimana Santa, vi è la Festa del Patrono San Marco. Il 25 aprile è anche la giornata dedicata alla gita fuori porta ed è usanza mangiare la cosiddetta "fortaja", una frittata fatta in casa con differenti ingredienti. Un tempo ci si recava nella campagna della Comina, oggi la festa cittadina si svolge presso il Parco pubblico del San Valentino. Il mese di maggio è caratterizzato dalle processioni religiose, che si snodano lungo le strade cittadine, dedicate a Maria Ausiliatrice e al Corpus Domini. La stagione estiva in tempi non molto lontani era segnata dalla antica Festa del 24 giugno di San Giovanni. I giovani innamorati, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, ponevano sui balconi delle finestre un bicchiere d'acqua con all'interno un albume d'uovo. L'indomani gli innamorati osservavano quale forma avesse l'albume rappresosi. E, nel caso in cui l'albume sembrasse una piccola barca, si credeva che la prua di questa potesse indicare la provenienza dell'innamorato. Il giorno dell'8 settembre si festeggia la seconda festa patronale dedicata alla commemorazione della Natività di Maria. I fedeli si recano in pellegrinaggio al Santuario della Beata Vergine delle Grazie e nello spiazzo davanti al Palazzo del Municipio si svolge la popolare Tombola cittadina. La stagione invernale non è solo legata ai riti del Natale cristiano (degno di menzione è il rito della Messa di Mezzanotte del 24 dicembre), ma è caratterizzata anche dai Falò di inizio anno di Epifania. Infine nel giovedì di mezza Quaresima ha luogo il Processo e rogo della vecia e il fantoccio della vecchia, simbolo di tutti i mali dell'anno passato, viene portato in processione ed infine processato e bruciato. Leggende popolari Nel XVI secolo molti erano maghi e maghe che praticavano particolari rituali ed esorcismi nei borghi e nelle città del Friuli. Nel piccolo conglomerato urbano di Pordenone, operava una maga di nome Euridice, specializzata in alcuni sortilegi e rituali per il ritrovamento di oggetti smarriti e derubati. La maga venne denunciata e processata dall'Inquisizione, fu successivamente condannata e, per salvarsi la vita, dovette farsi obbligo di non ripetere più sortilegi e riti di nessuna sorta. Si narra che un giorno suo marito Angelo Carriero fu derubato al mercato, perdendo così la borsa dei soldi. La maga per ritrovare la borsa con i denari preparò adeguati sortilegi: nel centro della cucina di casa pose un grosso setaccio in rame colmo d'acqua, contenente misteriose polverine e sostanze liquide; in seguito la donna si rivolse al setaccio con la seguente formula: "Per San Pietro e per San Paolo, se i soldi di Angelo son qua, acqua gira intorno". Giacché nulla accadde, la maga Euridice provò ad aggiungere un po' di senape e poi pose la pentola con un coperchio ben sigillato in un'altra pentola in modo tale che questa non toccasse il fondo, rimanendo alquanto sollevata. Poi, fatta una buca sulla terra antistante l'orto di casa, la donna trasferì le pentole nella buca lasciandole fuori dalla terra per metà. Fatto ciò, circondò e coprì le pignatte con carbone, diede fuoco e poi disse la "magica" formula: "Per San Pietro e per San Paolo, se i soldi di Angelo son qua, olio di senape fa saltare il coperchio". Inutile dire che non accadde nulla e a causa di ciò la maga Euridice tentò un ultimo sortilegio: convocò tre vergini fanciulle a casa sua e fece loro guardare dentro un'anfora colma d'acqua, nella quale aveva aggiunto misteriose erbe e cortecce di piante e, invocando il maligno, disse: "Angel bianco, angelo santo, per la tua santità, per le loro verginità, dimmi dove