Loquis: Cenobio di San Vittore

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Cenobio di San Vittore

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Pubblicato:  2018-11-13 10:46:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Di un cenobio dedicato a San Vittore sulle colline bolognesi, si ha memoria almeno dal 1073. Nel 1178 esso fu solennemente consacrato dal vescovo Giovanni quarto, e da allora fu un importante luogo di cultura e spiritualità, gestito dai Canonici Lateranensi. Tra i personaggi illustri che nei secoli passati visitarono il convento, si annoverano il cardinale Egidio Albornoz e il futuro papa Benedetto quindicesimo. In tempi più recenti esso ha ospitato don Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni ventitreesimo, che nel 1920 vi tenne un corso di esercizi spirituali per laici. Nel 1860 il complesso fu confiscato dal Genio Militare, trovandosi nell'area del campo trincerato di Bologna, voluto dal generale Manfredo Fanti e nel 1868 iniziarono i lavori di adattamento per usi militari. La Regia Deputazione di Storia patria per le province di Romagna, presieduta dal 1887 da Giosue Carducci, riconobbe l'alto valore storico di San Vittore e lo affidò al Ministero della Pubblica Istruzione, che nel 1892 lo concesse alla Curia. La chiesa venne riaperta al culto e il convento di nuovo affidato ai Padri Filippini. Nel 1914 il Comitato per la Bologna Storico Artistica, a cura di Guido Zucchini, promosse un'altra, radicale operazione di restauro. In una villa vicina al cenobio San Vittore, di proprietà di Dante Coltelli, Giosue Carducci trascorse serenamente la sua ultima estate, quella del 1906. Fotografie lo ritraggono in giardino intento a leggere, con la barba bianca spiegata dal vento.

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