Loquis: Pontelungo

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Pontelungo

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Pubblicato:  2018-11-11 16:07:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Per attraversare con la via Emilia il fiume Reno gli antichi Romani costruirono un ponte di 18 arcate lungo circa 200 metri, che venne più volte danneggiato dalle piene del fiume e fu infine sostituito nel 1257 da un nuovo ponte a 21 arcate. 45 massi di macigno e di marmo, che appartenevano al ponte romano, furono ritrovati nel letto del fiume nel 1845. Tre di essi furono collocati nel Museo Civico, gli altri utilizzati per la pavimentazione della basilica di San Petronio. Anche il manufatto medievale subì nel tempo notevoli danni e venne infine ricostruito, tra il 1878 e il 1880, su progetto dell'ing. Adriano Panighi dell'Ufficio Tecnico Provinciale. I quattro capi delle spallette furono ornati da belle sirene in marmo, scolpite da Carlo Monari. Il rione del Pontelungo era abitato dai birocciai che trasportavano la ghiaia dal greto del Reno, mentre lungo la via Emilia c'erano le botteghe dei carradori, dei fabbri e dei sellai, oltre a trattorie e osterie. Giuseppe Raimondi ha lasciato una testimonianza del Pontelungo quando ancora era un borgo periferico autonomo. La sua ragion d'essere era data dalla presenza del ponte sul Reno e di una serie di attività professionali collegate al fiume: birocciai, renaioli, spalatori di ghiaia. I traffici continui sulla via Emilia avevano selezionato una razza umana di trafficanti, viandanti, vagabondi, frequentatori di osterie "fresche di ombra, odorose di vino e cipolle" e un numero minore di barcaioli e pescatori del Reno. Dai canneti in riva al fiume si alzava "il fumo e l'odore di pece e di catrame", che nei pressi del ponte si mescolava al profumo e al colore dei cocomeri tagliati a fette. Tra il popolo dei birocciai dalle grandi membra, cotti dal sole come i mattoni della fornace, ai tempi di Andrea Costa sorsero i primi socialisti.

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