Loquis: San Napoleone al Duomo

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San Napoleone al Duomo

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Pubblicato:  2018-12-18 18:53:00

  In giro per Milano

Nella selva di statue che abbraccia il Duomo di Milano e invade letteralmente ogni spazio disponibile da terra all’ultima guglia, ce ne sono diverse dalla storia curiosa. Una di queste fa capolino sul fianco verso il Palazzo Reale, sul terzo contrafforte partendo dalla facciata, ben visibile anche da terra. Si tratta di un santo moderno, apparso in quella breve stagione in cui Milano fu retta da Napoleone Bonaparte, il còrso che nel 1805 osò incoronarsi davanti al Duomo ponendosi in capo la Corona Ferrea e pronunciando la celebre frase “Dio me l’ha data, guai a chi la tocca!”. È San Napoleone, prontamente onorato tra le sculture della cattedrale e altrettanto rapidamente dimenticato, quando a Napoleone successero gli Austriaci. La leggenda racconta che, volendo omaggiare l’imperatore anche in quella cattedrale di Milano in cui tutta la Chiesa era raffigurata nel marmo, sotto il gesto protettivo della Madonnina, si sia provveduto a inventarne la storia. Il cardinal Caprara rintracciò un misterioso San Neàpolis, martire cristiano del quarto secolo, che per assonanza fu ricondotto all’Imperatore e rinominato San Napoleone. Traendo spunto anche dalle vite di altri santi si ricompose la storia del giovane, torturato e poi morto in prigionia. Così appare nella statua del Duomo: un ragazzo con aria di sfida a braccia conserte, vestito all’antica, con ai piedi le catene della prigione. Poiché Napoleone non aveva un onomastico, come ultimo omaggio, il santo fu inserito nel calendario il 15 di agosto, giorno di nascita dell’imperatore, forzando la festa dell’Assunzione della Madonna a cui il Duomo è dedicato e che tornò in breve a essere celebrata dopo la caduta dei Francesi, nel 1814.

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