Loquis: Caffè delle Scienze

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Caffè delle Scienze

  loquis

Pubblicato:  2018-11-12 15:06:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Era il locale più raffinato ed elegante di Bologna, ritrovo abituale di una scelta clientela: artisti, scienziati, professionisti, gentiluomini appartenenti alle casate più illustri. Alle Scienze capitava spesso il professor Emiliani, famoso violinista, che alla sera giocava a bigliardo con Gaetano Brizzi, un ometto tranquillo profetizzato dal maestro Donizetti come il suonatore della tromba del Giudizio Universale. Il professor Antonio Muzzi dell'Accademia di Belle Arti raccontava le sue gesta rocambolesche: ricordava per esempio l'addobbo preparato assieme a Francesco Cocchi in San Petronio per la morte di Cavour, con la cassa sospesa per aria come quella di Maometto. Tra gli assidui compagni del professor Cesare Albicini, c'erano Giuseppe Ceneri e Pietro Loreta, il primo calmo e sarcastico, il secondo, ex capitano garibaldino, pieno di impeto e di fuoco. Noto medico, tutti ricordavano lo straordinario aiuto da lui dato agli ammalati di colera durante la tremenda epidemia del 1855. Nel caffè si svolgevano discussioni letterarie seguite dalla migliore gioventù. La sala interna, frequentata dagli artisti e dai poeti, era chiamata "l'enfer", come la sezione dei libri proibiti della Bibliotheque Nationale di Parigi. Alle Scienze si riunivano "rumorosamente" i Celestini, "confraternita di capi scarichi senza statuti e senza pensieri" composta da studenti di legge, alcuni dei quali poi divenuti celebri, come il professor Enrico Ferri e il ministro Rava. Il Caffè delle Scienze cessò la sua esistenza nel 1914.

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