Loquis: Palazzo Zucchini Solimei

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Palazzo Zucchini Solimei

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Pubblicato:  2018-11-14 10:22:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Il palazzo fu costruito nella prima metà del sedicesimo secolo, e venne ristrutturato nel 1737 da Alfonso Torreggiani, che mantenne il portico originario. All'interno soffitti e pareti furono tutti decorati. Nel 1924 venne scoperto un ciclo di affreschi di Niccolò dell'Abate, con storie dall'Orlando Furioso, che nel 1967 furono staccati e trasferiti in Pinacoteca. Tra il 1880 e il primo ventennio del Novecento, in Palazzo Zucchini ebbe sede il prestigioso salotto, aperto alle arti, alle lettere e alla politica, della contessa Carmelita Cagnola Zucchini Solimei, che "adempiva i riti dell'ospitalità con delicata magnificenza". Esso accoglieva donne e uomini illustri, spesso stranieri, di passaggio a Bologna, come il Principe di Galles, il Duca d'Aosta, l'Infanta di Spagna. Era quasi sempre presente la marchesa Paolina, vedova del conte Gian Mauro Zucchini Solimei, e madre di Giuseppe Gioacchino, consorte di Carmelita. Fervente patriota, da giovane era stata oggetto delle attenzioni di Garibaldi, ospite della sorella a Villa Tattini. Giosuè Carducci era abbastanza assiduo alle riunioni di casa Zucchini, ma non alle serate in cui intervennero D'Annunzio e Fogazzaro. Sempre presente era invece Enrico Panzacchi. Vi convenivano illustri ospiti da Milano, la città della contessa Carmelita: tra essi Marco Praga e Arrigo Boito. Capitavano personaggi notevoli della cultura, da Ottorino Respighi, a Giuseppe Martucci, a Eleonora Duse; personalità quali Donna Laura Minghetti, Giacomo Venezian, il costituzionalista Luigi Rossi, il ministro Visconti Venosta.

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