Loquis: Bottiglieria Cillario

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Bottiglieria Cillario

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Pubblicato:  2018-11-13 11:09:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Nel dicembre del 1892 Luigi Cillario ereditò il negozio di vini, liquori e birra di proprietà di Carlo Cillario nel Mercato di Mezzo, e insieme ad esso, la rivendita di vini e liquori con insegna Alle Glorie, condotta da Girolamo Cillario. Quasi nascosto dagli scalini, c'era il tavolino dove Giosue Carducci era solito trascorrere la sera giocando a carte, e bevendo bicchieri di barolo o di chianti in compagnia di alcuni dei suoi più affezionati scolari, quali Ugo Brilli, soprannominato il Maghetto, Severino Ferrari, Tommaso Casini. Fra i convitati più assidui c'era anche Giovanni Pascoli, promotore di "banchetti" con il fratello Raffaele. Alla buvette, Cillario Carducci conobbe Angelo Sommaruga, che gli fu presentato da Luigi Lodi. Sotto il suo sguardo e con la sua approvazione, tra un bicchiere e l'altro, nacque l'idea di una nuova casa editrice, sostenuta da una rivista letteraria di grande diffusione. Il 15 giugno 1881 uscì a Roma il primo numero della "Cronaca bizantina", contenente la poesia di Carducci Ragioni metriche. Carducci, e soprattutto Severino Ferrari, frequentavano anche la villa dei Cillario sui colli bolognesi. Stella Cillario era l'allieva prediletta di Severino, dedicataria di molti versi d'occasione, e autrice di uno studio su Ludovico Savioli, scrittore, poeta e uomo politico bolognese del diciottesimo secolo. Dopo la morte di Ferrari, rimase vicino alla vedova e ne ereditò le carte, poi donate a Casa Carducci.

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