Loquis: Palazzo Malvezzi

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Palazzo Malvezzi

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Pubblicato:  2018-11-11 16:03:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Palazzo Malvezzi sorge all'angolo tra Piazza Rossini e via Zamboni. E' conosciuto come il Palazzo dal portico buio, per la caratteristica penombra delle sue arcate. Fu commissionato nel 1560 da Paola Malvezzi e dal figlio Giovanni all'architetto Bartolomeo Triachini sull'area di una preesistente dimora di famiglia. Presenta una facciata porticata in via Zamboni e un prospetto senza portico di fronte alla chiesa di San Giacomo Maggiore. Entrambe le parti, come il cortile interno, sono caratterizzate da tre ordini sovrapposti, nello stile delle grandi dimore rinascimentali fiorentine e romane. I Malvezzi erano un casato illustre a Bologna, presente fin dal XII secolo. Presero parte alla vita politica cittadina, parteggiando per i Guelfi prima e poi per i Bentivoglio. La partecipazione alla congiura dei Marescotti nel 1488 provocò la loro messa al bando e l'alienazione delle loro ricchezze. Poterono rientrare a Bologna solo nel 1506, dopo la presa di possesso della città da parte del Papa. Nel 1725 il palazzo subì importanti modifiche: il marchese Giuseppe Malvezzi de'Medici fece costruire lo scalone d'onore, su disegno dei Bibiena, eseguito da Alfonso Torreggiani. Palazzo Malvezzi ospitò nei primi decenni dell'800 il cenacolo letterario della contessa Teresa Carniani, di carattere aristocratico e con interessi spiccatamente intellettuali, più chiuso e riservato degli altri salotti cittadini. Conosciuta come la Minerva bolognese, Teresa era una donna malinconica, dolce e raffinata. Educata dal Mezzofanti allo studio delle lettere, scriveva poesie, traduceva classici, era amica di letterati quali Paolo Costa, Pindemonte, Monti. Giacomo Leopardi, che la frequentò durante il suo soggiorno bolognese nel 1825-26, ne rimase profondamente affascinato. Il rapporto, da lui definito come "un amore senza inquietudine", mutò però alla fine in freddezza, tra le proteste del poeta. Nel 1931 il palazzo fu venduto alla Provincia di Bologna. L'adattamento alle nuove esigenze amministrative portò alla dispersione di gran parte dell'arredo originario.

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