Loquis: La Cripta di San Giovanni

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La Cripta di San Giovanni

  loquis

Pubblicato:  2018-12-21 07:19:00

  In giro per Milano

A guardare quei ruderi che fungono da spartitraffico non si direbbe, ma San Giovanni in Conca è stata una basilica: risalente al quinto secolo e ricostruita tra undicesimo e tredicesimo secolo, si annovera fra le chiese più antiche di Milano. Offre più delle semidistrutte mura dell'abside che potete vedere dalla piazza: nei sotterranei si conserva ancora la cripta ed è tuttora visitabile, non avete che da scendere la scalinata che si trova sul retro. Se deciderete di scendere nella cripta troverete la storia di questo edificio, scelto per la sua eleganza come cappella gentilizia dai Visconti. Un racconto che si snoda per più di un millennio e mezzo e parla di distruzioni, rinascite e nuove cadute. Per fare un esempio la facciata della chiesa esiste ancora ed è a Milano, intatta: fu smontata e ricostruita pezzo a pezzo, oggi la si può ammirare sulla chiesa valdese di via Francesco Sforza 12. Io però preferisco narrarvi una tradizione insolita e ormai dimenticata. Nelle siccità del Medio Evo davanti a San Giovanni in Conca per tre giorni si intonavano preghiere implorando la pioggia. Se questo non funzionava si mettevano a bollire in un grande pentolone carni e verdure; durante il banchetto i sacerdoti di passaggio venivano inseguiti e spruzzati col brodo. Secondo la leggenda San Giovanni era stato gettato dai pagani in un calderone d'olio bollente, ma un provvidenziale temporale aveva spento il fuoco e salvato il santo. Magari un nuovo temporale avrebbe salvato quei preti dalla più impertinente doccia di brodo caldo.

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