Loquis: Libreria Veronese

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Libreria Veronese

  loquis

Pubblicato:  2018-11-14 09:05:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

La libreria fu avviata da Francesco Veronese nel 1888, in occasione dell'ottavo Centenario dell'Università. Davanti al suo banco cominciarono a sostare, in cerca di occasioni, i personaggi più interessanti della Bologna di fine 800: tra essi Severino Ferrari, Corrado Ricci, Augusto Majani e tanti professori, da Gandino, a Acri, da Puntoni a Pesci. Prima della grande guerra il negozio di Veronese era in fondo a via Indipendenza. I goliardi lo frequentavano giornalmente, e tra essi si ritrovava a volte Dino Campana. Frequentavano il negozio studenti squattrinati in cerca di testi usati, ma anche studiosi come l'archeologo Edoardo Brizio, o il direttore della "Gazzetta dell'Emilia" Ugo Pesci. Col tempo si specializzò nella vendita di libri rari e di pregio e di stampe antiche. Dal 12 marzo 1922 la Federazione Acheonica Universale tenne, presso questa libreria, la direzione e redazione del suo giornale, "Il Gigante acheo". La Società degli Achei fu un sodalizio goliardico fondato dal dottor Ezzelino Magli, nel 1920 tra reduci di guerra. Raccolse molti personaggi del bel mondo bolognese, tra i quali Ermete Zacconi, Alfredo Testoni, Dino Grandi, Augusto Majani, Albano Sorbelli. Parecchi anni dopo il suo soggiorno forzato a Bologna, confinato dai fascisti per ragioni politiche lontano dalla sua "casa rossa" fiorentina, Piero Jahier ripercorse, assieme all'amico Romeo Forni - anch'egli scrittore ed ex ferroviere - i luoghi dove era solito sostare durante il percorso tra casa e lavoro, o andando a casa di amici, quali Nino Bertocchi o Alessandro Cervellati: uno dei preferiti era senz'altro la libreria Veronese.

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