Loquis: Palazzo Ghisilardi Fava

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Palazzo Ghisilardi Fava

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Pubblicato:  2018-11-16 13:41:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Bologna fu una delle prime città in Italia a dotarsi di una Casa del Fascio, istituzione nata per consolidare e propagandare il movimento mussoliniano, dopo la sua costituzione in partito politico. All'inizio del 1922 il segretario del fascio bolognese Leandro Arpinati, scelse un antico edificio del centro di proprietà del Comune, palazzo Ghisilardi-Fava, e ne affidò il restauro al suo architetto di fiducia, Giulio Ulisse Arata. In breve tempo la Casa del Fascio, diventò la vera e propria centrale operativa del fascismo bolognese. Vi trovavano sede, oltre al partito, l'Università fascista, la cappella dei Martiri fascisti, un ufficio postale e telegrafico, un ristorante, un albergo diurno tra i più grandi e moderni in Italia, una biblioteca pubblica e le redazioni del giornale "L'Assalto" e del mensile "Vita Nova". Quest'ultimo periodico, diretto da Giuseppe Saitta, allievo di Gentile, era espressione di un gruppo di intellettuali fascisti di derivazione liberale. Inaugurata il 9 marzo 1925 presso la Casa del Fascio, con un discorso di Giovanni Gentile, il 29-30 marzo successivo, l'Università ospitò il Convegno per la cultura fascista, preludio del famoso Manifesto degli intellettuali fascisti. Nel loggiato interno di Palazzo Ghisilardi c'era la sede del giornale "L'Assalto", organo della Federazione fascista bolognese, stampato in piazza Calderini, presso la tipografia Tamari. Esso fu diretto fino all'ottobre del 1931 da Leo Longanesi, scrittore, giornalista e innovatore della grafica. Tra i collaboratori del giornale vi fu il giovane Renzo Renzi, che subentrò ad un amico nella redazione della rubrica dedicata al cinema.

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