Loquis: Santuario di Santa Maria della Vita

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Santuario di Santa Maria della Vita

  loquis

Pubblicato:  2018-11-13 15:41:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Il santuario di Santa Maria della Vita sorse nella seconda metà del tredicesimo secolo, annesso all'Ospedale gestito dalla Confraternita dei Battuti. Alla fine del Seicento fu ricostruito su pianta ellittica e nel secolo seguente fu costruita la cupola, da allora ben visibile da piazza Maggiore, dietro il portico dei Banchi. Nel 1905, in esecuzione del testamento di don Raffaele Mareggiani, fu edificata la facciata a due ordini, con le statue dei beati Rainiero Fasani e Bonaparte Ghisilieri. Tra le opere d'arte e di devozione connesse al santuario, è famoso il Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell'Arca, gruppo scultoreo in terracotta della seconda metà del quindicesimo secolo. Nel 1914 fu avviato un vero restauro e completamento delle parti danneggiate, a cura dello scultore Montaguti, e della ditta di ceramiche Minghetti. Nel settembre del 1921 il poeta Bino Binazzi, dalle pagine del "Resto del Carlino", poté annunciare il ritorno dell'opera all'antico splendore. Entrare in Santa Maria della Vita consente estraniarsi per un attimo dalla vita febbrile che si svolge intorno, nel quartiere del Quadrilatero, tradizionale zona di negozi e di mercati. Anche il poeta Piero Jahier, costretto al silenzio dal Regime e confinato a Bologna come ispettore ferroviario, amava sostare in questa chiesa.

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