Loquis: Società del Casino

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Società del Casino

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Pubblicato:  2018-11-11 12:49:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Nel 1823 la Società del Casino si trasferì da Palazzo Vizzani in Palazzo Bolognini-Amorini all'inizio di via Santo Stefano. Il nuovo statuto prevedeva accademie e concerti di musica, esercizi e feste di ballo, accademie di poesia, lettura di fogli non proibiti, giornali scientifici, letterari e di moda, conversazione, il gioco del bigliardo e altri giochi leciti. Le accademie, le feste e i balli si tenevano in un grande salone al piano nobile, mentre i salotti attigui ospitavano le altre attività. Le accademie musicali videro esibirsi musicisti di fama e accolsero "i pezzi operistici più in voga e le partiture tipiche della musica frivola ottocentesca". Il gabinetto di lettura, diretto dal conte Carlo Pepoli, ebbe un ruolo importante nell'attività culturale del Casino. Metteva a disposizione dei soci ventuno testate italiane e straniere di carattere scientifico e letterario. Ad esso era unita anche una Società delle Signore, che offriva conversazioni settimanali e feste di carnevale, con l'eventuale presenza dei mariti. Vi facevano parte alcune delle dame più in vista della città, come Cornelia Rossi Martinetti e Maria Malvezzi Hercolani. Il 27 marzo 1926, lunedì di Pasqua, Giacomo Leopardi lesse pubblicamente, nella sede dell'Accademia dei Felsinei, davanti ai "Cigni di Felsina", cioè i principali letterati del circolo neoclassico bolognese, l' Epistola al conte Carlo Pepoli, vice-presidente del sodalizio e suo caro amico. La voce fioca del poeta e la distrazione dell'uditorio non fecero apprezzare pienamente il contenuto della lettera. Leopardi apparve "di tetro umore ... con anima oltre modo sensibile, e mancante di certi necessari doni naturali atti a chiamare la generale attenzione".

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