Loquis: Mezzojuso

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Mezzojuso

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Pubblicato:  2019-11-06 10:20:00

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Situato nell'entroterra del capoluogo, è una colonia albanese del Quindicesimo secolo. Posto nell'entroterra del capoluogo, da cui dista 41 chilometri, è adagiato su una boscosa montagna dal nome Brinja, dall'albanese costola, sul declivio orientale della Rocca Busambra. Il nome deriva probabilmente dall'arabo manzil Iusuf, residenza di Iusuf, Giuseppe, che, dopo molte variazioni grafiche e fonetiche, è diventato l'odierno Mezzojuso. I primi Albanesi stabilitisi, prima del 1490, nel casale di Mezzojuso, non lo trovano certo in floride condizioni, in quanto casale abbandonato, e sono essi a farlo risorgere a nuova vita. Nella rivolta contro i Borboni dal 1848 al 1860, Mezzojuso è fra i principali centri organizzativi. Qui viene fucilato il patriota Francesco Bentivegna il 21 dicembre 1856. Dal 2 al 4 agosto 1862 Mezzojuso accoglie Garibaldi. Fino al Diciottesimo secolo a Mezzojuso la lingua parlata era l'albanese, così come ancora oggi in alcune colonie di queste diffuse nella provincia di Palermo. Mezzojuso è stato un importante centro propulsore della cultura letteraria e linguistica albanese. Nella piazza principale del paese sorgono le due matrici: la Chiesa di San Nicolò di Mira, di rito bizantino, fondata nel 1516 dagli esuli albanesi, e la Chiesa dell'Annunziata, oggi di rito latino, ma inizialmente di rito bizantino, costruita anch'essa dagli esuli albanesi nel 1572 ed in seguito rimaneggiata.

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