sono i soldi di mio marito Carriero, se son qua fai girare l'acqua". Anche questo sortilegio non funzionò e i soldi del marito non furono mai ritrovati. Nella seconda metà del XVI secolo operava la maga Giacoma Pittacola, una fattucchiera rinomata tra i popolani per i suoi presunti grandi poteri temporali. La maliarda infatti, chiamata in giudizio a rispondere davanti al Tribunale dell'Inquisizione del suo operato per pratiche di magia per più di venti volte, riuscì a non presentarsi davanti ai giudici del tribunale. Nella Pordenone di XVII secolo operava il mago Aquino Turra, di cui si diceva che possedesse forti poteri magici, tanto che una notte riuscì ad attirare a sé una donna sposata, della zona tra Prata e Brugnera, spostandola dal letto dove si trovava coricata col marito, con la sola virtù magica. Un'altra volta si dice che il mago riuscì a far venire a sé due donne di Zoppola che stavano lavorando in un campo di grano. Di questi suoi "poteri" era credenza che fossero emanati da un simulacro segreto che il mago teneva nascosto in una stanza della propria casa, dove si recava costantemente a pregare. Qualità della vita e riconoscimenti Pordenone con la sua provincia si è attestata nel corso degli anni in posizioni medie e buone nelle classifiche sulla qualità della vita stilate dal quotidiano economico il Sole 24 ORE e da Legambiente. Il parametro attinente alla Capacità di depurazione - % di popolazione residente servita da rete fognaria delle acque reflue urbane - del Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente) 2016 è uno dei peggiori in Italia (La città si colloca nella penultima posizione, dopo Venezia e prima di Catania, con il 65%). Comune Riciclone 2011: un importante riconoscimento di Legambiente che premia Pordenone come primo capoluogo di provincia del nord Italia, per la raccolta differenziata dei rifiuti. Il Comune di Pordenone si è continuato ad attestare tra le prime posizioni nella sezione "Capoluoghi di provincia Area Nord" anche nelle edizioni 2012 e 2013 e nel 2014 viene considerato come il primo comune capoluogo per raccolta differenziata nella regione Friuli Venezia Giulia.Cultura Istruzione Biblioteche Biblioteca civica di Pordenone Biblioteca del Seminario diocesano di Concordia-Pordenone Biblioteca Scientifico Tecnologica dell'Università degli Studi di Udine - Sede di Pordenone Biblioteca dell'Archivio di Stato Biblioteca della Casa dello studente - Centro culturale "A. Zanussi" Biblioteca della Casa del popolo Biblioteca del museo archeologico del Friuli occidentale Biblioteca del museo civico d'arte Biblioteca del museo di storia naturale Silvia Zenari Biblioteca Circoscrizionale Nord Biblioteca Circoscrizionale Sud Biblioteca Circoscrizionale di Torre Biblioteca Circoscrizionale "Mary della Schiava" Biblioteca Circoscrizionale "Jolanda Turchet" Biblioteca dell'Associazione culturale Cinemazero Biblionastroteca dell'Unione Italiana Ciechi Biblioteca "Carlo Alberto e Francesca Maddalena" del Club Alpino Italiano - Sezione di Pordenone Biblioteca dell'Azienda Ospedaliera "S. Maria degli angeli" Biblioteca dell'Azienda per i servizi sanitari n. 6 "Friuli occidentale" Biblioteca della Caritas diocesana di Pordenone Biblioteca della Società Filologica Friulana Biblioteca dell'Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione e dell'Età contemporanea Biblioteca della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione Biblioteca "Don Bosco" Biblioteca teatrale dell'Associazione Provinciale per la Prosa Biblioteca del Centro di documentazione "Silentes Loquimur" Biblioteca del WWF Ambiente e Natura