Loquis: Libreria Antiquaria Mario Landi

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Libreria Antiquaria Mario Landi

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Pubblicato:  2018-11-14 11:39:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

In un interno del bel palazzo situato in piazza San Domenico, in faccia al fianco settentrionale, ricco di absidi gotiche e rinascimentali, della basilica del santo, c'era un tempo una botteguccia di legno che adesso non c'è più. Era la Libreria Antiquaria Mario Landi, gestita da un omino delizioso e "devotissimo", Mario Landi, appunto. Su sollecitazione dello scrittore Antonio Meluschi e tramite Otello Masetti, capo commesso della libreria Cappelli, a questo riservato venditore di libri vecchi si rivolse un gruppo di ragazzi, studenti del liceo "Galvani", che avevano in comune il sogno di pubblicare una rivista letteraria. La rivista non andò in porto, ma in compenso i quattro, grazie a Landi e a qualche soldo delle loro tasche, pubblicarono nel 1942 i loro primi libretti di poesia. Erano Pier Paolo Pasolini, Luciano Serra, Francesco Leonetti e Roberto Roversi. Optarono tutti per una "copertina semplice e bianca, tranne quella di Leonetti che la scelse giallina e bordata". Pasolini diede alle stampe, "il signor Tamari", la raccolta "Poesie a Casarsa", quattordici poesie in dialetto friulano, con traduzione in italiano, dedicata al padre prigioniero in Kenia. Questo libro di Pasolini, è uno dei pochissimi pubblicati in dialetto durante il fascismo, data l'ostilità del regime per le realtà regionali. L'opera fu però subito notata e recensita positivamente da critici quali Gianfranco Contini e Alfonso Gatto.

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