Loquis: Palazzo comunale

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Palazzo comunale

  loquis

Pubblicato:  2018-11-13 14:10:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

La Sala dove si riunisce il Consiglio Comunale, era un tempo la Galleria dei Senatori. La volta è decorata con una finta architettura con sfondati, eseguita da Angelo Michele Colonna e Gioacchino Pizzoli nel 1676. Nei due lati lunghi quattro colonne dipinte sostengono un pesante cornicione, che regge una nuova volta con scene allegoriche delle virtù cittadine. Al centro Minerva, dea della Sapienza, e Marte, dio della guerra, spingono la Fama ad annunciare le virtù e le glorie della città. Cibele indica la gloria dell'Olimpo a Bologna, raffigurata come una fanciulla su un carro trainato da leoni. Bacco, Pomona e Cerere simboleggiano la fertilità del territorio bolognese. Sui due lati brevi sono dipinti lo stemma della città retto dalla Concordia e dalla Fedeltà, mentre sul lato opposto Vigilanza e Prudenza accompagnano i simboli delle arti. Giosue Carducci fu eletto consigliere comunale nel 1869, nelle prime elezioni parziali effettuate durante l'amministrazione Casarini. Rimase fino allo scioglimento del Consiglio, nel 1872. Durante questo breve mandato fu protagonista della discussione sulla riforma delle scuole elementari, proposta dall'Assessore Enrico Panzacchi. Carducci fu rieletto consigliere nel 1886, e successivamente altre sei volte tra il 1889 e il 1899. Rimase in Consiglio fino al 1902, quando il Comune venne conquistato dai "popolari". Durante il secondo mandato, fu notevole il discorso pronunciato il 27 dicembre 1888, per la costituzione di un Consorzio universitario.

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