Biblioteca dell'A.N.F.F.A.S. Biblioteca dell'Associazione regionale dei Sardi in Friuli Venezia-Giulia - Sezione di PordenoneScuole Sono presenti in città le seguenti scuole pubbliche: 9 scuole dell'Infanzia, 12 scuole primarie, 4 scuole secondarie di primo grado, 1 Istituto Professionale Settore dei Servizi (Servizi commerciali, Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera, Servizi socio-sanitari) dedicato a "Flora Federico", un Istituto Professionale Settore Industria e Artigianato con il nome "Zanussi Lino", un Istituto Tecnico Settore Economico (Amministrazione, finanza e marketing) "Mattiussi Odorico", 2 Istituti Tecnici Settore Tecnologico (il "J.F. Kennedy" ed il "Sandro Pertini") ed infine il Liceo scientifico "Michelangelo Grigoletti" ed il Liceo classico, scientifico e delle scienze umane "Leopardi - Majorana". Alle suddette scuole pubbliche si affiancano alcuni istituti privati, soprattutto nell'ambito delle scuole materne. Università In città ha sede il Consorzio Universitario di Pordenone il quale supporta i corsi di laurea triennali e magistrali attivati dalle Università di Udine, di Trieste, di ISIA Roma Design e della Fondazione ITS Kennedy. Il Polo universitario pordenonese dispone di una residenza universitaria, sita in Via Prasecco, progettata dall'architetto giapponese Toyo Ito. In particolare, i corsi attivi sono i seguenti: Corso di Diploma Accademico di 1 livello in Design Industriale - ISIA Roma Design Corsi di Laurea triennale in Economia Aziendale, Scienze e Tecnologie Multimediali, Infermieristica e Corso di Laurea Magistrale in Comunicazione Multimediale e Tecnologie dell'Informazione - Università degli Studi di Udine Corso di Laurea Magistrale in Double degree/Doppio Diploma di Laurea in collaborazione con l'Università di Lippe (Germania) "Production Engineering and Management" - Università degli Studi di Trieste Corsi di I.T.S. "Tecnico Superiore per i metodi e le tecnologie per lo sviluppo di sistemi software" - "I.T.S. Kennedy"Musei Museo diocesano d'arte sacra di Concordia-Pordenone Situato nel Centro Attività Pastorali, progettato dall'architetto Othmar Barth (1988), conserva dal 1991 un notevole patrimonio artistico proveniente da chiese ed edifici religiosi della diocesi di Concordia-Pordenone. Di particolare interesse le opere di Gianfrancesco da Tolmezzo, Alvise Casella, Pomponio Amalteo e Giovanni Martini. Museo Civico d'Arte Il museo ha sede nell'antico Palazzo Ricchieri ed è luogo importante per la conoscenza della produzione artistica veneto friulana. In esso sono custodite opere di vari pittori, quali Pordenone, P. Amalteo, Varotari, P. della Vecchia, O. Politi e M. Grigoletti. L'istituzione museale conserva una raccolta di circa 170 disegni. Degni di menzione sono un Gesso nero su carta azzurrina "Figura di sgherro colto da tergo" di Antonio da Pordenone e un disegno seicentesco di Palma il Giovane raffigurante "l'Estasi di Santa Teresa d'Avila". Museo Civico di Storia naturale Silvia Zenari Intitolato alla naturalista Silvia Zenari ospita, nelle stanze del cinquecentesco Palazzo Amalteo, la più importante raccolta di minerali dell'Alpe Adria e collezioni di vertebrati, insetti e altre. Museo Archeologico del Friuli occidentale Il museo, allestito dal 2006 nell'antico castello di Torre, ultima residenza del conte Giuseppe di Ragogna, illustra il patrimonio archeologico della provincia di Pordenone. Di particolare rilevanza sono i reperti provenienti dalle Grotte di Pradis e dal sito palafitticolo Palù di Livenza. Pregevoli i lacerti di affreschi della Villa romana di Torre. Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea "Armando Pizzinato" La struttura museale ha sede in un parco cittadino, un tempo proprietà dell'industriale Galvani. Nelle sue sale ospita dipinti di Mario Sironi, Renato Guttuso, Corrado Cagli, Alberto Savinio, Filippo de Pisis, G. Zigaina, A. Pizzinato e numerosi altri. Il museo, inaugurato il 13 novembre del 2010, "si impone come una delle strutture culturali di riferimento per tutto il Nordest". Science Centre Immaginario Scientifico Sede distaccata del Science centre immaginario scientifico di Trieste. Galleria d'arte Sagittaria - Centro Culturale Casa Antonio Zanussi Fondata nel 1965 custodisce lavori di importanti artisti della produzione veneto friulana del Novecento, nonché opere di artisti di fama internazionale come Carlo Carrà e Dino e Mirko Basaldella. Media Stampa Quotidiani, edizioni di Pordenone: Messaggero Veneto - Giornale del Friuli Il GazzettinoPeriodici Il Popolo, settimanale della Diocesi di Concordia-Pordenone Il Friuli, settimanale di informazione regionale La Città, giornale periodico di informazione, cultura e opinione della città di PordenoneRadio * Radio Voce nel Deserto Radio Nuova Musica (RNM) Radio Piper Radio LatteMieleTelevisione Telepordenone-VideoregioneRedazioni di Pordenone: Rai Friuli-Venezia Giulia Telequattro Telefriuli free-tvMusica Cucina Teatro Questi sono gli enti e le associazioni teatrali principali della città (per quanto riguarda gli edifici si veda la sezione Monumenti e luoghi di interesse/Teatri): L'Arlecchino errante - Scuola Sperimentale dell'Attore - Compagnia Hellequin Associazione culturale Ortoteatro Gruppo Teatro Pordenone Luciano Rocco Associazione culturale Teatro A La CoqueCinema Cinemazero Eventi A Pordenone si susseguono nel corso dell'anno numerosi eventi. Qui sotto i più rilevanti: Dedica Festival: si tratta di un festival letterario internazionale monografico. Ogni anno infatti è ospite della manifestazione un unico scrittore al quale vengono per l'appunto "dedicate" due settimane all'interno delle quali le sue opere vengono presentate, discusse con il pubblico, rappresentate attraverso letture sceniche, mostre, film e concerti. Ospiti di Dedica Festival sono stati tra gli altri: Javier Cercas, Wole Soyinka (premio Nobel per la letteratura nel 1986), Paul Auster, Nadine Gordimer (premio Nobel per la letteratura nel 1991), Amos Oz, Anita Desai, Paco Ignacio Taibo II, Claudio Magris, Dacia Maraini. Il Festival si svolge normalmente nel mese di marzo ed è organizzato dall'associazione culturale Thesis. Festival dei Giardini, giunto nel 2015 alla quarta edizione, è "l'evento più atteso" della manifestazione fieristica chiamata "Ortogiardino". Festival dell'Inchiesta - LE VOCI DELL'INCHIESTA, promosso dall'associazione culturale Cinemazero e dall'Università degli Studi di Udine. Pordenone Guitar Festival, il Festival Chitarristico Internazionale del Friuli Venezia Giulia, organizzato dall'associazione culturale Farandola. Rally della Stampa Evento turistico-culturale-sportivo alla scoperta delle località, dei monumenti e degli avvenimenti caratteristici della provincia di Pordenone. Ideato e attuato per la prima volta nel 1967 dal Circolo della Stampa di Pordenone. Cadenza annuale in data 1º maggio. NaonisCon - Pordenone Games & Comics, manifestazione che si tiene annualmente dal 1997, nel mese di maggio, nella fiera della città. Si ripropone l'obiettivo di "mostrare gli sviluppi che si susseguono nel panorama dei giochi di ruolo, di simulazione, di società e di carte". Dal 2004 comprende anche la mostra-mercato del fumetto nuovo e da collezione. PordenonePensa "rassegna di idee e di eventi", che si svolge nella città ed in altre località vicine. Festival Internazionale Musica Sacra (fine ottobre - aprile), giunto nel 2015 alla ventitreesima edizione, porta in città "musicisti, artisti e critici d'arte, studiosi di storia della chiesa e della musica". Festival Arlecchino Errante. Humus Park, tra i più importanti eventi-meeting italiani di Land Art, è organizzato dal Comune di Pordenone e nel 2014 ha raggiunto la quarta edizione. FMK International Short Film Festival, rassegna internazionale di cortometraggi. SICAM Pordenone: si svolge dal 2009 nel mese di ottobre la manifestazione leader in Italia per il settore dei componenti e dei semilavorati per il mobile (meglio conosciuto come Salone Internazionale dei Componenti ed Accessori per l'Industria del Mobile), nel cuore di un distretto nel quale viene prodotto oltre il 40 per cento del mobile italiano. Ogni anno circa 20.000 visitatori professionali provenienti da circa 90 paesi visitano questa manifestazione. Giornate del Cinema Muto: dal 1981 al 1998, nel mese di ottobre, si svolge il Pordenone Silent Film Festival (meglio conosciuto come Le Giornate del Cinema Muto), una rassegna cinematografica specialistica dedicata al cinema muto che acquisisce nel tempo una rilevanza mondiale in questo settore.Dal 1999 al 2006 il festival è stato trasferito a Sacile, a causa della ricostruzione (completata nel maggio 2005) del teatro Verdi, il teatro cittadino del capoluogo pordenonese. Nel 2007 è ritornato nella sede storica, ora rinnovata. Pordenonelegge.it: dal 2000, nel mese di settembre, si svolge il festival letterario Pordenonelegge.it, una rassegna letteraria che ha acquisito nel tempo una rilevanza nazionale e grazie al “Crossroad of European Literature” nell'ambito del programma Cultura 2007-2013 dell'Unione Europea ha ampliato la portata internazionale dell'evento. All'edizione 2006 tra gli altri vi hanno partecipato: Margherita Hack (astrofisica), Mauro Corona (scrittore, alpinista, scultore), John Maxwell Coetzee (nobel per la letteratura), Alessandro Bergonzoni (attore, scrittore), Marco Paolini (attore), Magdi Allam (giornalista, scrittore). All'edizione 2007 tra gli altri vi hanno partecipato: Stefano Zecchi (filosofo e scrittore), Alberto Arbasino (scrittore), Aldo Busi (attore e scrittore), Milo De Angelis (poeta), Marco Travaglio (giornalista), Toni Capuozzo (giornalista), Joe Lansdale (scrittore), Dario Vergassola (comico), Zygmunt Bauman (sociologo e filosofo). Festival Libreria Editrice Vaticana. Maratonina Internazionale dei Borghi. Premio "Bruno Cavallini", istituito nel 1996 dallo storico dell'arte italiano Vittorio Sgarbi. Concorso giornalistico "Premio Simona Cigana". Nazionale, Annuale, Multimediale, Multilingue (italiano, friulano, sloveno, tedesco). Partecipanti: giornalisti pubblicisti e professionisti iscritti all'Ordine nazionale della Stampa. Soggetto: Friuli Venezia Giulia. Sezioni: Giornalismo d'inchiesta, Giornalismo sportivo, Artigianato. Promotore e organizzatore: Circolo della Stampa di Pordenone. Pordenone Blues Festival, evento che combina la musica blues ad altre forme di espressione artistica. Si tiene tutti gli anni nell'ultima settimana di agosto.Geografia antropica Urbanistica Suddivisioni amministrative Fino al 2016 il comune era suddiviso in quattro circoscrizioni: Rorai-Cappuccini, Centro, Torre, Sud (comprendente i quartieri di Borgomeduna, Villanova, Vallenoncello e San Gregorio). La città ha inglobato come quartieri, dal secondo dopoguerra fino agli anni settanta, alcuni borghi limitrofi (attualmente contigui nel