Loquis: Cimitero della Certosa

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Cimitero della Certosa

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Pubblicato:  2018-11-12 15:35:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Nel 1801 fu stabilito un cimitero pubblico alla Certosa di San Girolamo, grande monastero suburbano soppresso nel 1797. Ad accudire il cimitero furono nominati i Padri Zoccolanti dell'Annunziata. Per iniziativa dell'Accademia Clementina, vennero raccolti nella Certosa i monumenti antichi provenienti dalle chiese, e dai conventi soppressi in città. Nella chiesa di San Girolamo furono concentrati anche parecchi affreschi raffiguranti la Beata Vergine, che in seguito trovarono sede nel chiostro detto, appunto, delle Madonne. Nel 1815 l'incisore Francesco Rosaspina propose che i nuovi monumenti funerari fossero commissionati ad artisti "noti e reputati" e che fossero sottoposti all'esame dei maestri dell'Accademia. Nel 1816 l'arcivescovo di Bologna Oppizzoni, riconobbe il cimitero della Certosa come luogo sacro, e nel 1821 il consiglio comunale deliberò l'allestimento, all'interno di esso, di una sala contenente i busti degli "Uomini Illustri e Benemeriti" della città. Nell'Ottocento la Certosa, diventata un vero e proprio museo a cielo aperto e considerata una tappa del Grand Tour italiano, fu meta di visitatori stranieri. Nella calda estate del 1816 Byron si recò più volte a visitare il cimitero. Nel 1844 Dickens si trovò, durante la sua breve visita a Bologna, a passeggiare "tra colonnati e tombe imponenti". Per Giosuè Carducci la Certosa è, più di ogni altro luogo di Bologna, capace di "stimolare le leve dell'affettività". Il poeta bolognese del secondo 800 Olindo Guerrini, riposa invece nella galleria del Colombario. Un vivo ricordo del grande cimitero viene dalla scrittrice Cristina Campo, nome d'arte di Vittoria Guerrini.

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