Loquis: Prati di Caprara Anarchici

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Prati di Caprara Anarchici

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Pubblicato:  2018-11-11 16:11:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

La notte fra il 7 e l'8 agosto 1874, gli anarchici internazionalisti tentarono una insurrezione a Bologna. Il piano prevedeva la concentrazione presso i prati di Caprara, a poca distanza dal Pontelungo, di tre colonne di congiurati provenienti da paesi vicini, l'entrata in città all'alba, l'occupazione del palazzo comunale, l'assalto e il saccheggio dell'arsenale militare e la liberazione dal carcere dei prigionieri politici. Le armi, raccolte in Romagna, furono date in custodia a un ex garibaldino impiegato nella cartiera di Pontecchio. In vari punti della città fu raccolto materiale per erigere barricate, un centinaio di uomini erano pronti all'azione. Ma la Prefettura, informata da spie infiltrate, sventò la rivoluzione sul nascere. Il leader anarchico Michail Bakunin, arrivato in incognito dalla Svizzera, fu costretto a fuggire precipitosamente. L'episodio è narrato nel romanzo Il diavolo al Pontelungo di Riccardo Bacchelli, pubblicato per la prima volta nel 1927 e più volte rielaborato, fino all'edizione definitiva del 1957. Qui lo scrittore "fluviale", come lo definì Cardarelli, narra le vicende interpretate, ma storicamente fondate, del rivoluzionario russo e del suo discepolo Carlo Cafiero, convinti che Satana potesse davvero spiccare il volo "per la liberazione di tutto il mondo" dalle spallette bollenti del Pontelungo.

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