Loquis: Una donna di potere ai Musei Vaticani

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Una donna di potere ai Musei Vaticani

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Pubblicato:  2018-03-19 09:42:00

  Personaggi di Roma

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Imperatrice romana, Giulia Domna era originaria di Emesa, in Siria. La sua famiglia proveniva da una stirpe di origine beduina, che aveva però saputo radicarsi in quella città carovaniera sulle rive dell’Oronte e diventare una delle più influenti nell’élite aristocratica della parte orientale dell’impero. Ricevette fin da bambina una cultura raffinata. Il suo busto è conservato ai Musei Vaticani. Giulia venne promessa e concessa in sposa a Settimio Severo, che dopo un avvio di carriera poco brillante si avviava a giocare un ruolo politico di primissimo piano. Pochi mesi dopo nacque il primogenito Antonino Bassiano; un anno dopo fu la volta di Geta. Terminato il mandato in Gallia, la famiglia tornò a Roma. Ma Giulia non esiterà a seguire il marito anche nella lontana Britannia, per tre anni. A questo periodo risale la sua fama come “filosofa” circondandosi di intellettuali. Alla morte del padre, Antonino Bassiano divenne imperatore insieme al fratello Geta, il contrasto tra i due caratteri, già noto, divenne insostenibile. Geta fu assassinato. Giulia Domna divenne allora, di fatto, co-imperatrice, in una singolare e inedita diarchia col figlio. Caracalla cadde vittima di una congiura. Quando venne a sapere dell’assassinio, Giulia Domna cercò di uccidersi. L’imperatrice fu esiliata. Isolata, ormai spettro di sé stessa, ferita, morì di lì a poco. Alcune fonti riportano che si lasciò morire rifiutando il cibo, memore forse degli insegnamenti stoici sulla scelta morale del suicidio di fronte alla tirannia.

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