Loquis: Caffè di San Pietro

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Caffè di San Pietro

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Pubblicato:  2018-11-13 09:37:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Era questo uno dei caffè più antichi di Bologna. Risaliva infatti al diciassettesimo secolo. Fin dal 1794 in questo locale si seguivano con ansia e con grandi discussioni gli avvenimenti di Francia. Qui, nella notte tra il 3 e il 4 febbraio del 1831, i congiurati attesero da Modena le notizie della rivoluzione. Il caffè si riempì "di gioventù armata di fucile o pistola o sciabole", che all'alba si recò al Palazzo apostolico e intimò la partenza del cardinal Benvenuti. Nel 1848 al San Pietro fu esposto per tre giorni consecutivi il tricolore. In seguito il locale decadde. Con il restauro dello stabile, nel secondo 800, il portico fu portato a livello della strada e il piccolo negozio divenne una delle istituzioni caratteristiche di Bologna. All'inizio del 900 il Caffè di San Pietro, diventò ritrovo di artisti e di letterati bolognesi o di passaggio in città: lo frequentava Alfredo Oriani con i suoi numerosi "scolari", e anche Dino Campana, Bino Binazzi, il pittore Mario Pozzati, il marchesino poeta Luigi Filippo Tibertelli Campana compariva ogni tanto, reduce da una delle sue tante peregrinazioni. Negli anni Trenta il locale, chiamato anche il Circolo delle Arti, venne rinnovato dall'architetto Melchiorre Bega e diventò "il più elegante ritrovo bolognese". Ospitò giovani artisti e critici quali Nino Bertocchi, Corrado Corazza, Lea Colliva, Alessandro Cervellati e gli architetti razionalisti Enrico De Angeli e Giuseppe Vaccaro. All'inizio del decennio successivo capitava saltuariamente anche il giovane Pier Paolo Pasolini, che nella sala cinematografica situata nel palazzo di fronte assisteva alle proiezioni organizzate dal G.U.F. Ma ormai Il San Pietro, protagonista della Belle Epoque bolognese, si avviava ad una inarrestabile decadenza e nel 1944 venne chiuso.

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