Loquis: 29 Gennaio - Don Pietro Pappagallo

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29 Gennaio - Don Pietro Pappagallo

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Pubblicato:  2018-09-11 06:30:00

  La Resistenza a Roma

In Via Urbana 2 c'era la casa di Don Pietro Pappagallo. Pugliese di Terlizzi, venne a Roma come gestore di un convitto per gli operai della Snia Viscosa, divenne cappellano del convento del Bambin Gesù in via Urbana, dove risiedeva. Ospitò ebrei, militari italiani e soldati fuggiti dai campi di concentramento, partigiani. Qualche giorno prima del suo arresto aveva ospitato un ufficiale che si era dichiarato disertore, era il delatore Giacomo Cherubini. Il 29 gennaio alle ore 12,30 don Pappagallo andò ad aprire alla porta, erano i nazisti che prima di portarlo a via Tasso, aspettarono la sera, per poter arrestare altre persone che si sarebbero recate da lui per documenti falsi. Fu rinchiuso nella cella 13 al terzo piano insieme ad altri detenuti. Poco prima della morte alle Fosse Ardeatine, don Pappagallo riuscì a liberarsi i polsi, con le mani impartì la benedizione ai presenti. A strage avvenuta si seppe che Kappler aveva deciso di far morire don Pappagallo “così quelli delle Ardeatine avranno anche un prete”. La sua figura, insieme a quella di don Morosini, ispirò a Roberto Rossellini la figura del prete (don Pietro) interpretata da Aldo Fabrizi nel film “Roma città aperta”.

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