Loquis: Osteria dei Poeti

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Osteria dei Poeti

  loquis

Pubblicato:  2018-11-16 09:02:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Nelle cantine dell'antico palazzo senatorio Sampieri Cospi, forse fin dal diciassettesimo secolo, fu collocata un punto vendita di vino sotto il piano stradale, in cui si poteva ottenere un bicchiere anche dopo l'orario consentito. Il nome Osteria dei Poeti deriva forse dal fatto che alla fine dell'800 venne frequentata da gruppi di artisti e poeti: tra essi Giosuè Carducci, Olindo Guerrini, Giovanni Pascoli. Secondo altri autori il nome del vicolo e del locale deriva da una nobile famiglia del luogo. Nell'Osteria si vendeva solo vino, non si cucinava, né si giocava a carte. Ogni tanto qualche cliente cantava con la chitarra, altri suonavano con l'ocarina. Dal 1960 circa ai soliti clienti, cominciarono ad aggiungersi gli studenti delle vicine scuole e dell'Università. Venne rinnovato il bancone e comprata la macchina del caffè. Tra i nuovi clienti c'erano Francesco Guccini, Lucio Dalla, Debora Cooperman. Fino a pochi decenni fa la conduzione dell'osteria era tradizionale. Guccini ha ricordato che chiudeva alle otto e mezza alla sera e offriva solo vino e qualche uovo sodo. All'inizio della sua carriera d'artista Patrizia Vicinelli, frequentò l'osteria de' Poeti. Lei era l'unica donna nel gruppo di giovani aspiranti poeti, che discutevano attorno ad un tavolo di legno dell'osteria, con un bicchiere di vino e una sigaretta sempre in mano, sorvegliati da un busto di Giosuè Carducci. Tra essi, Giorgio Celli e Adriano Spatola, erano i più forti nel bere e nel cercare nuove strade poetiche.

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