tessuto urbano) come Torre (l'insediamento più antico nel territorio comunale risalente all'epoca romana), Rorai Grande, Vallenoncello e Villanova di Pordenone (questi ultimi tutti di epoca medioevale). È di epoca più recente (XIX secolo) la località di Borgomeduna, un insediamento agricolo privo, fino agli anni 1970, di chiesa parrocchiale (Borgocampagna). A nord si trova il quartiere della Comina, sede di un'importante aerocampo. Precedentemente all'inclusione, dopo l'annessione allo stato unitario italiano (1866), questi nuclei abitativi costituivano quartieri e località (Torre, Borgomeduna, Rorai Grande, Villanova) del comune di Pordenone o comuni autonomi (Vallenoncello). Economia Artigianato Per quanto riguarda l'artigianato, Pordenone è rinomata soprattutto per la produzione di ceramiche e di terracotte. Industria Sotto il profilo economico, la città di Pordenone, da sempre territorio agricolo, si sviluppa notevolmente nell'Ottocento nel settore tessile, in parallelo con la rivoluzione industriale (viene definita "la Piccola Manchester Italiana" o la "piccola Manchester" del Friuli). Ma l'evento eccezionale, che trasforma la città, e destinato a renderla nota in tutto il mondo, è lo sviluppo industriale che si accompagna al secondo dopoguerra. Spicca, tra i nomi di “capitani di industria” come i Galvani, i fratelli Moro, i Locatelli, i Savio, il nome dell'imprenditore Lino Zanussi che, ereditata la fabbrica dal padre Antonio (di poche decine di dipendenti), la ingrandisce, facendone in soli trent'anni la seconda realtà metalmeccanica italiana dopo la FIAT (stabilimenti di Porcia), con più di 13 000 dipendenti negli anni ‘60. Questo impetuoso sviluppo industriale, che porta la vicina città di Porcia a produrre e a esportare più lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi dell'intera Germania, conduce negli anni '60 alla trasformazione della città di Pordenone in provincia (la quarta del Friuli Venezia Giulia). La crescita del settore del bianco porta la città, che si sviluppa in parallelo al boom industriale italiano seguito al dopo guerra, ad avere un livello di qualità della vita tra i più alti d'Italia e d'Europa, e a fare di Pordenone una delle città più dinamiche di tutto il Nord Est (settori della carpenteria, del mobile, della coltelleria, metalmeccanici, tessile). In seguito alla morte dell'imprenditore Zanussi, l'impresa, divenuta sotto la presidenza di Lamberto Mazza un gruppo multinazionale, è stata in seguito ceduta agli svedesi della Electrolux. L'acquisizione della proprietà da parte di una industria estera ha portato col tempo a una disattenzione crescente, da parte della stessa, per la realtà industriale del territorio. In seguito alla crisi finanziaria mondiale del 2007, Pordenone ha conosciuto una crisi economica crescente, culminata nel 2013 con progetti di dismissione dell'industria di Porcia, con la previsione di migliaia di licenziamenti (casi Ideal Standard e Electrolux), sì che nel 2014 la città di Pordenone e il suo territorio sono assurti a simbolo della crisi economica attraversata dall'intero Paese (la città nel 2014 ha ospitato il corteo nazionale del primo maggio). Il declino della città viene fronteggiato dal fatto che Pordenone presenta settori industriali diversificati, suddivisi in distretti industriali (Brugnera, Maniago, San Vito al Tagliamento), composti da piccole e medie imprese capaci, con l'innovazione e l'intraprendenza, di fronteggiare la crisi ed essere artefici del rilancio del territorio. Servizi Turismo Infrastrutture e trasporti Strade Pordenone è servita dall'Autostrada A28 e dalla Strada