Loquis: Collegiata di Sant'Esuperanzio

Scarica Loquis!

Collegiata di Sant'Esuperanzio

  loquis

Pubblicato:  2019-07-09 00:00:00

  Discovery

La Collegiata di sant'Esuperanzio è l'edificio religioso più importante della città di Cingoli, nelle Marche. Sorge in via Sant'Esuperanzio e rappresenta un notevole esempio dell'architettura gotica della regione. Storia e architettura Origini Il primo documento che menziona la chiesa di sant'Esuperanzio risale al 24 maggio 1139 quando papa Innocenzo II confermava la sua proprietà al monastero di Fonte Avellana. Inoltre nella bolla di papa Lucio III del 4 aprile 1184 e diretta all’abate di Valfucina sono elencati i beni posseduti da quell'abbazia, fra i quali è menzionata la chiesa di sant'Esuperanzio lasciando intendere che già allora presentava le dimensioni attuali. L'età d'oro Dalla seconda metà del XIII secolo, quando il suo santo titolare e secondo vescovo di Cingoli, venne eletto patrono, la chiesa assurse un ruolo preminente tra tutte quelle del territorio. Così verso il 1250 si iniziò la ricostruzione di una nuova chiesa, l'attuale, in pietra arenaria e brecciato rosa, dalle forme romanico-gotiche. Sulla semplice facciata a capanna, spicca il portale dalle ricche cornici scolpite. Sull’architrave appare l'Agnello mistico fra i simboli degli evangelisti: l’Uomo per san Matteo, l’Aquila per san Giovanni, il Leone per san Marco e il Toro per san Luca. All’estrema sinistra, in caratteri gotici, c’è un’iscrizione che testimonia la conclusione dei lavori con la collocazione del portale stesso: Il maestro Giacomo è da identificare con Giacomo da Cingoli, autore anche dei portali delle locali chiese di San Francesco e San Nicolò e della Chiesa di Santa Maria della Castellaretta di Staffolo. Sulla lunetta è rappresentato Sant'Esuperanzio tra due angeli con turibolo. La Chiesa, all'interno, si presenta in stile gotico con pianta basilicale a navata unica formata da una serie di sei arconi ogivali trasversali poggianti su pilastri rettangolari. Presenta un coro piatto con tribuna e una copertura è a travature lignee. L'impostazione architettonica riflette pienamente quella del Duomo di Gubbio, terminato nelle sue forme essenziali già nel 1229. L’interno della chiesa misura 15 metri di larghezza, 33,50 m di lunghezza e 14,10 m di altezza. Il culto di sant'Esuperanzio si sviluppa progressivamente, tanto che negli Statuti comunali del 1325 la chiesa a lui dedicata fu posta sotto la diretta protezione del Comune. Tra il Trecento e il Cinquecento i devoti commissionarono sempre più affreschi che pian piano coprirono tutte le pareti della navata. Inoltre nel XV secolo si restaurò l'edificio e numerose cappelle gentilizie vennero create negli spazi tra i pilastri. Le uniche due superstiti, fatte costruire dai Silvestri quella a sinistra, e da Simonetti l’altra, presentano begli esempi di altari rinascimentali a candelabre. Nella seconda metà del XV secolo Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro realizzò il polittico della Madonna col Bambino e i Santi Pier Damiani, Esuperanzio, Stefano e Bonfilio. Con il ritrovamento delle reliquie del santo, avvenuto il 24 gennaio 1495, durante i lavori di pavimentazione della chiesa, le ossa furono deposte in un sarcofago, e il cranio in un sontuoso reliquiario a semibusto in argento dorato commissionato nel 1496 dal Comune di Cingoli e attribuito a Bernardino da Foligno. Questo evento diede un nuovo impulso al culto di sant'Esuperanzio. Nel 1515-18 - Girolamo Nardini dipinse, alla maniera del Crivelli, una Madonna col Bambino tra i Santi Giovanni Battista e Esuperanzio, oggi nella Pinacoteca Comunale di Cingoli. Inoltre nel XVI secolo venne affrescata la volta che sorregge la tribuna dietro l'altar maggiore con i Quattro Evangelisti e sul muro di fondo lo Spirito Santo fra Angeli e i santi Pietro e Paolo. Decadenza Con la bolla di papa Pio V del 10 dicembre 1569 fu soppressa la congregazione avellanita e quindi anche il monastero di sant'Esuperanzio fu chiuso e i suoi beni ceduti ad abati commendatari. Con la bolla del 12 aprile 1764 di Papa Clemente XIII la chiesa venne eretta ad Insigne Collegiata con sei canonici ed una dignità. Nel secolo XVI la chiesa venne usata come lazzaretto durante l’epidemia di peste del 1591. Per la disinfezione del luogo si usava far bruciare catini di zolfo e poi cospargere della calce viva sulle pareti, imbiancandole. Inoltre nei secoli seguenti, fra gli interstizi dei pilastri furono addossati altari barocchi che rovinarono inconsapevolmente gli affreschi nascosti. Ripresa settecentesca Nel 1764 papa Clemente XIII eleva la chiesa a Collegiata Insigne, con un Capitolo composto da 10 canonici e 8 mansionari. Questo fatto permise una decisa ripresa iconografica che culminerà nella costruzione della cripta fra il 1755 e il 1777, ricavata sopraelevando il presbiterio. Il 26 luglio 1777, le reliquie del Santo vi saranno traslate con una solenne processione. Il pittore fermano Alessandro Ricci realizzò, fino all'inizio dell'Ottocento, i sette affreschi delle volte con la Vita di Sant'Esuperanzio e quattro tele; mentre l'eugubino Giuseppe Riposati, allievo di Gaetano Lapis, vi realizzerà nel 1781 le pale anteriore e posteriore dell'altare. Nel 1792 il celebre maestro Gaetano Callido realizzò l'organo, dapprima posto nella tribuna sopra la sacrestia. Storia contemporanea Nel 1810 la collegiata, fino ad allora ricca assai di beni e di possedimenti terrieri, venne secolarizzata da Napoleone Bonaparte, e poi dal Governo Italiano nel 1861. Nel 1846 Alberando Leali disegnò il coro ligneo neogotico dietro l'altar maggiore. Il 15 agosto 1897 la chiesa fu eretta a parrocchia territoriale. Affreschi Del grande ciclo pittorico eseguito fra XIV e XVI secolo e riportato alla luce durante il restauro del 1920, oggi restano alcuni importanti frammenti: Madonna col Bambino e i Santi Esuperanzio e Bernardino da Siena, quello meglio conservato, al secondo altare destro, commissionato nel 1503 da Bernardino Brunetti a Antonio Solario detto lo Zingaro (1465-1530). La Vergine col Bambino, Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Orsola e nella lunetta, L'Annunciazione, al primo altare sinistro, precedentemente della famiglia Vannucci, affresco del 1434 circa attribuito ad Arcangelo di Cola da Camerino (1416-1525) con. Vergine col Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano, al terzo altare sinistro, del 1508, forse di Andrea da Jesi. Pietà con i Santi Antonio Abate, Giovanni Battista e Cristoforo, in controfacciata, del XV secolo, attribuito ad Arcangelo di Cola. Note Altri progetti Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su collegiata di Sant'Esuperanzio

Scarica Loquis!

Disponibile per iOS & Android


Vivi il Mondo

#ATestaAlta