Loquis: Villa Aldobrandini

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Villa Aldobrandini

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Pubblicato:  2018-03-12 15:09:00

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La storia affascinante di Villa Aldobrandini inizia nel 1566, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò a Monte Magnanapoli una villa con un giardino segreto e un parco che si estendeva fino al palazzo del cardinale Scipione Borghese (poi palazzo Pallavicini Rospigliosi), in seguito restaurata e abbellita dall'architetto Carlo Lambardi. Nel 1600 Clemente Vitelli, figlio di Giulio, vendette la Villa a papa Clemente ottavo che, a sua volta, la donò l'anno successivo al nipote, il cardinale Pietro Aldobrandini. Quest'ultimo commissionò ulteriori lavori di abbellimento all'architetto Giacomo Della Porta che dotò il palazzo di scale, logge e di una facciata continua sul giardino, abbellito con alberi ancora esistenti, e arredò i viali con statue, vasi, cippi, sedili, fontane e una peschiera. Villa Aldobrandini raggiunse nel Seicento l'apice del suo fulgore. Ai piani superiori del palazzo era ospitata una ricchissima collezione di opere d'arte lasciate in eredità al cardinale Aldobrandini nel 1598 dalla duchessa di Urbino, Lucrezia d'Este. Dopo la morte del cardinale, la Villa fu ereditata dalle famiglie Pamphilj e Borghese, che spostarono nelle Gallerie dei propri palazzi gran parte della collezione Aldobrandini. Durante i lavori di demolizione del muro di cinta lungo via Mazzarino, si rilevò un vasto complesso archeologico costituito dalla facciata monumentale curvilinea di un ampio fabbricato, disposto su almeno due piani, in un sistema di terrazze addossate alla pendice dell'altura sulla quale sorge la villa stessa.

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