statale 13 Pontebbana (SS13). Ferrovie La città dispone della Stazione di Pordenone, posta lungo la ferrovia Venezia-Udine e gestita da Rete Ferroviaria Italiana. Mobilità urbana La mobilità urbana di Pordenone è servita mediante autoservizi gestiti dalla azienda ATAP S.p.A. ed è presente un servizio di Autolinea, gestito da LVL Interlines, verso i comuni di Mangone, Lamezia Terme e Catanzaro. Amministrazione Lista dei sindaci dall'Unità d'Italia a oggi. Gemellaggi Spittal an der Drau, dal 1987 San Martín, dal 2003 Irkutsk, dal 2005 Okawa; gemellaggio riconfermato nel 2012 a seguito dei campionati di Judo KataSport Principali eventi e società sportive La principale società sportiva cittadina è il Pordenone Calcio, che attualmente milita in Serie C, che fino al 2017 era stata rinominata in Lega Pro. Ogni anno, a Pasqua, si svolgono i tornei internazionali giovanili Trofeo Memorial Gallini di calcio e il Memorial Ferruccio Cornacchia di pallavolo. Principali impianti sportivi Stadio Ottavio BottecchiaNote Bibliografia Andrea Benedetti, Storia di Pordenone, Pordenone 1964. Paolo Goi (a cura di), Lapicidi del Rinascimento nel Friuli occidentale, Ellerani Editore, San Vito al Tagliamento 1973. Francesco Boni De Nobili, Le strade di Pordenone, Pordenone 1994 (II edizione Godega S.U. 2006). Vendramino Candiani, Pordenone. Ricordi cronistorici, Pordenone 1902. Giosuè Chiaradia, Pordenone. Schede per la lettura della città, Pordenone 1989. Paolo Goi (a cura di), Pordenone, una città, Pordenone 1991. Paolo Goi (a cura di), San Marco di Pordenone, 3 voll., Pordenone 1993. Sante Bortolami, Una chiesa, una città: le origini del duomo di Pordenone tra spirito civico e sentimento religioso, GEAP, Fiume Veneto 1993. Giovanni Battista Pomo, Commentari urbani (a cura di P. Goi), Pordenone 1990. Caterina Furlan e Paolo Pastres (a cura di), Pordenone : i musei del territorio, Biblos, Cittadella 1999. Pietro Angelillo (a cura di), "Mille protagonisti per 12 secoli", Dizionario biografico, Pordenone 2000. Udo Koller, Pordenone. Emozioni di pietra, Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 2005, ISBN 88-89199-37-7. Sergio Pratali Maffei (a cura di), Ville venete : la Regione Friuli Venezia Giulia, Istituto regionale per le ville venete : Marsilio, Venezia 2005. Mario Ongaro, Vincenzo Pinali - L'uomo il medico il suo tempo, Pordenone, Ellerani Editore, 2007, p. 198. Rivediamo i confini di Pordenone: i catastici Ottoboni in mostra : Museo Civico d'arte di Pordenone, Comune di Pordenone, 2007. Giuseppe Ragogna, Pordenone : come eravamo, Biblioteca dell'Immagine, 2010. Serena Bagnarol et al., Le chiese di Pordenone, Libreria editrice vaticana, 2013. Fulvio Comin, Pierfranco Fabris, Pordenone: la Città Dipinta, Biblioteca dell'Immagine, 2017.Altri progetti Wikiquote contiene citazioni di o su Pordenone Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Pordenone» Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pordenone Wikivoyage contiene informazioni turistiche su PordenoneCollegamenti esterni Comune di Pordenone, su comune.pordenone.it. Biblioteca Civica, su comune.pordenone.it. Museo Civico d'Arte, su comune.pordenone.it. Museo Civico di Storia Naturale, su comune.pordenone.it. Museo Archeologico del Friuli Occidentale, su comune.pordenone.it. PARCO - Galleria d'arte moderna e contemporanea di Pordenone, su artemodernapordenone.it. Castello di Torre, su consorziocastelli.it. I cotonifici di Pordenone, su storiastoriepn.it. Itinerario turistico a Pordenone, studenti Istituto Stringher UD, su slideshare.net.

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