Loquis: Libreria Palmaverde

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Libreria Palmaverde

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Pubblicato:  2018-11-14 09:30:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

La libreria Palmaverde di Roberto Roversi, era specializzata in libri di politica, di movimenti politici, di letteratura Italiana del 900, di riviste e di avanguardie artistiche. Vi si tenevano dibattiti sulla poesia, e su quella che Roversi definiva la Sinistra Disastrata. All'ombra della Palmaverde, allora in via Rizzoli, nacque nel 1955 "Officina", rivista di ricerca letteraria e di testi poetici. I bolognesi Roberto Roversi e Francesco Leonetti, con Gianni Scalia, concepirono una rivista di poesia "non antologica, non elegante, ma di principi serrata, tenace" e coinvolsero subito da Roma l'amico Pier Paolo Pasolini, che si dichiarò pronto a collaborare con loro "senza risparmi". Tra i redattori di "Officina", destinata ad una diffusione limitata, ad una cerchia ristretta di lettori, ma che ospitò autori quali Calvino, Bertolucci, Luzi, Volponi, Ungaretti e molti altri, si instaurò "un vero senso di comunità": si scambiavano i testi, si leggevano e correggevano a vicenda. Anche dopo la fine di questa importante esperienza, umana e culturale, la libreria Palmaverde ha continuato ad essere un'officina letteraria, "un punto di riferimento intellettuale e concreto per tanti", attraverso la rivista "Rendiconti", nata nel 1995. Grazie a Roberto Roversi, è stata per molti anni uno spazio di incontro per decine di giovani poeti.

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