Loquis: Caffè dei Cacciatori

Scarica Loquis!

Caffè dei Cacciatori

  loquis

Pubblicato:  2018-11-13 09:27:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

All'inizio dell'Ottocento il Caffè era un covo di liberali, soggetto a vigilanza speciale dalla polizia pontificia. A metà del secolo diventò Caffè Ungherese. L'avvenente Carlotta Macchiavelli, che lo acquistò nel 1859, seppe attrarre una scelta clientela di intellettuali e artisti, ma soprattutto di ufficiali dell'esercito. Tra i suoi avventori più illustri ebbe il generale Enrico Cialdini, duca di Gaeta, e il marchese Potenziani, Giacchino Napoleone Pepoli, e Carlo Berti Pichat. Nel 1867 il nuovo proprietario, il signor Riguzzi, volle trasformarlo in un locale di lusso. il Caffè dei Cacciatori fu anche rinomato ritrovo degli "artisti e dei letterati più in voga". Enrico Panzacchi vi faceva risuonare la sua voce baritonale, e Carducci vi portava "la sua irrequietezza", intrattenendosi, dopo le lezioni all'Università, con i discepoli Giovanni Pascoli, Ugo Brilli e Severino Ferrari. Nel pomeriggio e alla sera, nel locale passava "la parte più bella della storia dell'arte bolognese degli ultimi trent'anni": dal bizzarro Tartarini, a Luigi Serra, allo stesso Rubbiani. Sui suoi divani scarlatti nacque nel 1874 il "Matto", giornale battagliero promosso da Giovanni Vigna Dal Ferro, assieme a Giosue Carducci, Olindo Guerrini, Emilio Roncaglia e Raffaele Belluzzi. Ai tempi della Grande Esposizione, Giannetto Bacchi, Antonio Fiacchi, Oreste Cenacchi e Alfredo Testoni, decisero di fondare un giornale umoristico. Il caffè chiuse i battenti la mattina del 22 settembre 1915, durante l'edificazione dell'ultimo lotto di via Rizzoli.

Scarica Loquis!

Disponibile per iOS & Android


Vivi il Mondo

#ATestaAlta