Loquis: 29 gennaio Massimo Gizzio

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29 gennaio Massimo Gizzio

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Pubblicato:  2018-09-10 06:32:00

  La Resistenza a Roma

Aveva 19 anni Massimo Gizzio. Era uno studente, quel 29 gennaio 1944 quando gli spararono alla schiena. Morì tre giorni dopo, il primo febbraio. In Piazza della LIbertà conduceva una manifestazione di studenti, al sopraggiungere di una squadra fascista chiamata dal preside del classico Dante Alighieri di via Marcantonio Colonna furono esplosi dei colpi che ferirono gravemente Massimo. Dopo tre giorni di agonia al Santo Spirito morì Studente universitario, era stato arrestato e torturato per la sua propaganda antifascista, anche avviato al manicomio criminale. Nel 1943 aderì al PCI. Liberato il 25 luglio, entrò in contatto con Carlo Lizzani, Vincenzo Lapiccirella e Gioacchino Gesmundo, riprese la lotta guidando il Comitato studentesco di agitazione. In quei mesi fece propaganda per chiudere scuole superiori e università in quanto luoghi nei quali i giovani potevano facilmente essere individuati, riuniti e deportati in Germania. Il 29 gennaio il comitato studentesco proclamò lo sciopero di tutte le scuole medie superiori di Roma, i manifestanti diretti a piazza della Libertà distribuirono volantini inneggianti la pace (il 22 erano sbarcati gli americani ad Anzio). Nel dopoguerra indagini della magistratura individuarono gli autori degli spari, Massimo Uffreduzzi uccise Massimo con un colpo di rivoltella sparato di spalle, ma tutti furono assolti per "amnistia".

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