Loquis: Casino Civico

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Casino Civico

  loquis

Pubblicato:  2018-11-11 12:22:00

  Bologna Letteraria tra '800 e '900

La parte migliore di Palazzo Vizzani, situato in via Santo Stefano e appartenuto un tempo al cardinale Prospero Lambertini, poi papa Benedetto XIV, divenne nel 1809 sede del Casino Civico, erede di una antica istituzione ricreativa e culturale per nobili, che in epoca repubblicana permetteva l'ingresso anche a persone di estrazione borghese. I soci si dedicavano "al gioco, al ballo, agli amori, alla tavola, alla musica". L'appartamento era composto da undici stanze al piano nobile, più una sala a pianterreno. Gli ambienti erano arredati con mobili "di ultimo gusto" e ornamenti lussuosi, apparati di raso e volte dipinte "con figure nude d'ogni sesso" dalle botteghe di Pietro Fancelli e Felice Giani. All'ingresso era sistemata una "bottiglieria". Di qui una fuga di sei camere portava alla sala grande, una delle più ampie di Bologna. Dal 1810 lo Statuto della Società prevedeva due accademie di poesia annuali, una nel mese di giugno e una a dicembre. Si svolgevano in serate scelte da una commissione di soci letterati ed erano basate su un "argomento interessante e dilettevole". La lettura dei componimenti poetici era intervallata da concerti musicali. Nel 1819, nell'ambito della Società del Casino si costituì l'Accademia Felsinea, che ebbe come emblema Apollo con la cetra circondato dalle muse. Fu diretta dal conte Dionigi Strocchi, coadiuvato dal 1822 da Massimiliano Angelelli, mentre il medico-letterato Vincenzo Valorani ricoprì la carica di segretario perpetuo.

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