Loquis: Abbazia di Valvìsciolo

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Abbazia di Valvìsciolo

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Pubblicato:  2018-03-10 10:33:00

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Su una bella terrazza affacciata sulla Pianura Pontina e sul Mar Tirreno, non lontano da Sermoneta, l'Abbazia di Valvìsciolo ha una storia complessa e un po' misteriosa. A iniziare dal nome, Valvìsciolo, o Valle dell'Usignolo (vallis lusciniae), oppure Valle delle Vìsciole - una varietà di squisite ciliegie nere, selvatiche - le vicende dell'abbazia sono poco documentate. Vi si stabilirono, riadattando un edificio preesistente, dei monaci provenienti da Marmosolio, forse nei pressi di Ninfa, o da un monastero vicino a Carpineto Romano, del quale rimangono solo dei ruderi, che i monaci, per ragioni ignote, abbandonarono, trasferendosi nella attuale sede. Anche della presenza dei Templari, ordine monastico - militare con la regola dei monaci Cistercensi dal 1129, ma con il compito di proteggere i pellegrini in visita al Santo Sepolcro di Gerusalemme, non c'è conferma, eccezion fatta per le croci tipiche dell'Ordine rinvenute nel monastero durante i restauri. La chiesa è semplice, della fine del 1100, divisa in tre navate senza transetto da arcate a sesto acuto su tozzi pilastri e con abside rettangolare. Nella sua essenzialità la struttura rispetta le regole costruttive dei Cistercensi, assai moderne perché basate su un modulo ripetibile, che i monaci di san Bernardo di Clairvaux utilizzarono in tutte le abbazie dell'ordine sparse per l'Europa.

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