Loquis: Stamperia delle Muse

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Stamperia delle Muse

  loquis

Pubblicato:  2018-11-11 12:23:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

Nel palazzo Vizzani-Lambertini ebbe sede anche la Tipografia delle Muse di Pietro Brighenti, avvocato, musicofilo ed editore, in stretti rapporti con Pietro Giordani e Giacomo Leopardi. Egli l'acquistò nel 1826, spendendo "tra caratteri e torchi, e altro" circa ottocento lire, e la cedette nel 1829, ormai coperto di debiti, a Carlo Gamberini, che la trasferì nel Mercato di Mezzo all'insegna della Capra. Brighenti, che si era ormai fatto una solida esperienza sul campo - era stato, ad esempio, editore di Leopardi presso Marsigli e Nobili - desiderava occuparsi del commercio librario come affare "stabilmente proficuo". La presenza di Leopardi a Bologna rendeva più ghiotta l'occasione per l'apertura di una stamperia, nonostante la grande concorrenza e la sempre maggiore attività censoria da parte del governo pontificio. Il progetto editoriale di Brighenti era la collana del Parnaso italiano, contenente la produzione "di dodici dei più illustri italiani del suo tempo, vivi e defunti". Giordani gli consigliò di pubblicare all'inizio "volumi agili, titoli di richiamo anche se colti, legami con argomenti d'attualità"; lo invitò inoltre a configurare la tipografia come impresa domestica, impiegando anche le figlie nella composizione. Brighenti però non seguì le indicazioni del letterato piacentino e una delle ragioni per cui la sua impresa fallì poco dopo fu un catalogo che non incontrò il gradimento del pubblico. Esso comunque contemplava, seppure in stampe di livello non eccelso, le opere di Pietro Giordani e Vincenzo Monti, i Versi di Leopardi, le Rime e Prose di Giuseppe Marchetti, le Rime di Carlo Pepoli e le volgarizzazioni di Anacreonte di Paolo Costa.

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