Loquis: Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo e Monastero degli Olivetani

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Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo e Monastero degli Olivetani

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Pubblicato:  2019-04-18 23:21:00

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Alle porte della città e oltre le colonne sormontate dall'evocativa scritta - Per la pace delle umane ossa risorgiture - che aprono il Cimitero, Lecce nasconde una delle sue chiese più belle, ma meno conosciute. Fu Tancredi normanno, conte di Lecce e futuro sovrano di Sicilia, a disporre la costruzione della Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo intorno al 1170. Lineamenti medievali disegnano il campanile a vela e il rosone che guarda al cimitero cittadino, gli archetti pensili e la cupola giocano con le curve, e la meridiana piega la sua ombra al passaggio del tempo. I secoli si confondono all'interno, dove riposa il letterato leccese Ascanio Grandi, e l'ellisse della cupola con l'incoronazione della Vergine e il transito del corpo raccoglie la luce sui pilastri quadrilobati, gli altari barocchi attribuiti a Mauro Manieri , accolgono le tele del napoletano Giovan Battista Lama . All'esterno dove oggi ha sede l' Università del Salento , i chiostri cinquecenteschi del Monastero degli Olivetani conservano stralci di affreschi , come l'effigie di San Nicola datata al 1180, e il bel pozzo baldacchino dalle colonne salomoniche che parla un linguaggio acquatico e divino con Nettuno, Anfitrite e Galatea.

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